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Giornata mondiale dell'acqua, forum e contro forum...un altro no global day è passatodi Anna Bono - 24 marzo 2006 A ben guardare, se manca l'acqua in Africa è colpa di Berlusconi, Bush, Blair e di tutti gli altri leaders politici che incarnano lo spirito dell'Occidente. Questa è la prima conclusione lampante emersa dalle iniziative svoltesi durante la settimana trascorsa, dedicata dalle Nazioni Unite al problema delle risorse idriche e culminata il 22 marzo con la celebrazione della Giornata mondiale dell'acqua. La seconda conclusione è che di questo passo finiremo per aggiungere ai diritti elencati nella Carta Universale dei Diritti Umani anche quello a una temperatura costante su tutto il pianeta senza inammissibili discriminazioni polari ed equatoriali. A Città del Messico dal 16 al 22 marzo si è svolto il IV Forum mondiale dell'acqua che ha visto riuniti ministri e rappresentanti di 140 paesi. In parallelo al vertice ONU si è tenuto un ormai istituzionalizzato «contro forum dell'acqua» gestito dalla cosiddetta società civile, come sempre dominato e manipolato da attivisti e esponenti di organizzazioni non governative no global che, come al solito, hanno poi trasformato la giornata del 22 marzo in una sorta di no global day antioccidentale. Per quel che riguarda la prima conclusione - se manca l'acqua in Africa è colpa di Berlusconi ovvero dell'Occidente - gli argomenti forti a suo sostegno sono due. Il primo è che noi occidentali consumiamo troppa acqua: 3-4-500 e più litri pro capite al giorno mentre i bambini dell'Uganda ne hanno a disposizione a stento cinque e neanche potabili. Nella mente no global ottenebrata dall'ideologia e dall'ignoranza è come se il patrimonio idrico mondiale fosse gestito da una sorta di unico grande acquedotto per cui se, ad esempio, in Italia ci sono troppi rubinetti e troppo a lungo aperti, in Kenya e in Bangladesh l'acqua non arriva. Il secondo argomento forte è il riscaldamento del pianeta di cui l'Occidente è ritenuto il maggiore responsabile: cadranno sempre meno piogge - si dice - a causa dell'effetto serra e dei conseguenti cambiamenti climatici che già hanno determinato drastici cali nella portata dei fiumi, aumento costante della salinità degli estuari, estinzione di flora e fauna, tutti fenomeni che entro il 2020 provocheranno catastrofi e in Africa, in particolare, entro la fine del secolo, ridurranno del 50% le risorse idriche in almeno un quarto del continente, provocando malattie, esodi e guerre. Quanto ai diritti universali dell'uomo, la Bolivia aveva proposto che nel documento finale del Forum di Città del Messico l'accesso all'acqua fosse definito «diritto umano», richiesta condivisa dai leader del «contro forum» che, contro il «modello neoliberista» rivendicano «acqua per tutti» senza distinzioni di razza, origine, condizione sociale o credo (Misna, 22 marzo 2006) e contestano il fatto che dei privati ne assumano la gestione: «Non potranno mai comprare (le multinazionali dell'acqua, n.d.t.) ciò che non è mai stato in vendita: la terra e l'acqua sono sacre». È inutile provare a spiegare ai no global che non è colpa di nessuno se certe regioni del mondo sono scarse d'acqua, che da sempre l'umanità si concentra dove è disponibile in abbondanza e si ingegna di conservarla e usarla con giudizio, specie dove è poca, per garantirsi delle riserve e non restare senza. Non si rendono neanche conto che se l'acqua in Occidente per lo più non manca è perché si paga un tanto al metro cubo il che, tra l'altro, evita la necessità di continuare a contendersela con le armi come ha fatto l'umanità per millenni e come succede ancora, appunto, in Africa. Proclamare l'acqua un diritto umano non la farà sgorgare nel deserto. In compenso rischia di far perdere valore e significato al contenuto essenziale della Carta universale.
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Ragionpolitica, periodico on line n.153 del 20/3/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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