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numero 280
6 marzo 2008
 
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Il doppio volto di Rifondazione

di Gianni Baget Bozzo - 10 febbraio 2006

Il presidente del Consiglio ha definito i contestatori delle Olimpiadi un «movimento eversivo», e il ministro degli Interni, Pisanu, ha indicato nella componente anarco-insurrezionalista il pericolo maggiore per l'esito delle Olimpiadi, maggiore perfino di quello del terrorismo islamico. Non è un giudizio solo di parte, ma è quello delle istituzioni. Anche l'intervento del presidente della Repubblica non si comprende se non sotto questa luce.

In realtà, tutto il movimento che fa capo ai centri sociali e ai no global ha il suo momento forte quando la contestazione assume la forma della protesta illegale. E' l'antagonismo, che fa parte della cultura di questi movimenti e viene sponsorizzato da Rifondazione Comunista. Essa si sente espressione del movimento dei movimenti. C'è qui una tradizione italiana particolare, che non esiste più negli altri Paesi europei: solo in Italia il terrorismo ha avuto dimensioni diffuse e ha costituito un pericolo per lo Stato. Frammenti di questa concezione rimangono ancora nell'aria, e non a caso agli anarco-insurrezionalisti è stata attribuita la paternità degli attacchi contro questure e altre istituzioni di polizia.

Il presidente del Consiglio ha assicurato la fermezza contro azioni che tendono a perturbare la tranquillità dei giochi olimpici. Ma che queste Olimpiadi avvengano in tali condizioni indica che sotto le ceneri della non violenza, scelta da Bertinotti come cultura di Rifondazione, vive ancora lo spirito che spinse il segretario neo-comunista a visitare il sub-comandante Marcos nella foresta del Chiapas.

Ci sono dunque due livelli nella politica di Rifondazione: un volto che accetta di legittimare l'azione dei no global come movimento di massa e l'altro che tende a diventare governo del Paese. Questa contraddizione si fa ora presente e mostra come la sinistra cerchi di raggiungere il potere con tutte le sue componenti. Pur di non perdere voti a sinistra, l'Unione comprende anche coloro che si pongono per principio come un'altra legalità, quella della protesta e dello scontro con le istituzioni.

! Gianni Baget Bozzo
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