RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Elettrosmog: gli scienziati di Galileo 2001 attaccano il programma dell'Unione

di Giorgio Bianco - 6 marzo 2006

E due. Dopo una lettera, apparsa sul Giornale il 21 dicembre scorso, in cui gli scienziati riuniti nell'associazione Galileo 2001 (tra i quali spiccano Tullio Regge, Renato Ricci, Franco Battaglia) facendo in tutta evidenza riferimento a una dichiarazione di Prodi sulla politica energetica dell'Unione, pur senza nominarlo ne criticavano aspramente le posizioni, sottolineando la marginalità dell'apporto delle energie «rinnovabili» (nella fattispecie, eolico e fotovoltaico) e la necessità di puntare sulla tecnologia nucleare da fissione, l'associazione è tornata all'attacco, stavolta prendendo esplicitamente di mira il centrosinistra. In un comunicato stampa datato 1 marzo, gli scienziati esprimono «disappunto per quanto si legge a pag. 148 del programma dell'Unione», là dove si legge «Si rende necessario ritornare ai principi della legge quadro sull'elettrosmog approvata dal governo di centrosinistra, applicando il principio di precauzione e modificando radicalmente i decreti attuativi varati dalla maggioranza di centrodestra».

L'associazione (della quale fanno parte gli oncologi Francesco Cognetti, Umberto Tirelli e Umberto Veronesi e il radioprotezionista Paolo Vecchia) fa presente che le comunità scientifiche radioprotezionista e oncologica internazionali hanno accertato che i campi elettromagnetici prodotti dalle linee di trasmissione elettrica e dalle antenne radiotelevisive e di telefonia mobile cui tutti noi siamo normalmente esposti non danno luogo ad alcun aumento di rischio sanitario o ambientale: «i campi magnetici dalle linee di trasmissione elettrica presentano gli stessi rischi oncologici del caffè e delle verdure sottaceto, quelli a radiofrequenza non promuovono né inducono il cancro».

Lo stesso Franco Battaglia, più volte intervenuto sull'argomento, ha avuto modo di dichiarare che, molto semplicemente, l'elettrosmog non esiste: «Esistono i campi magnetici. Quelli dovuti ai cavi dell'alta tensione, ai ripetitori tv e di telefonia mobile non hanno alcun effetto di rilevanza sanitaria». Ad un allarme lanciato dal noto esponente dei Verdi Gianni Mattioli circa presunte leucemie infantili da elettrosmog, il prof. Aglietta del centro tumori di Candiolo (To), il biologo prof. Marchisio dell'ospedale San Raffaele di Milano e Paolo Vineis, epidemiologo di punta della commissione per la prevenzione dei tumori, furono unanimi nel negare recisamente l'esistenza di tumori da campi magnetici.

Gli scienziati ricordano poi che una Commissione Internazionale bocciò a suo tempo la legge-quadro «di cui il programma dell'Unione si vanta», definendola «intrinsecamente incoerente e scientificamente debole», con limiti di esposizione decretati su basi «puramente arbitrarie». Una legge dal «livello di tutela sanitaria ignoto», la cui attuazione avrebbe comportato un «enorme costo supplementare», mentre «la scelta di limiti di esposizione impossibili da giustificare, sia scientificamente sia logicamente» avrebbe determinato «sfiducia nella scienza e nell'autorità».

I membri di «Galileo 2001», stavolta, vanno giù duri, ed evidenziano senza mezzi termini quali sarebbero le conseguenze se l'Unione andasse al governo e mettesse in atto i suoi propositi al riguardo: «Una revisione degli attuali decreti nel senso auspicato dal programma dell'Unione, senza comportare al Paese alcun beneficio, comporterebbe invece un danno di decine di miliardi di euro e la beffa di non salvare alcuno da alcuna malattia, oltre che allontanare l'Italia dal contesto europeo e internazionale».

Gli scienziati italiani chiedono invece che i limiti italiani siano «allineati con le linee guida suggerite dall'Icnirp (Comitato Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-ionizzanti, unico organo internazionalmente riconosciuto a esprimere parere in materia), come raccomandato espressamente dalla Commissione dell'UE e recepito da tutti i Paesi membri, con la sola eccezione dell'Italia».

! Giorgio Bianco
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.151 del 6/3/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata