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Dall'unità atlantica all'unità occidentaledi Gianni Baget Bozzo - 2 marzo 2006 Il discorso del presidente Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti è un discorso fondativo. La stampa italiana lo svaluta come esercizio retorico bushiano, ma con ciò mostra di non comprendere come la storia sia mutata dopo l'11 settembre. Non la politica, ma la storia, perché con quel gesto è stato posto il problema dell'unità politica della comunità islamica mondiale contro l'Occidente come civiltà, riproponendo, con termini e tecniche completamente nuovi, il problema che nasce dall'Islam originario: quello di essere una proposta unitaria per la società umana. Berlusconi, nel suo discorso, ha posto in parallelo due eventi. Uno è la fine del conflitto dell'Occidente con l'Unione Sovietica e l'ingresso - per iniziativa dello stesso Berlusconi - della Federazione Russa nella comunità atlantica come membro aggiunto. Il presidente del Consiglio vede qui la fine di un conflitto che aveva animato il Novecento mondiale e che aveva incluso in sé tutte le tensioni che agitavano il mondo, dando ad esse un carattere di conflitto binario, e quindi in termini omogenei alla cultura dell'Occidente di cui il comunismo è una forma determinante e, per certi aspetti, quella dominante. L'altro evento è l'emersione - avvenuta con l'11 settembre - della proposta della restaurazione della comunità islamica mondiale come unità religiosa e politica assieme, ripristinando in Osama Bin Laden la figura mitica del califfo come guida globale della comunità islamica mondiale. Deve l'Islam operare come insieme di Stati accettando la divisione che è un frutto della storia, ed anche del colonialismo, ma che non è un progetto unitario dell'Islam, non è la coerenza dell'Islam con se stesso? Il fondamentalismo islamico, scegliendo la guerra in forma terrorista, ha posto il problema del conflitto radicale con l'Occidente come modo di riassorbimento della particolarità degli Stati musulmani nell'utopia coranica totale, che non è mai esistita come realtà ma sempre come entità religiosa e come prospettiva escatologica. Berlusconi ha considerato, nel suo discorso al Congresso americano, il fondamentalismo islamico come ciò che succede alla sfida sovietica: e non più in termini omogenei, ma in termini asimmetrici. E' per superare questa totale asimmetria e riportare il conflitto sul terreno politico e militare che è stata mossa guerra all'Iraq. Berlusconi ha così indicato all'Europa una nuova strategia, che si fonda sulla comprensione del fatto che la concezione tradizionale unitaria del Corano ha aperto un conflitto, nella comunità dei Paesi musulmani, con gli Stati che esprimono la dimensione - non riducibile alla lettera islamica - della complessità politica del mondo islamico. E' la nuova logica dell'islamismo come comunità unitaria che manifesta la sua identità proprio nella sfida all'Occidente. La guerra irachena ha avuto in ultima analisi il vantaggio di mostrare che il conflitto tra particolarità degli Stati e l'unitarietà del fondamentalismo islamico è il vero tema politico del nostro tempo. I tempi moderni sono coinvolti con i tempi islamici e hanno creato un conflitto di cui solo gli Stati Uniti hanno compreso la nuova, radicale densità. Ad esso risponde non la vecchia unità atlantica, ma quella enunciata da Berlusconi: che l'Occidente è uno e che la sua unità tende a mantenere la differenza e la particolarità dei popoli musulmani in contrasto con l'unità e l'unicità radicale della comunità musulmana che sorge dal Corano. Si tratta dunque di un discorso politico di grande peso e senso, di cui il provincialismo della cultura italiana ha mancato interamente il punto, riducendo questo evento storico a un incidente elettorale della nostra campagna per le elezioni politiche.
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Ragionpolitica, periodico on line n.150 del 27/2/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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