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Relativismo e indifferenza, mali d'Europadi Paolo Nessi - 27 gennaio 2006 Ieri Benedetto XVI ha affermato che «perché sia fruttuoso il processo di unificazione che ha avviato, l'Europa ha bisogno di riscoprire le sue radici cristiane, dando spazio ai valori etici che fanno parte del suo vasto e consolidato patrimonio spirituale». Ha ribadito inoltre la necessità di testimoniare la propria fede, specie «nell'odierno contesto culturale, spesso segnato dal relativismo e dall'indifferenza». Nel pronunciare queste parole, forse Papa Ratzinger aveva in mente gli scenari preoccupanti che alcuni significativi avvenimenti recenti lasciano presagire. In particolare il Parlamento europeo, mercoledì 18 gennaio (con 468 voti a favore, 149 contrari e 41 astenuti) ha approvato una risoluzione che auspicava l'equiparazione delle coppie omosessuali a quelle etero, condannando come omofobici gli Stati e le Nazioni che si oppongono a qualificare come matrimonio l'unione tra due persone dello stesso sesso. Oltre a ciò, qualche giorno fa il quotidiano The Guardian annunciava che nel 2004 in Gran Bretagna si sono verificati 3000 casi di eutanasia, pur essendo la pratica ritenuta illegale nel Paese. L'Eurispes, infine, ha presentato i risultati di un sondaggio nel quale, mediante accorti depistaggi semantici, si dimostrava che, dell'87,8% degli italiani che si dichiara cattolico, la maggioranza percepisce la dottrina cristiana e gli insegnamenti del Magistero come norme imposte da un'autorità lontana, alla quale è lecito non prestare attenzione. I tre fatti, di per sé, non hanno un collegamento esplicito, né sono stati compiuti dalle medesime persone. Tuttavia evidenziano una mentalità organica di fondo e un principio ispiratore comune che li lega indissolubilmente. E' infatti oggi all'opera una sorta di neo-illuminismo, un razionalismo di ritorno pericoloso per l'uomo. Esso è ben sintetizzato dalle farneticazioni di Axteismo (uno pseudo-movimento intellettuale che sta mandando e-mail in giro per l'Europa) quando sostiene che è necessario contrappore «alla fede e ai dogmi oscurantisti della Chiesa cattolica la ragione umanistica...Bisogna porre fine con raziocinio e determinazione a una situazione insostenibile: l'avanzata del clero nelle scuole pubbliche, l'invasione della Chiesa nel referendum della procreazione assistita, l'introduzione della preghiera obbligatoria nelle scuole pubbliche, e ancora la discriminazione verso le donne, le coppie di fatto e gli omosessuali». Oggi la mentalità razionalistica, mescolandosi al laicismo e al nichilismo contemporanei, sta generando un clima e un atteggiamento culturale che conducono l'uomo all'ostilità nei confronti della verità di sé, lo inducono ad aver disprezzo delle proprie istanze più profonde. Perciò il sesso è ridotto a merce, la vita a capriccio, la coscienza a fastidio. In particolare, si cerca di imporre un relativismo che dogmatizzi l'assenza di verità ultime in grado di dar significato all'esistenza. Tutto ciò per affermare e introdurre una mentalità di comodo che favorisca l'instaurarsi di principi vantaggiosi per il Potere, sia esso rappresentato dagli oligarchi europei o da certe lobbies culturali ed élites intellettuali. Queste ultime, avendo compreso che il cristianesimo e la ragione, la Chiesa e la morale, si sono sempre compenetrati e alimentati vicendevolmente, hanno individuato nel laicismo militante lo strumento per diffondere un relativismo etico ed esistenziale di massa. Per questo si sta accentuando la volontà di sradicare dalla coscienza e dalla dimensione morale degli individui le convinzioni etiche legate alla natura stessa dell'uomo. Così vengono censurati e banalizzati i riferimenti a principi trascendenti che l'essere umano, nella sua capacità di intellezione del cosmo, ha sempre percepito come reali e necessari per la propria esistenza, per l'attuarsi di una condotta morale e per la prassi quotidiana orientata al compimento di sé. Ed è preoccupante che oggi, seppur con nuove sfumature, si ripropongano con tanto vigore concezioni che già molti danni hanno operato nella storia. Come ricorda monsignor Luigi Negri, esiste «una linea di sviluppo storico che parte dall'illuminismo e finisce nella catastrofe dei totalitarismi di Stato, con le conseguenze di veri e propri genocidi, in Europa e nel resto del mondo».
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Ragionpolitica, periodico on line n.145 del 23/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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