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L'Unione in briciole

di Gabriele Cazzulini - 25 febbraio 2006

Invece di compattare i suoi ranghi e, finalmente, dare almeno l'apparenza di una realtà adeguata al suo nome, l'Unione non frena le sue forze centrifughe riducendosi ad un fragile cristallo sul punto di sbriciolarsi. I quattro milioni di voti che inutilmente hanno cinto il capo di Prodi con una corona di carta sono stati un inutile esercizio di contabilità elettorale, perché Prodi si ritrova capo sì, ma di una manciata di briciole. L'abbondanza quindi non manca, anche se è l'abbondanza della miseria.

In briciole si stanno riducendo i due partiti della bicicletta di Prodi, Ds e Margherita. L'erosione sta seguendo un preciso percorso: dal basso verso l'alto. A sbriciolarsi non sono i grandi nomi, quelli dei presidenti e dei segretari, ma i quadri medio-bassi, che raccolgono tutti quelli che hanno lavorato con tenacia per il loro partito vedendosi però sorpassare bruscamente, e anche illegittimamente, da figure pescate fuori dalla politica oppure spinte in alto con un'accelerazione così forte da apparire sospetta. L'ultimo uomo-Ds a separare il suo nome da quello del partito è niente meno che Fabrizio Rondolino, uno dei principali «spin doctor», i consulenti d'immagine, che assistevano D'Alema nel suo breve soggiorno a Palazzo Chigi.

Come ogni novità abilmente presentata proprio quando la domanda degli elettori è generosa, la Rosa nel pugno continua a fare «espropri» elettorali nei principali partiti del centrosinistra, svuotando gli scaffali di prodotti pregiati, come il regista Marco Bellocchio prima amatissimo dalla sinistra ben pensante, un costituzionalista della caratura di Michele Ainis, gli accademici Luciano Cafagna e Pio Marconi. Niente male come lista della spesa. Per oggi, poi domani l'appetito tornerà a farsi sentire - insieme al disagio dei tanti Rondolino e dei tanti Bellocchio che scalpitano sotto il duumvirato Fassino-D'Alema. Con questa strana coppia i Ds si sono ridotti ad una gabbia vuota con la porta aperta in attesa di imprigionare il potere. Nel frattempo ad andarsene sono le teste pensanti e le coscienze politicamente più sensibili alla correttezza della politica, ma, purtroppo per loro, disattente alla logica del potere per il potere.

Per correre ai ripari e chiudere la stalla prima che davvero tutti i buoi siano scappati, non resta che costringere Prodi a lavorare come falegname costruendo una scialuppa di salvataggio con il legno del governo, legna che però deve ancora essere tagliata. Altrimenti le perdite saranno notevoli. Quindi Prodi dovrà ospitare nel suo ipotetico governo questi sfollati, questi sfrattati dai partiti affidandogli incarichi ministeriali di qualche tipo. E così nasce la «lista del governo», cioè una lista di nominativi eccellenti ma scartati dai partiti. A parte la deplorevole pratica di vedere il governo, come ogni altra istituzione, alla stregua di un piatto ben guarnito in cui ogni partito può liberamente servirsi, il centrosinistra sta perdendo proprio questo: i suoi partiti.

La sua unica forza è stata così a lungo sottoposta a divisioni e competizioni, che una qualunque novità, come la Rosa nel pugno, produce effetti micidiali. Ma non perché Pannella e Boselli abbiano prodotto un assoluto colpo di genio, ma perché la situazione generale è così lacerata che qualunque fatto diventa la goccia che fa traboccare il vaso. Ed è quello che sta succedendo: i due principali partiti che sostengono Prodi stanno subendo una continua erosione della loro classe politica. Si stanno sbriciolando. Restano Fassino e Rutelli, D'Alema e Marini; ma restano grandi teste prive di un corpo che ne sostenga il peso.

Dopo i partiti dinosauro e i partiti farfalla, versioni ornitologiche dei partiti con un'organizzazione corposa e pesante e di quelli invece con apparati più leggeri, l'Unione sta creando una nuova specie: i «partiti briciola», versione già fortemente dimagrita dai fasti dell'età dorata della partitocrazia. Gli stessi partiti adesso subiscono un altrettanto drastico trattamento nell'emolliente delle rivalità interne, così avvelenate da corrodere anche la corteccia d'acciaio di Ds e Margherita. Stiamo per entrare nel periodo della Quaresima, e occorre prepararsi ai digiuni - intanto le briciole le fornisce già il centrosinistra.

! Gabriele Cazzulini
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