A seguito dell'articolo intitolato Afghanistan, se non ci fossimo andati?, pubblicato su queste pagine l'11 marzo a firma di Anna Bono, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato stampa che testimonia l'ottimo operato dei militari italiani in una terra dimenticata come l'Afghanistan.
L'impegno dell'Italia in un Paese dimenticato, l'Afghanistan
di Anna Bono (a cura di) - 16 marzo 2006
ISAF VIII, l'attuale missione ISAF [la forza multinazionale operante in Afghanistan - ndr], è sotto comando italiano attraveso il Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO, NRDC-IT, comandata dal Generale di Corpo d'Armata Mauro Del Vecchio. Il Comandante di ISAF VIII ha deciso di focalizzare la sua attenzione su un aiuto reale per mettere al corrente la popolazione italiana dei problemi di questo Paese, per controllare gli aiuti provenienti dall'Italia, per creare una forte amicizia, con la ferma convinzione che qualcosa stia migliorando di giorno in giorno.
Il 6 dicembre ha deciso di costituire un nuovo team come link tra l'Italia e l'Afghanistan: il Public Relationships With Afghan Institutions con sede presso il Quartier Generale di ISAF KABUL, che opera con un team di due persone, il Capo Progetto Colonello Gian Paolo Scenna e l'Ufficiale di Staff Tenente Paola Gori, con il supporto del Professor Veda, un esperto di lingua locale, costumi e tradizioni e il Colonnello Nasser, punto di contatto dell'Esercito afgano. Public Relationships With Afghan Institutions significa intrattenere rapporti con tutte le istituzioni afgane che operano sul territorio.
Il Quartier Generale NATO italiano, situato a Solbiate Olona (Varese) è il punto di raccolta verso il quale viene canalizzato tutto il denaro e i materiali quali: vestiti, scarpe, cibo e medicinali che la popolazione italiana: famiglie, aziende, scuole associazioni e istituzioni italiane stanno donando alla popolazione afgana. I beni vengono direttamente raccolti, stoccati, controllati e spediti dal Quartier Generale NRDC Italy di Solbiate Olona (Varese), dove il Brigadier Generale Giovanni Fantasia è a capo del team di coordinamento e armonizzazione di tutte le attività in Patria quale polo italiano con tanto di Steering Commitee, finalizzata all'acquisizione del materiale donato, alla classificazione e stoccaggio, all'approntamento dei carichi e della spedizione, proprio al fine di gestire in maniera corretta e unitaria le donazioni pro Afghanistan e supportare la nuova cellula Public Relationships With Afghan Institutions, voluta da COMISAF VIII, Generale Mauro Del Vecchio, con l'obiettivo di evidenziare le priorità e i casi più gravi fra scuole, ospedali, famiglie quali destinatari della distribuzione di tutti gli aiuti umanitari provenienti dall'Italia.
Il Public Relationships With Afghan Institutions su indicazione del Comandante ha già realizzato i seguenti progetti:
- Il 14 gennaio diversi vestiti, scarpe, giocattoli e cibo sono stati consegnati all'ospedale ortopedico del Dottor Alberto Cairo, un fisioterapista italiano che da 16 anni si adopera in Afghanistan nella ricostruzione di protesi per aiutare le persone colpite da mine anti-uomo.
- Il 18 gennaio sono state consegnate 19 tonnellate di legna da ardere e 60 banchi e sedie ad una delle scuole di Red Crescent Society (corrispondente alla nostra Croce Rossa) dopo un colloquio con la Principessa Fatma Ghilani, capo dell'associazione e con il Dottor Taher Aslami, presidente degli orfanotrofi afgani.
- In data 2 febbraio Public Relationships With Afghan Institutions Office ha portato a termine il terzo progetto presso l'Afghan Oxford Society, istituto sito nel quartiere periferico di Kart-e-Naw, dove dove vengono effettuati corsi d'inglese, scienze, matematica e computer per circa 1200 studenti di varie età che durante il periodo invernale a causa delle condizioni atmosferiche, non possono seguire le normali lezioni. Sono state donate tremila stecche di cioccolata, vestiti invernali, scarpe e circa cinquecentoventi aquiloni. Visto il successo ottenuto presso la scuola delle Red Crescent Society, il Public Relationships With Afghan Institutions Office ha deciso di realizzare anche in questo caso i poster per abbellire tutte le classi dell'istituto.
- In data 7 febbraio assieme alla delegazione del Sindaco di Milano On. Albertini capeggiata dall'Assessore agli eventi internazionali Dr. Bozzetti e dal Gen. Giordano, il team del Generale Del Vecchio si è recato presso due ospedali, quello già conosciuto del Dottor Cairo e quello di Cooperazione Italiana del Dottor De Carli, ai quali è stato donato un congruo quantitativo di vestiario, calzature ed effetti letterecci.
- Il 13 febbraio si è pensato di regalare una giornata diversa a tutti gli orfanelli del Marastun Orphanage, centro sotto la Red Crescent Society. Oltre ad aver recapitato giocattoli, effetti letterecci e vestiario per un ammontare di circa 1 tonnellata, il Clown Ciuchino Maresciallo Ugrote, ha fatto divertire tutti i presenti, grandi e piccini, con giochi di magia e palloncini colorati.
- Il 9 marzo è stata celebrata la festa della donna presso il centro della Red Crescent Society e in tale occasione il Generale Mauro Del Vecchio ha voluto ricordare la tenacia e l'impegno di tutte le donne afghane che ogni giorno di adoperano per cercare di emergere in questa società difficile, per trovare un riconoscimento sociale, culturale e professionale. Alle 150 donne e bambini sono stati consegnati pacchi dono confezionati dagli stessi militari e contenenti vestiario proveniente dalle donazioni di Solbiate Olona.
Ad oggi sono stati donati circa 100.000 euro fra denaro e materiali, ma l'impegno dell'Italia continua a ritmo serrato, infatti il mandato del Generale Del Vecchia avrà termine il 4 maggio, e fino a quella data il Comandante ha previsto il massimo sforzo per raccogliere il più possibile denaro e materiali. Sono infatti allo studio altri progetti per soddisfare le esigenze di alcune realtà locali, quali carceri, università, scuole che hanno chiesto aiuto alla nostra missione. A volte, come ricorda lo stesso Comandante i disagi maggiori sono rappresentati dai trasporti e dall'aspetto della sicurezza. Si può fare tanto, stiamo facendo tanto, ma non bisogna dimenticare di salvaguardare anche l'operato dei nostri militari. Siamo in un ambiente amico, la popolazione riconosce il nostro operato, e per questo abbiamo ricevuto sempre parole di stima e gratitudine, ma non dobbiamo dimenticare che in Afghanistan ogni giorno qualcuno muore di fame o in un'ospedale, qualcunaltro perde la vita su una mina o in un attentato.
I militari italiani sono presenti in Afghanistan dal 2002, quando la missione è iniziata in supporto al governo afghano per la ricostruzione delle istituzioni democratiche del Paese.
Anna Bono (a cura di)
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