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numero 280
6 marzo 2008
 
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La stagione delle grandi riforme per la Scuola

Cronaca di un bilancio in netta ascesa

di Francesco Verzillo - 28 febbraio 2006

La XIV legislatura passerà alla storia come un momento di grandi cambiamenti per la Scuola italiana. I mutamenti che hanno interessato il mondo dell'istruzione non sono stati concepiti in modo improvviso ed estemporaneo, ma rappresentano sicuramente una richiesta di adeguamento necessario alla dimensione europea dell'istruzione, atteso da molto tempo nel nostro Paese. Occorre tuttavia premettere che l'attuazione di una riforma scolastica dipende non solo dal contenuto dei propri testi normativi, ma anche dalla capacità di mettere in atto concretamente l'innovazione. Il sistema-scuola, divenuto ormai complesso, vede diversi componenti in campo: i dirigenti scolastici, i docenti, le famiglie, gli enti locali, le Regioni, senza dimenticare ovviamente gli studenti, i veri protagonisti in gioco. Vediamo allora quali, in estrema sintesi, sono stati gli elementi di cambiamento proposti dal governo Berlusconi, in materia di istruzione e formazione.

La legge 53 del 2003, meglio conosciuta come Riforma Moratti, assicura a tutti, attraverso il principio del diritto-dovere all'istruzione, un percorso scolastico per 12 anni, fino al compimento del 18° anno di età; rispetta le vocazioni e gli stili di apprendimento di ciascuno; segue la crescita dello studente attraverso la figura del docente tutor che è riconosciuto come una figura fondamentale che mancava nella scuola italiana ed alla stregua del docente di sostegno è l'unica a garantire orientamento e consulenza agli studenti di ogni ordine e grado. Stesso discorso vale per il documento pedagogico valutativo e formativo denominato «Portfolio delle competenze»: esso registra le fasi di crescita e potenzialità di sviluppo culturale e sociale del bambino a partire dalla scuola dell'infanzia sino all'età adulta. I piani di studio personalizzati consentono un armonico e graduale processo di apprendimento secondo le attitudini di ciascun giovane.

L'approfondimento e l'obbligatorietà della lingua inglese, l'anticipo dell'iscrizione (facoltativo) alla prima classe del ciclo primario che coadiuva ed integra il ruolo della scuola materna. L'istituzione di un percorso parallelo di istruzione o formazione professionale che garantisce comunque il passaggio da un indirizzo all'altro con modalità di percorso ragionato ed assistito; sorge il comprensibile dubbio circa il passaggio dalla formazione professionale ai licei, è vero, ma è parimenti importante fare in modo che lo Stato garantisca comunque un titolo o un diploma, cercando di arginare il più possibile la grande piaga dell'abbandono scolastico.

Nella direzione di una scuola più concreta ed ancorata al mondo dell'occupazione vanno invece i percorsi di alternanza scuola-lavoro; gli istituti tecnici sono maggiormente collegati al territorio attraverso i campus ed i poli formativi. Aumentano le tipologie delle qualifiche e dei diplomi, viene potenziata l'autonomia scolastica, quella locale e regionale; aumenta concretamente la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica, viene finalmente stabilito un piano di formazione iniziale ed in servizio degli insegnanti attraverso la collaborazione dell'INDIRE (Istituto Nazionale per la Documentazione, Innovazione e Ricerca educativa), degli IRRE (Istituti Regionali di Ricerca educativa) e delle Università. A colmare, infine, una lacuna enorme del sistema scolastico italiano giunge l'istituzione di un Servizio nazionale per la valutazione della qualità degli apprendimenti e del sistema educativo di istruzione e formazione.

Non meno importanti appaiono altre iniziative per così dire collaterali, come il grosso impegno riguardo il cosiddetto lifelong learning, ossia l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (educazione degli adulti) la possibilità da parte dei giovani di riprendere gli studi interrotti, magari, per un precoce (e sbagliato) inserimento nel mondo del lavoro. Il Ministero ha dato, inoltre, la possibilità di conseguire a scuola il «patentino» per la guida dei ciclomotori ed ha promosso diverse occasioni per istituire corsi di educazione ambientale, civica, sanitaria promuovendo nel contempo anche la diffusione dell'uso del PC, l'uso consapevole di Internet e degli strumenti informatici in generale. Il bilancio in materia di Istruzione, quindi, appare in crescita; un albero che darà i propri frutti per il futuro dei giovani. Speriamo solo che si possa continuare e seminare.

! Francesco Verzillo
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