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La giustizia dell'Unione fa paura

di Sara Franchino - 7 febbraio 2006

Gli indecisi e coloro che d'abitudine non vanno a votare facciano attenzione perché, stando alle intenzioni manifestate dall'Unione, in caso di vittoria del centrosinistra, saranno a rischio diritti, principi e istituti fondanti della nostra società. Non si tratta di un'esagerazione, ma di una obiettiva riflessione sul programma della coalizione prodiana in materia di giustizia, così almeno stando a quanto dicono Violante e Pisapia, i quali prospettano riforme che - se attuate - priveranno ulteriormente di libertà il potere politico, rendendolo ancor più asservito ai diktat di una magistratura in larga maggioranza rossa.

L'Unione, infatti, non si limiterà a candidare magistrati amici per saldare i propri debiti con quella casa intoccabile di cui molti partiti dello schieramento anti-berlusconiano si sono serviti e di cui continuano a servirsi. Non si limiterà ad ospitare Di Pietro, simbolo per eccellenza di una magistratura irrispettosa dei più elementari diritti della persona, che sfruttava la propria posizione di vantaggio per torturare psicologicamente imputati rinchiusi arbitrariamente in carcere in attesa di processo. L'Unione prospetta anche di fare tabula rasa degli interventi garantisti apportati nel corso di questi cinque anni dal Governo Berlusconi, con la conseguenza di condurci nuovamente a sprofondare in un clima di paura, in cui ai magistrati è data la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo, utilizzando la propria posizione per ottenere potere da sfruttare con finalità politiche, così come è stato negli anni di Mani Pulite.

A farci venire i brividi sono, ancora oggi a distanza di anni, le tragiche parole di Cagliari, nel suo estremo saluto ai famigliari. Parole, ahimé, da molti dimenticate troppo in fretta, ma che hanno indissolubilmente fotografato quella triste pagina della storia italiana. «Ci trattano veramente come non persone, come cani ricacciati ogni volta al canile». Questo scriveva Cagliari dei magistrati suoi esecutori. «La convinzione che mi sono fatto è che i Magistrati considerano il carcere nient'altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente». E ancora: «Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Io non ci voglio essere».

L'annunciata amnistia, concessa dall'Unione in caso di vittoria, non è infatti che uno specchietto per le allodole, dietro al quale si celano intenzioni ben più pericolose, che incideranno a trecentosessanta gradi sull'ordinamento italiano. Tanto per iniziare i Pacs con la loro legittimazione civilistica scardineranno l'istituto della famiglia tradizionale così come attualmente previsto dal codice civile e tutelato a livello costituzionale.

Un colpo di spugna sarà poi dato anche al provvedimento recentemente approvato sulla droga. L'irresponsabile intenzione dell'Unione è infatti quella di ristabilire un distinguo tra droghe pesanti e leggere, annullando ogni forma di sanzione per coloro che consumano sostanze stupefacenti. Perché no? Magari per i tossicodipendenti sarà anche previsto un premio, qualche dose in omaggio, in fin dei conti in maggior numero mancano, meno soldi lo Stato deve spendere per tentare di disintossicarli. Verrà poi cancellata la ex-Cirielli che finalmente è venuta a prevedere tempi di prescrizione che abbreviano il calvario delle persone nel loro iter tra le aule dei tribunali in attesa che venga emessa una sentenza definitiva. Infatti, l'Unione da un lato afferma l'intenzione di voler intervenire per ridurre i tempi dei processi, dall'altro è pronta a spazzar via il provvedimento apportato proprio a tal fine dall'attuale Governo.

Ma ciò che maggiormente preoccupa è che l'Unione è decisa non solo ad intervenire su ogni azione legislativa che in questi anni sia andata a limitare il potere dalla magistratura, ma vuole concedere agli stessi magistrati maggior libertà d'azione, azzerando la riforma dell'ordinamento giudiziario, approvata dall'attuale maggioranza parlamentare, che così facendo ha colmato un ritardo di 56 anni. Tra i progetti dell'Unione si annovera, infatti, anche quello finalizzato a riunificare la carriere di pubblici ministeri e giudici, ponendo la difesa - a dispetto di quanto prevede l'articolo 111 della Costituzione in materia di giusto processo - in una condizione di inferiorità rispetto all'accusa. Non solo, l'Unione è anche orientata a eliminare ogni forma di verifica sui requisiti psico-attitudinali dei magistrati. In sintesi, il programma dell'Unione in tema di giustizia, così pure come negli altri campi, è volto ad annullare ogni progresso reso possibile grazie alle numerose riforme apportate dal Governo Berlusconi, facendoci ripiombare di colpo indietro di cinque anni. Siamo davvero sicuri che è questo quello che vogliamo?

! Sara Franchino
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