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La mortadella al poteredi Gabriele Cazzulini - 7 febbraio 2006 Dopo il riformismo al pomodoro («o così, o pomì»), Prodi passa alla mortadella, che preferisce alle bufale. Nella strenua lotta per apparire simpatico, Prodi finisce per sembrare l'opposto. Non ne combina una giusta, il Prof: ma perché insultare le bufale? Sarebbe un atto di disprezzo verso uno dei prodotti culinari più tipici e rinomati del nostro Sud. Gli strateghi elettorali del centrosinistra devono aver sottostimato la frana di voti che l'Unione subirà da parte di tutti i produttori di bufale. Comunque, l'occasione per osannare la mortadella è stata l'ennesimo imbarco di profughi politici sulla spiaggia dell'Ulivo, ormai sovraffollata più dell'Isola dei Famosi: gli ultimi arrivati sono il partito dei pensionati e i motociclisti del Nordest, che hanno portato via i loro ricordi e i loro ferri dalla Casa delle Libertà. Il tempismo è perfetto. Con loro Prodi ha siglato un accordo elettorale - evidentemente voti in cambio di tranci di mortadella, dopo che la svendita della lira deve aver fatto venire a Prodi rimorsi di coscienza e ai pensionati rimorsi di fame. Ma il punto è un altro. L'auto-lesionismo di Prodi non sembra rispettare limiti di velocità: puntare sull'ironia per ritorcerla contro l'avversario (il destinatario è sempre Berlusconi) sicuramente suscita la sana allegria di qualche secondo, ma lascia a bocca asciutta quando si tratta di affrontare argomenti impegnativi su cui poi gli elettori baseranno la loro scelta di voto. La mortadella contro le bufale, come il riformismo al pomodoro, sono il simbolo di questo centrosinistra che arranca nelle idee ma sguazza nelle divisioni - e allora musica maestro! Bisogna distrarre l'elettore fidato impedendogli di porsi domande, e allo stesso tempo bisogna accalappiare l'elettore distratto, quello che si prende per la gola con un cubetto di mortadella, come nelle fiere di paese. Allora via con Prodi che s'improvvisa cabarettista da avanspettacolo elettorale. Scherzi a parte, questo desolante quadro continua ad offuscare l'attenzione degli elettori, complice un'applicazione della par condicio particolarmente efferata e la ritirata di Prodi dai confronti televisivi. Non è comunque un'immagine convincente quella di una coalizione simboleggiata da un salume, il cui leader sfoggia tutto il suo fair play considerano l'avversario un latticino. L'Unione è più che mai una spugna che assorbe qualunque tipo di realtà politica purché garantisca voti. In cambio? Una riga vuota nell'elenco delle leggi da approvare nei famosi primi cento giorni di governo, lasciando la matita a motociclisti, pensionati, verdurieri, artigiani, biologi ed importatori di tappeti orientali perché scrivano la richiesta di una «legge ad personam» per soddisfare i propri interessi particolari. Addio interesse pubblico! Benvenuto conflitto d'interessi - quello vero. Inutile prendere sul serio la battuta sulla mortadella. E' però rappresentativa dello stato del centrosinistra, della sua faciloneria buonista che mescola Rutelli con Bertinotti, dell'immaturità di una coscienza politica tutta spalmata confusamente sull'odio verso Berlusconi e perciò priva di una sua consistenza. Insomma: un insaccato che impasta tutto di tutto. La mortadella è come il barattolo gigante di Nutella in cui il personaggio di Nanni Moretti affoga le sue frustrazioni. La sinistra di Moretti è quella di oggi, che divora quantità inverosimili di Nutella, muovendo il cucchiaio in «girotondo» per raccogliere il prezioso anestetizzante e fuggire più rapidamente dalle contraddizioni della realtà. Dalla Nutella alla mortadella gli anni passano, ma i problemi della sinistra restano irrisolti, specialmente se la loro soluzione implica la distruzione della sinistra attuale. Sarebbe una rivoluzione, se non fosse la vera bufala a cui la sinistra preferisce il potere e non la mortadella. Così, quando avremo la pancia piena di gustosa mortadella, alla politica chi penserà? Il salumaio?
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Ragionpolitica, periodico on line n.147 del 6/2/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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