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Le forze del maledi Gabriele Cazzulini - 2 marzo 2006 Ma che paese sta diventando l'Italia? Ad un mese dalle elezioni il clima è sempre più appestato dai veleni e i coltelli a serramanico girano tra le mani. I teppisti hanno il passamontagna, stanno là, fuori dal perimetro di gioco, a lanciare gli oggetti contundenti della calunnia e i fumogeni della rabbia. L'aria si fa irrespirabile. L'invito di Ciampi ad abbassare il volume ha trovato nella sinistra orecchie da mercante, cioè da politicante. Siamo un paese dove le menzogne diventano fatti, perché la verità conta meno della propaganda. Siamo un paese dove troppi giornali sono come troppi magistrati, militanti politici col coraggio di chi tira il sasso ma nasconde la mano. Il fatto epocale del discorso di Berlusconi al congresso americano si ribalta così nella condanna della sua intera politica. Fa rabbrividire il cinismo con cui la sinistra infanga l'Italia pur di combattere Berlusconi. Le ultime spalate sono il film-documentario di Mario Deaglio e l'intervista a Benigni - entrambi mortaretti che fanno il botto per poi lasciare un silenzio di piombo. Neanche il valore della Patria e il suo prestigio contano davanti al panico di perdere nuovamente le elezioni. Prodi che ha mandato in miseria gli italiani svendendo la lira per l'euro, è convinto che questi siano gli anni peggiori dal dopoguerra. Per lui sicuramente, e per tutti i politicanti giunti allo stadio terminale. All'Italia e agli italiani viene riservato un posto d'altissimo onore nel tempio della democrazia, il congresso americano - e la sinistra non smette di spargere fango, anzi fa gli straordinari. Le allegre comari dell'Unione gridano che è tutto uno spot elettorale, anche la diretta televisiva. E' ovvio: rendere partecipi gli italiani di quanto avviene si chiama diritto all'informazione, parola troppo liberale per stare bene vicino alla censura. Siamo un paese che s'inventa i diritti più assurdi, che però finiscono per seppellire il diritto alla libertà. Le parole di Berlusconi non interessano alla cronista de l'Unità , troppo impegnata a conteggiare quanti deputati americani siano presenti, per poi tirare le somme e vedere ovunque stagisti e figuranti. La menzogna fa a pugni con l'aritmetica. La sinistra è questo, ma c'è di peggio: durante l'edizione serale del Tg1 si sente una voce fuori campo dall'auricolare dello speaker - e subito la sinistra monta la teoria del complotto che vorrebbe accentuare la notizia del discorso di Berlusconi. Quattro - non uno - quattro parlamentari di sinistra, di cui non vale la pena fare i nomi, prontamente scrivono una nota per denunciare la presenza di «suggeritori» che inquinerebbero l'informazione. Roba da bieco stalinismo. Anche se il comunismo è un dio morto, la sinistra resta ottusamente devota al suo spirito, aspettandone un messia. Frequenti le messe in suffragio del comunismo estinto, come quella ufficiata dalla Cgil. L'Italia è l'unico paese ancora sotto dittatura sindacale. Al congresso della Cgil tutti i capi della sinistra sono docilmente seduti come scolari davanti al maestro Epifani, che fa sapere chiaro e tondo quale sarà la politica economica dell'eventuale governo Prodi. Gli imprenditori sono gentilmente pregati di presentarsi solo se muniti di chiodi e legno per immediata crocefissione. Statalismo, assistenzialismo, tasse e semaforo verde ad ogni tipo di sciopero, per bloccare i mezzi pubblici un giorno sì e l'altro no, e rendere ancora più torbida la vita degli italiani. Mentre aspettano il treno in ritardo o salgono su autentici carri bestiame, i pendolari-contribuenti possono però dilettarsi con un acceso dibattito che sta arrovellando le migliori menti sui principali quotidiani: il rapporto tra romanzieri e critici. Le stroncature sono veritiere oppure sono una vendetta dei critici? Da leggere assolutamente mentre si è in coda per presentare la dichiarazione dei redditi. L'Italia a maggioranza cattolica sta per diventare un paese musulmano, il bonsai a livello nazionale dello scontro di civiltà globale. In nessun altro paese occidentale, la sinistra è così vergognosamente succube delle minoranze musulmane più agguerrite da volerle trasformare in maggioranza. La sinistra lascia per strada numerosi suoi deputati, pur di far spazio ai rappresentanti delle comunità musulmane. Ma non scrive, neanche una volta, la parola islam o musulmano nel suo enciclopedico programma, né la parola chiesa o cristianesimo. Sono termini che saranno scritti da altri, altrove. Intanto nella «banlieu» italiana di Sassuolo, uno dei tanti atolli dove gli italiani sono abbandonati come naufraghi nell'arcipelago dell'immigrazione clandestina e criminale, due carabinieri vengono assaliti da un immigrato, riportano ferite, e finiscono loro sotto inchiesta per aver arrestato il delinquente ricorrendo alla forza. Ed è subito video choc che gira sulle televisioni, con la sinistra connivente pronta a denunciare l'ennesima violazione dei diritti umani. Invece di montare l'ennesimo scandalo di cartapesta, il buon senso popolare invita la sinistra ad aprire gli occhi sulla realtà di sfascio sociale in cui ha ridotto tanti italiani per genuflettersi davanti all'idolatria dello straniero, possibilmente con tendenze criminali. Più l'Italia va avanti, più la sinistra cerca di trattenerla nella sua palude. Ora basta, è tempo per gli italiani di pulirsi da questa piaga. Con una scheda elettorale e una «croce».
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Ragionpolitica, periodico on line n.150 del 27/2/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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