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La confusione delle lingue a sinistradi Gianni Baget Bozzo - 27 febbraio 2006 La formazione del centrosinistra era stata disegnata in funzione del sistema maggioritario, ciò supponeva il formarsi di un volto comune a livello elettorale. L'introduzione del proporzionale ha reso ogni partito concorrenziale all'altro nel suo corpo elettorale e obbligato ogni componente della coalizione di centrosinistra a definirsi per proprio conto. Il medesimo problema si è posto anche per la coalizione di centrodestra, ma qui le divisioni sono molto minori. Il massimo che ha dovuto fare Berlusconi è sdoganare anche Alessandra Mussolini e le memorie fasciste, che oggi in Italia non sono altro che memorie. Quindi il centrodestra, che ha la sua debolezza nel non avere identità politiche ben definite, ha anche il vantaggio di far sì che le sue scelte politiche non debbano essere composizioni ideologiche. Il centrodestra è più unito del centrosinistra e per questo il centrosinistra, sul piano delle scelte fondamentali, ha dei riferimenti di valore, ma non visioni globali della società. I partiti della sinistra, invece, hanno forti identità ideologiche e intendono marcarle rigorosamente, sicché ogni partito si definisce ideologicamente come diverso dagli altri. La Margherita gioca l'identità cattolica, Rifondazione la sua figura antagonista, i Comunisti italiani il comunismo, i verdi la figura rosso-verde, di sinistra quella anticapitalistica e naturalista, Mastella la sua identità democristiana, la Rosa nel pugno la sua realtà laicista. Solo i Ds, collante di tutte queste identità, devono definirsi con il silenzio su di esse. E la Margherita pretende che tale legge divenga assordante, proponendo di far cambiare ancora una volta il nome ai post-comunisti, unificandosi ad essi nel partito democratico. Paradosso: il collante diessino anonimo si garantisce con il silenzio. Tutte le altre componenti si riuniscono in polemica, anche dura, l'una contro l'altra. Le componenti più estreme, quelle laiciste, quelle comuniste e quelle verdi, divengono le più visibili, perché sono le più marcate ideologicamente. Il proporzionale ha messo in luce l'unità della destra sul piano dei valori e le divisioni della sinistra sul piano delle ideologie. La campagna elettorale non farà che evidenziare questa fondamentale differenza. Può un governo nascere dalla Torre di Babele e dalla confusione delle lingue?
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Ragionpolitica, periodico on line n.150 del 27/2/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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