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numero 280
6 marzo 2008
 
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Una rivolta contro il popolo

di Gianni Baget Bozzo - 13 marzo 2006

E' tornata la guerriglia urbana, sono tornati gli anni '70. L'aggressione, a Milano, è stata anche più radicale di quelle di allora, perché, come accadde già in occasione del G8 di Genova, la violenza non è stata rivolta verso obiettivi politici o istituzionali, ma verso la vita comune dei cittadini, verso i loro negozi. E' stata una rivolta contro il popolo, che accetta il modello consumista e quindi il capitalismo. I colpevoli sarebbero dunque i cittadini in quanto tali, come corrotti dal sistema.

E' un fatto nuovo, nella guerriglia urbana, quello di essere rivolta contro il popolo come tale. Singolarmente, questo accade anche nel caso del terrorismo islamico e della guerriglia irachena, che è rivolta non contro le istituzioni, ma contro il popolo. Vi è dunque una forma parallela tra l'anti-occidentalismo di casa nostra, impersonato dai no global e dagli anarco-insurrezionalisti, e il radicalismo islamico che sceglie la violenza. Tra gli arrestati per i fatti di Milano vi è anche una persona già coinvolta negli episodi del G8 di Genova. Ciò mostra che la guerriglia urbana ha un suo personale, una sua struttura. Inoltre, tra i fermati compare anche un dirigente di Rifondazione Comunista, il cui antagonismo di principio lascia evidentemente spazio all'azione antagonista concreta, quella rivolta contro il popolo consumista. L'antagonismo è un principio rivoluzionario, e quindi comprende la violenza, mentre la non-violenza non è nella tradizione della sinistra storica.

L'Unione è quindi uno schieramento in cui il rifiuto dell'Occidente come tradizione e come cultura è determinante, e che solo per motivi di opportunità e di potere può essere piegato a mediazione di governo. Ma l'Unione non può escludere nessuna sua componente, nemmeno i no global, perché l'anti-americanismo è presente in molte forme differenziate, e perché la logica della sinistra radicale è dominante anche sulle stesse intenzioni dei leader che dicono di volere il partito democratico. Il direttore del Corriere della Sera ha rivolto l'invito a votare per l'Unione, ma quei cittadini che hanno risposto col tentativo di linciaggio a coloro che li avevano assaliti nella loro vita quotidiana non ascolteranno certamente quel singolare messaggio.

! Gianni Baget Bozzo
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