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Tornare indietro?di Gianni Baget Bozzo - tratto da Panorama del 3 febbraio 2006 Il presidente del Consiglio ha deciso di affrontare, prima dell'entrata in vigore della par condicio, i suoi potenziali elettori, ponendo fine a un lungo silenzio che aveva caratterizzato gli anni precedenti. La par condicio toglie infatti al governo la possibilità di intervenire nella campagna elettorale per rendere conto dei suoi motivi, delle sue azioni, dei suoi risultati. In realtà, vi è anche un'altra ragione che spinge Berlusconi a intervenire: è il fatto che la campagna elettorale contro di lui dura da cinque anni ed è rivolta contro la sua persona. Il successo di Forza Italia nelle passate elezioni fu dovuto a quel desiderio, manifestatosi con il voto ai referendum di Mario Segni, di rimettere nelle mani dei cittadini la scelta del governo oltre la mediazione dei partiti. Forza Italia nacque come una risposta democratica alla crisi aperta da Mani Pulite, la risposta che permetteva una soluzione alla crisi dei partiti di centro e di centrosinistra in un quadro liberale. Per la prima volta la parola «liberale» tornava in Italia con un'esperienza di governo che significava l'accentuazione dei diritti di libertà rispetto al ruolo dominante della politica e dello Stato. L'azione del governo Berlusconi si è svolta su questa linea, fondamentalmente diversa da quella partitocratrica che aveva dominato la democrazia italiana. In quella che si chiamò Prima Repubblica, la democrazia era garantita dai partiti: essi erano il sale della terra per un popolo considerato immaturo per la libertà: perciò i partiti invasero tutto il campo della società e fecero della democrazia italiana una democrazia gestita, in cui l'accordo costituzionale tra democristiani e comunisti era la forma della vita pubblica. Con Berlusconi l'elemento fondamentale della politica è stato il rapporto con i cittadini, espresso dal Contratto con gli Italiani. Non c'era in Italia una cultura liberale matura che potesse dare una cornice a questo desiderio di libertà così lontano dalla storia del Paese: vi era un profondo sentimento popolare che era nato dall'esperienza della modernità e aveva mostrato radicamento nel fatto democratico nella vita del Paese. La Seconda Repubblica è stata soltanto Berlusconi: in caso della vittoria della sinistra, riavremmo un ritorno della partitocrazia, infine una restaurazione. Per questo Berlusconi vuole incontrare il suo popolo, visto che egli ne è il suscitatore, e questo lo spinge a resistere ai tentativi di ridurgli lo spazio di parola anche quando essi provengono da un'autorevole fonte. Per cinque anni la sinistra ha lavorato alla delegittimazione del governo nella persona del suo presidente: oggi tutte le forze politiche della Prima Repubblica sono impegnate contro di lui per distruggerne l'opera e il suo significato. Il solo punto che unifichi le forze del centrosinistra è la deposizione di Berlusconi, il ritorno della partitocrazia, la fine di quel rapporto diretto tra istituzioni e cittadini che voto mai così libero aveva creato, costruendo Forza Italia e la Casa delle Libertà.
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Ragionpolitica, periodico on line n.146 del 30/1/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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