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6 marzo 2008
 
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La «buona educazione» secondo Lucia Annunziata

di Letizia Bandoni - 13 marzo 2006

La sinistra colpisce ancora. Dopo Mieli - prova che i quotidiani d'informazione sono in mano a professionisti della sinistra che usano il proprio lavoro e, soprattutto, il potere di entrare in migliaia di case di cittadini italiani per fare informazione di partito più che per essere al servizio dei cittadini - arriva Annunziata, altra prova ormai provata che non esiste tv che sia in mano al Presidente Berlusconi. Lei, la vedova della tv, l'emblema di un passato fallimentare alla direzione della tv pubblica nazionale, dopo gli insuccessi del suo operato che aveva tremendamente fatto calare gli ascolti Rai, non ha scelto di abbandonare la professione dietro un contratto miliardario come è successo a Biagi né ha patteggiato con la sinistra in cambio di un posto in parlamento europeo, come è stato per Santoro. No, non ha venduto la sua professione alla politica professionale della sinistra ma ha scelto di mettere il suo lavoro, pagato dai cittadini, al sordo servizio dei suoi compagni di partito. Ieri ha usato la poltrona del programma Mezz'ora riscattando personalmente la sua vedovanza mediatica, riponendo la sua pacata sottomissione gerarchica che aveva ostentato o pianto durante tutte le trasmissioni precedenti e sguainando una sciabola contro il suo nemico, Silvio Berlusconi. Nemico politico, badate bene, non nemico professionale.

L'Annunziata decide di usare il suo stipendio, pagato dagli italiani, decide di usare una tv pubblica, pagata dagli italiani, per procurare qualche servigio in più ai suoi capi morali nonché politici, la sinistra appunto. Non ha permesso, così, alla Casa delle Libertà di giocarsi tutte le sue carte, come par condicio prevede o lesina, e lo ha fatto al fine di incrementare un consenso orientato a sinistra, consenso che, magari, domani le ridarà la poltrona di controllo dei mezzi di informazione per mano degli amici diessini. L'Annunziata dai microfoni di Mezz'ora non è più giornalista, né ex direttore Rai, né stipendiata pubblica.

L'Annunziata diventa militante politica, perde tutta la sua ostentata etica professionale e si trasforma nella «mielina pubblica». Il marcio del suo operato non sta nelle domande spudoratamente provocatorie, non sta nell'uso strumentale di dati ed informazioni, prime fra tutte quelle relative alle vicende che hanno coinvolto il Ministro Storace o le presunte quanto false ingerenze del Presidente del Consiglio nella diatriba tra Rai e Santoro-Biagi. Il marcio non sta nel chiedere il resoconto di una lenta se non stagnante crescita economica. No, il marcio non sta nel negare tutto ciò che il Governo in questi anni ha creato ed i risultati a cui è pervenuto. Del resto, vista la subdola appartenenza politica della conduttrice, dichiaratamente avversa al pensiero politico di Forza Italia, del suo leader e della coalizione che rappresenta, Silvio Berlusconi non si aspettava certo i confetti né le coppe di champagne.

Eppure, nonostante questo, Silvio Berlusconi ha scelto di essere ospite della «sua/nostra» trasmissione, ha scelto di rispondere alle «sue» domande così come sceglie di accettare il confronto durante la trasmissione di Floris, dove non regna il dovere professionale all'informazione ma il gioco delle smorfie e dei sorrisini di sbeffeggiamento. Berlusconi sceglie il confronto: si piega al ricatto di Prodi pur di incontrarlo in Tv, arriva addirittura a proporre la sua presenza in tv come leader del suo partito, proposta che viene negata da Rai Tre (Ballarò) in favore di Tremonti per cui si fa scontrare Rutelli-leader Margherita-, Mastella -leader Italia dei Valori- con Tremonti che, con tutto rispetto per la sua importante attività ministeriale, ancora non è leader di niente. Berlusconi non scappa anzi cerca il confronto, cerca il dibattito perché sa che la verità dei fatti nulla può contro le menzogne e le strumentalizzazioni del centrosinistra. Cerca il dibattito, appunto. Cerca la domanda e la risposta. L'Annunziata non vuole risposte da Berlusconi ma vuole solo usare la sua sciabola personale per portare a termine la sua vendetta. No, non vuole risposte perché le risposte di Berlusconi smascherano il gioco al ribasso, o la lotta al rialzo di potere dei compagni diessini.

La verità vera, quella che non ha il marchio Berlusconi, è ritenuta offensiva dall'Annunziata. Biagi è andato in pensione usufruendo di un accordo miliardario, Santoro è uscito di scena per andare in Parlamento europeo. È vero, punto e basta. Vero al punto tale che nessuno dei due protagonisti si è mai affannato a smentire. Ma è verità offensiva secondo l'Annunziata. Sì, Berlusconi offende la buona educazione della conduttrice, la buona educazione diessina che impone di negare l'evidenza dei fatti, soprattutto quando sono scomodi al partito, quando conducono al deterioramento dell'immagine di correttezza e di serietà che questa sinistra sta cercando di costruirsi artificialmente affiggendo prozacchiani manifesti nelle nostre città.

Le risposte Berlusconi le ha. Ce le ha per tutte le domande dalle più faziose alle meno, ce le ha sui temi che meno interessano la vita dei cittadini, quelli che la sinistra fomenta per sviare il dibattito e confondere l'elettorato, ce le ha sui grandi temi di politica economica, sociale per lo sviluppo del Paese. Ma l'Annunziata non vuole sentire le risposte del Premier, non vuole che gli italiani ascoltino la verità che offende la buona educazione disfattista diessina. E' qui il marcio. A domanda risposta: queste sono le regole che chi ha scelto di fare del giornalismo la propria professione deve rispettare e, a maggior ragione, chi decide di esercitare all'interno di un mezzo pubblico dovrebbe osservare un onesto equilibrio intellettuale, lo stesso di Mentana o di Vespa. Ma l'Annunziata è, oggi, meno giornalista di quanto non lo sia io. Ha scelto Mezz'ora per aggredire ogni nemico politico, Berlusconi in primis ma, prima di lui, Matteoli aveva ricevuto lo stesso trattamento. Non c'è democrazia in questo codice etico, il codice della buona educazione diessina. Le domande le faccio io, ti lascio rispondere solo se quello che dici mi piace altrimenti devo zittirti, in ogni modo. Signore e Signori, questa è l'Annunziata, questa è la sinistra. Queste le regole antidemocratiche che potranno governare il nostro paese se il 9 aprile non ci prenderemo con forza il sano diritto di rispondere con fermezza al quesito più importante degli ultimi anni cioè quello che coinvolge la nostra libertà.

! Letizia Bandoni
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