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Prodi pensa a se stessodi Gianni Baget Bozzo - 20 febbraio 2006 Finalmente Prodi ha trovato un cavallo, la maglietta del Ministro Calderoli. E' la solita storia: l'unico contenuto della sinistra è quello di dar forma alla critica del Governo qualunque cosa accada. Eppure ci troviamo di fronte ad un fenomeno di straordinaria importanza: il radicalizzarsi dell'islamismo politico negli stessi stati musulmani, come accade con la vittoria di Hamas sui palestinesi e con la decisione del governo iraniano di cancellare Israele come suo obiettivo storico. Oggi a Ramallah e a Teheran prevale la tesi del negazionismo, non solo della Shoah ma dell'esistenza stessa dello Stato di Israele e la sinistra dei comunisti italiani brucia le bandiere di Israele in piazza. In questi giorni assistiamo all'unità del mondo islamico contro l'Occidente a livello mondiale: il sogno di Osama Bin Laden si è realizzato. La prima forma di questa esistenza furono proprio gli aerei scagliati contro le due Torri. I tre mesi che passarono tra la pubblicazione delle vignette e lo scoppio delle manifestazioni fanno di esso un evento organizzato. Sia al Qaeda che qualunque altra struttura mondiale dell'islamismo politico, che si propone l'unità dell'islam contro l'occidente, è un fatto reale. La civiltà della comunicazione permette alla comunità islamica di esistere come soggetto mondiale anche senza avere un califfo. La globalizzazione e la comunicazione hanno reso possibile fenomeni prima impensabili. Di fronte a questo evento di dimensioni culturali mondiali, Romano Prodi pensa che la causa generale sia dovuta alle magliette di Roberto Calderoli. Il fatto che il terrorismo politico si manifesti nella persecuzione dei cristiani su cui insiste Mons. Rino Fisichella, non sembra toccare né lui né i cattolici della Margherita. Di fronte a questo fenomeno globale che investe l'ordine spirituale e politico del mondo, Prodi non pensa a cercare di dare qualche immagine a se stesso: ma quale? Quello che farà il governo della sinistra se vincerà le elezioni è di approvare una legge per cui sarà impossibile giudicare l'Islam: sarà l'imposizione graduale della sharia in occidente. Del resto in Gran Bretagna gli islamici hanno già chiesto che dove sono maggioranza ci sia un'eccezione alle leggi inglesi e valga la sharia. Potremmo definire la politica del governo Prodi interpretando il titolo che Theo Van Gogh diede al suo film che gli costò la vita: «Submission».
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Ragionpolitica, periodico on line n.149 del 20/2/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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