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In Sicilia la «Tre giorni per la Libertà»di Danilo Giurdanella - 1 febbraio 2006 Nei giorni scorsi la bella città di Cefalù ha assistito ad una vera e propria mobilitazione di giovani azzurri. Circa millesettecento militanti sono arrivati da ogni angolo della Sicilia per la «Tre giorni per la Libertà», un raduno che apre la campagna elettorale dell'isola all'insegna di un nuovo corso, esattamente ad un anno dalla nomina dell'on. Angelino Alfano a coordinatore regionale di Forza Italia. Alfano ha deciso di puntare sui giovani ed assicura che questi saranno la carta vincente del partito. «Questo raduno» ha dichiarato soddisfatto «dimostra che i giovani non sono monopolio della sinistra». Dal pulpito di Cefalù, autorevoli esponenti politici hanno avuto modo di spiegare l'importanza delle riforme del Governo Berlusconi. L'on. Valentina Aprea, sottosegretario all'istruzione, è intervenuta difendendo la riforma Moratti. Una riforma che dà vita ad una scuola più flessibile e quindi più adatta alle inclinazioni personali di ogni studente. Ma, soprattutto, la riforma della scuola risponde alle esigenze dei tempi moderni, permettendo ai giovani un più facile inserimento nel mondo del lavoro e ponendo così fine ad un fenomeno per cui il sistema formativo italiano era diventato del tutto autoreferenziale. La sinistra non ha mai affrontato seriamente i contenuti di questa riforma, ma si è solo limitata ad inventare delle falsità costruite di sana pianta. Il coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani, Simone Baldelli, dà rilievo al ruolo che i giovani hanno avuto in tutti questi anni di battaglie politiche e spiega come il Governo abbia varato diverse riforme a loro favore dalla suddetta riforma Moratti alla abolizione della leva obbligatoria. L'intervento di Baldelli viene poi ripreso dal coordinatore dei giovani siciliani Sergio Riccobono, che parla anche delle difficoltà incontrate dal movimento giovanile. Quando fui nominato, afferma, c'era solo un pezzo di carta. Abbiamo dovuto superare problemi che altri partiti non hanno avuto. Si è dovuto costruire un giovanile partendo da zero. Eppure oggi «delle dodici strutture necessarie previste dallo statuto il movimento giovanile è presente in tutte e dodici, provincia per provincia e comune per comune». Applauditissimo il discorso del Sen. Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia al Senato, che si infervora parlando del presunto primato morale della sinistra che va da Stalin a Consorte, passando per Primo Greganti. Poi su Prodi esclama: «Ha paura di andare in televisione e confrontarsi con Berlusconi.». Spiega infine che l'Euro, come introdotto dall'ex presidente della Commissione Europea, ha causato un notevole aumento del costo della vita. Un prezzo, afferma, che noi di Forza Italia non possiamo continuare ancora a pagare. Il Ministro Enrico La Loggia va all'attacco della par condicio, un sistema che permette alla sinistra di controllare l'ottantacinque per cento dell'informazione in Italia. Molto formativo risulta anche un dibattito a tre fra l'on. Alessandro Pagano, il Sen. Carlo Vizzini e l'on. Salvo Fleres che spiegano le diverse anime di Forza Italia: rispettivamente, quella cattolica, riformista e laica. E' una discussione prettamente di filosofia politica, ma ai giovani non dispiace, anzi: sono ancora più attenti ed appassionati. Forza Italia è un partito unico al mondo ed è davvero un partito liberale. E' una associazione politica in cui diverse opinioni possono coesistere senza che nessuno reputi l'altro più stupido, piuttosto la diversità è, come vuole la dottrina liberale, un momento di confronto e di avanzamento intellettuale. Quando si cerca una definizione sintetica di Forza Italia l'on. Fleres la trova, prendendola in prestito da Gianni Baget Bozzo: Forza Italia è un partito liberale di massa. Il Ministro della Difesa Antonio Martino parla dell'importanza dell'abolizione della leva, riforma epocale compiuta dal Governo Berlusconi. Ci aggiorna, inoltre, sulle ultime decisioni di politica estera: il graduale ritiro delle truppe italiane in Iraq non significa che l'Italia abbandonerà il Paese. L'Iraq ha ancora bisogno del nostro contributo, affinché possa crescere e prosperare in pace, così alla missione Antica Babilonia si sostituirà una Nuova Babilonia, che avrà un contenuto non militare, ma civile. Quando parla per ultimo Angelino Alfano, ricorda il significato dei colori della bandiera siciliana, il rosso del sangue dei morti per l'autonomia dell'isola, il giallo del grano, fonte che rese la Sicilia nell'età antica e nel medioevo, un isola ricchissima. Cita Giuseppe Alessi, il primo Presidente della Regione, il quale affermava che è impossibile parlare di Italia senza Sicilia, ma non si può dire Sicilia senza Italia. «I siciliani hanno reso grandi tanti Paesi nel mondo, dall'Australia agli Stati Uniti, ora è giunto il momento di fare qualcosa per la nostra terra», seguito da un lungo applauso di approvazione. Viene affrontato anche il tema della mafia in Sicilia: «Piersanti Mattarella non era un famoso comunista: se le battaglie le fanno alcuni e le penne le lasciano altri, c'è qualcosa che non convince». Insomma Alfano tende a ribadire che la sinistra non ha alcun monopolio dell'antimafia. Altra stoccata viene riservata al Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, che costeggia circospetto i due poli. «Non è vero», afferma il coordinatore regionale, «che Prodi o Berlusconi sono lo stesso, che per il Sud tutto si può risolvere solo con la fiscalità di vantaggio. Dovremo alla fine scegliere fra lo statalismo della sinistra ed i valori di libertà di Berlusconi».
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Ragionpolitica, periodico on line n.146 del 30/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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