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Ambiente: noi scegliamo il futurodi Giovanni Calabresi - 21 febbraio 2006 Il successo del governo Berlusconi, sul piano delle politiche per l'ambiente, è contenuto in una semplice asserzione, uno slogan, coniato dal Ministro Matteoli, all'inizio di questa legislatura: «Ambiente come opportunità». Per anni, infatti, l'ambientalismo integralista che, non a caso, strizza l'occhio a certi movimenti antiglobalizzazione e ad una certa cultura relativista, ha guardato all'ambiente come ad una realtà da proteggere dall'influenza dell'uomo e delle sue attività. «Ambiente», come purezza astratta ed «Uomo» come fonte di ogni male e calamità. Due concetti distinti e distanti e non collegati - in positivo - in ciò che è, al contrario, la «Natura» come insieme tra uomo/persona ed ambiente/creato. Senza entrare nei particolari filosofico-umanistici di questo concetto è giunto il momento di dire chiaramente che il governo Berlusconi ha compiuto una vera e propria rivoluzione copernicana per ciò che attiene all'ambiente. La legge delega in materia ambientale varata dopo cinque anni di duro lavoro, così come l'approccio «Cristiano» e «Liberale» nei confronti del territorio e della natura, con il varo di nuovi Parchi Nazionali, Aree marine Protette e la valorizzazione delle realtà esistenti, sono il chiaro sintomo dell'azione strategica del Governo. Adesso, è giunto il tempo per un ulteriore passo avanti. I prossimi cinque anni di governo devono essere all'insegna delle «scelte definitive» sul piano energetico, della tutela del territorio, della valorizzazione delle identità locali, della soluzione delle questioni annose come lo smaltimento dei rifiuti. E le parole d'ordine non possono essere che Nucleare, Energie alternative/integrative, Termovalorizzazione, Sviluppo sostenibile. Il tutto senza lasciarsi intrappolare dai veti incrociati dell'ambientalismo politicamente strumentalizzato. Dobbiamo dire chiaro e tondo - come del resto sta già facendo il Ministro Scajola - che di fronte a determinate sfide del futuro, non vi sono scelte alternative o mezze misure. Il risparmio sul piano dei costi energetici - soprattutto in relazione a Kyoto e, più in generale, al fabbisogno nazionale di energia - passa necessariamente dal ritorno graduale al nucleare. Così come la soluzione definitiva del «problema rifiuti» - pensiamo alla crisi campana - non si chiama «discarica» o «esportazione», ma termovalorizzazione attraverso impianti dell'ultima generazione, come nelle altre parti d'Europa. Allo stesso modo, la difesa e la tutela del territorio e della natura, passano attraverso la realizzazione - come avvenuto in questi ultimi cinque anni - di aree protette in cui si possano esprimere la creatività e la produttività virtuosa della «persona» e delle «comunità umane locali». Il che significa, ad esempio, creare un «sistema a rotazione reale» delle zone di protezione all'interno delle aree protette. E' del tutto inutile per esempio - per non dire dannoso per la natura stessa - mantenere in uno stato di immutabilità le zone a protezione integrale delle aree marine protette . La rotazione tra zone a protezione parziale ed integrale facilita la stabilizzazione dell'equilibrio di flora e fauna, nonché le attività professionali delle comunità locali. Egualmente, va creata una vera e propria «unità di crisi» ministeriale utile a dirimere eventuali controversie a livello territoriale all'interno dei Parchi. Questo perché si è assistito più volte in questi anni alla nascita di tensioni locali per ciò che attiene all'attività di pesca e di caccia nelle aree protette. Non si allude, naturalmente, alla pesca o alla caccia sportive, ma come fonte di sussistenza di comunità che tradizionalmente e storicamente vivono di tali attività e si trovano ad avere a che fare con eventuali divieti o restrizioni. L'ambiente è la vera sfida del futuro e non può essere terreno di facili demagogie. Se le politiche ambientali dovessero ricadere in mano alle sinistre, sarebbe un salto nel passato . Noi preferiamo guardare avanti. Giovanni Calabresi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.149 del 20/2/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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