RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

La Cgil è rossa (dalla rabbia)

di Danilo Giurdanella - 2 marzo 2006

«Cari compagne, care compagni». Così Guglielmo Epifani ha inaugurato, in una cornice tutta rossa, il quindicesimo congresso nazionale della Cgil a Rimini. Ne avremo per altri tre lunghi giorni. I mille e duecento delegati provenienti da tutta Italia ascoltano attenti le parole del grande capo. Questo è il primo Congresso di Epifani da segretario nazionale, dopo essere stato, per anni, il vice di Cofferati. Ma la linea massimalista del Cinese sembra non aver subito modifiche. Chi si aspettava un approccio più riformista e meno populista è stato deluso. Anche la stampa della sinistra moderata registra il suo disappunto. E si nota in sala la vistosa assenza del leader dei Dl, Francesco Rutelli. Ma non c'è nulla da fare. Ormai da anni, nella casa della sinistra italiana, regna l'anarchia. E i cani sciolti, come Epifani, sono liberi di andare dove gli pare e piace. Opposizione sempre e a tutti i costi, queste sono le parole d'ordine. Vada in malora l'Italia, purchè vinca la sinistra. Inutile ricordargli che in Germania i sindacati di sinistra hanno preso la strada della concertazione, anche con tagli salariali, pur di dare maggiore competitività al gigante tedesco.

Il Congresso della Cgil si sarebbe dovuto tenere, a rigor di logica, dopo le elezioni. Ma perché rinunciare ad un gigantesco spot elettorale? Perché perdere l'occasione del Tg3 che trasmette le immagini del congresso dei lavoratori italiani dove i rappresentanti del proletariato accusano il capitalista Berlusconi di ogni malefatta possibile ed immaginabile? «Noi speriamo che vinca la sinistra; ho fatto di tutto per spostare il congresso prima delle elezioni» afferma Epifani con una sorprendente candore. E' ovvio. Nel programma dell'Unione tutto è già stato scritto nero su bianco. Si parla di intesa con i rappresentanti sindacali. Si intende che si seguiranno alla lettera le istruzioni della Cgil. Chi infatti crede che la Confederazione Generale sia un appendice dei comunisti e post-comunisti, sbaglia. E' vero piuttosto il contrario: la Cgil è l'azionista di maggioranza dei Ds. Per questo la sinistra sarà sempre impossibilitata a cambiare il Paese. Si pensi a quando Massimo D'Alema, da presidente del Consiglio, fece la (buona) proposta di riformare il nostro sistema pensionistico, ormai allo stremo delle forze. Alla Cgil bastarono un paio di giorni per fargli cambiare idea. Si pensi che il più grande sindacato italiano ha tanta forza politica da eludere un articolo della legge più importante dello Stato: la Costituzione. L'articolo 39, comma secondo, che impone la registrazione alle organizzazioni sindacali, è infatti rimasto fino ad oggi inapplicato.

Chi conosce la storia dell'America Latina sa bene il ruolo che i sindacati hanno avuto nella distruzione economica del sub-continente. Noi italiani non possiamo che temere un sindacato che arriva a dettare il programma elettorale del più grande partito d'opposizione. La relazione di Epifani, infatti, sembra tratta dalla «parte sinistra» del programma dell'Unione: innalzamento della pressione fiscale; abolizione della legge Biagi (cioè meno flessibilità nel mercato del lavoro); abolizione della Bossi-Fini; nuovo ruolo della contrattazione nazionale. Un sindacato deve fare il sindacato e difendere i lavoratori; più un sindacato si occupa di politica, meno potrà fare l'interesse di chi ha veramente bisogno.

Infine il Congresso della Cgil sembra non aver portato nulla di nuovo. Le stesse idee economiche della sinistra, che circolano da cinquant'anni, sono nell'aria. I soliti attacchi gratuiti a Berlusconi. Il solito show. Guglielmo Epifani sembra ancora non essersi reso conto che i tempi sono cambiati. E la sua fissazione di continuare a credere in idee economiche fallimentari non dimostra comprensione di ciò che sta accadendo nel mondo. Dimostra piuttosto la sua frustrazione e la sua rabbia nel vedersi escluso dalle politiche del governo.

! Danilo Giurdanella
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.150 del 27/2/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata