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Antiviolenza donna 1522

di Anna Bono - 16 marzo 2006

Istituito dal Ministero per le Pari Opportunità, dall'8 marzo 2006 è attivo su tutto il territorio nazionale un nuovo servizio telefonico gratuito operante 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno. Telefonando al numero 1522, tutte le donne italiane e straniere residenti in Italia che hanno bisogno d'aiuto per sottrarsi a violenze e abusi intra ed extra familiari trovano personale specificamente formato ed esclusivamente femminile - così spiega la newsletter del sito Governo.it del 14 marzo scorso - in grado di fornire, garantendo ove richiesto l'anonimato, supporto specialistico di accoglienza ed assistenza psicologica e giuridica e, inoltre, di indicare le strutture pubbliche e private in grado di soccorrerle: centri antiviolenza, forze dell'ordine, strutture sanitarie. L'1522 accoglie anche segnalazioni effettuate da terzi.

L'attivazione del servizio di accoglienza telefonica fa parte di un più ampio progetto in difesa delle donne che nei prossimi due anni porterà alla creazione, in via sperimentale, di una «rete nazionale antiviolenza» destinata a coordinare e potenziare gli organismi locali pubblici e privati già esistenti e a fornire informazioni, organizzare attività di sensibilizzazione e offrire strumenti di formazione per aumentare le competenze di chi si occupa a vario titolo di situazioni di disagio femminile. Gli organismi che saranno coinvolti sono i centri antiviolenza, le case rifugio, i servizi sociali territoriali, i servizi sanitari e ospedalieri, le forze dell'ordine, i tribunali ordinari e per minorenni, i servizi educativi e scolastici. È prevista, tra l'altro, la creazione di un portale web interattivo che sarà utilizzato sia per fornire consulenza diretta alle agenzie territoriali sia per favorire un processo di autoformazione da parte degli operatori.

Il progetto, infine, mira a definire un protocollo e degli standard di intervento, nonché una mappatura di tutti gli organismi e le iniziative nazionali e un monitoraggio semestrale delle attività svolte in base a indicatori specifici. A tal fine il Ministero per le pari opportunità ha già provveduto alla stesura di un dossier che è stato presentato al pubblico il 23 febbraio e che si intitola La geografia delle Pari Opportunità. Vi sono riportati i risultati della prima ricerca italiana sulle Commissioni pari opportunità regionali e provinciali, gli organismi di carattere tecnico-consultivo che sostengono l'azione ordinaria degli istituti di governo decentrato, promuovendo e vigilando sull'applicazione dei principi di pari opportunità tra uomo e donna.

Un approccio del genere, integrato e organico, più efficace e tempestivo, al problema della violenza contro le donne, in particolare quella meno visibile che si consuma entro le mura domestiche, è quanto mai urgente. Si stima, infatti, che in Italia, ogni tre morti violente, una riguardi una donna uccisa dal marito, dal convivente o dal fidanzato. Inoltre, benché manchino statistiche quantitative sulla frequenza dei maltrattamenti inflitti alle donne, i risultati di indagini condotte a livello di Unione europea inducono a ipotizzare che in Italia una donna su cinque abbia subito nella vita una qualche forma di violenza. I flussi di immigrati provenienti da Paesi nei quali cultura e tradizione non solo tollerano, ma prescrivono comportamenti violenti contro le donne accrescono la necessità di disporre di strumenti adeguati che impediscano la diffusione di nuove forme di violenza accanto a quelle già praticate: tra le istituzioni più pericolose per l'integrità fisica e morale della persona, alcune delle quali già riscontrate nel nostro paese, figurano le mutilazioni genitali femminili, il matrimonio combinato, il matrimonio precoce, il prezzo della sposa e la dote, la segregazione domestica, le punizioni fisiche, gli omicidi d'onore.

! Anna Bono
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