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Il comunismo nudo e crudodi Gabriele Cazzulini - 2 febbraio 2006 Persino la sinistrorsa Repubblica ha dato risalto allo strappo con cui una considerevole frangia di nomi illustri dei Ds è stata sfoltita dalle liste di candidati per le prossime elezioni. Le forbici impietose si sono abbattute con le loro lame lucide sui big del calibro di Stefano Passigli, senatore ed ex sottosegretario, Paola Manzina, dalemiana e questore alla Camera, Marida Bolognesi, rammaricata per non vedersi riconoscere il proprio contributo al partito, Laura Pennacchi, storica punta di diamante della politica economica, Giorgio Bogi, Franco Debenedetti, l'esponente dell'avanguardia liberal-riformista, l'ex-magistrato Giuseppe Ayala, Giuseppe Giulietti, capogruppo Ds in commissione vigilanza Rai e giornalista di punta - ma anche personaggi tutt'altro che residenti nei quartieri alti del partito, come Salvatore Buglio, operaio di Nichelino non ricandidato «per le mie posizioni riformiste, troppo scomode». Tutti «out». Ancor prima di essere giudicati dagli elettori per la loro condotta nella legislatura, ci ha pensato il giudice di partito a condannarli, senza appello. Ma che succede? E' in atto una purga alla luce del sole, una «soluzione finale» con cui eliminare i gruppi ostili al nucleo dirigente. Anziché «Arbeit macht frei», l'insegna diventa: «largo ai nuovi» - stessa ideologia, stessa realtà. Sotto alla formula del nuovo che avanza a destra e inonda la sinistra, i Ds compilano le liste elettorali e anche quelle di proscrizione, per fare pulizia dei loro mostri sacri, troppo cresciuti e troppo autonomi. Per tanti questo rappresenta l'azzeramento di una lunga militanza, tranciata dalla lotta per il potere. Non è solo l'ala che copre le posizioni più avanzate su liberalismo e riformismo ad essere spezzata; ci sono anche i fedeli dalemiani a vedersi sfrattare dal parlamento, insieme agli antichi avversari del correntone, anch'essi costretti ad una fastidiosa cura dimagrante. Gli unici ad ingrassare i propri ranghi sono gli accoliti del segretario Fassino - figure sbiadite e sconosciute, ma affidabili. C'è bisogno di leve docili, di una nuova fonte di militanza parlamentare a basso costo. Il diluvio di instabilità e divisioni che si abbatterà sull'arca di Prodi sarà ancora più devastante se almeno al suo interno la bocca della divergenza non sarà tappata. E allora via con la purga pre-elettorale, che semplifica la struttura di potere interno dei Ds e la divisione dei compiti. Fondamentalmente la sinistra si sta polarizzando in un duplice senso: da un lato Bertinotti lavora sulla società e sulle idee, dall'altro Fassino offre l'attrezzatura politico-istituzionale con cui gestire quanto raccolto da Bertinotti. Allo stesso tempo la sinistra di Bertinotti, quella che «okkupa» e fomenta l'odio sociale vive un imbarbarimento ideologico; la sinistra di Fassino offre l'attrezzatura politico-istituzionale per tradurre questa massa di potere nell'autorità dello stato. E così fondere il controllo sociale con quello politico. La sinistra «istituzionale» di Fassino, il contingente più cospicuo del centrosinistra, non è più pulita e moderata di quella di Bertinotti. Sono la stessa cosa, perché cambia il come, ma non il cosa, cioè il potere. E' la sinistra cannibale, quella che arriva ad amputare la sua stessa carne pur di conquistare il potere, la sinistra che divora i suoi figli, come il conte Ugolino, pur di sopravvivere, cioè di vincere le elezioni - perché l'ipotesi della sconfitta diventerebbe la realtà della distruzione dei Ds. Il comunismo si sta denudando nella sua brutalità, spogliandosi di ogni veste ideologica per coprire lo scintillio metallico della sua macchina per la conquista del potere. Anche l'ultimo muro, quello invisibile, quello costruito con i mattoni delle idee distorte, delle coscienze offuscate, delle diffamazioni e dei pregiudizi, sta infine crollando. Al suo posto si apre una radura incolta dove attecchisce soltanto la sterile pianta del potere.
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Ragionpolitica, periodico on line n.146 del 30/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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