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Tutto il meglio del «Pecoraro-pensiero» sulla questione energeticadi Giovanni Calabresi - 28 marzo 2006 Alfonso Pecoraro Scanio lo ha detto con chiarezza dalle poltrone rosse dello Speciale di Sky Tg24 intitolato, «Il Grande Politico»: se il centrosinistra vince, niente ritorno al nucleare. Tutto il mondo, secondo lui, sta facendo marcia indietro sull'atomo. E' costoso e, in Italia, per tornarvi, servirebbero almeno 15 anni. Inoltre, data l'esperienza dell'Iran e la volontà francese, negli anni della guerra fredda, di costruirsi una «force de frappe » nucleare, la conclusione è semplice. Il nucleare civile nasconde sempre la volontà di dotarsi di armi atomiche di distruzione di massa. Che intendeva dire, il Capo dei «cocomeri» italiani - quelli verdi fuori e rossi dentro - forse che l'Italia e, nella fattispecie il Governo Berlusconi, parla di nucleare perché nasconde la volontà di tornare alla famosa «bomba» e alla deterrenza atomica mondiale?. Andiamo, signor Alfonso, anche le assurdità e la fanta-politica hanno un limite . Per non parlare del buon gusto. I Francesi hanno, ormai, in mano il «segreto dell'atomo sicuro»: le nuove centrali Epr a sicurezza intrinseca ; altro che marcia indietro sull'uso dell'energia nucleare. E l'Italia sta partecipando alle ricerche nel settore. Per non parlare del Nord Europa, i Paesi scandinavi - dove si sta investendo sull'atomo, eccome. Inoltre, se volessimo rinsavire e tornare all'atomo, i nostri tecnici del settore assicurano che basterebbero cinque o sei anni per mettere nuove centrali «in linea di volo» - come si dice in gergo aeronautico, o, meglio ancora, per ripristinare, qualcuna di quelle in via di dismissione, anche se su questo dobbiamo essere franchi: c'è chi afferma - probabilmente a ragione - che rimettere in uso le vecchie centrali è ormai impossibile, dato il livello di avanzamento dei lavori di dismissione, almeno per ciò che attiene alcune di esse. Per qualcuna, infatti, si può quasi già parlare di «prato verde», come si dice in gergo. Intanto, però, non si sa mai e Pecoraro Scanio annuncia manifestazioni a Trino Vercellese dove - secondo lui, ma a noi non risulta assolutamente - si parlerebbe di rimettere in uso la centrale. Insomma, in Italia il nucleare deve rimanere off limits, parola dei Verdi e, poi, come dice l'esponente campano degli ambientalisti, non sappiamo dove mettere le eventuali scorie radioattive; men che meno quelle di terza categoria, a lunghissimo tempo di decadimento radioattivo. I cittadini non vogliono depositi . Come dire: mettiamo in mano a qualche gruppuscolo di scalmanati e a comitati cittadini, quasi mai spontanei, il futuro energetico - e quindi economico - dell'Italia. Vedrete quanto andremo lontano, seguendo il Pecoraro-pensiero. Passiamo quindi alla ricetta energetica targata «Verdi»: metano; rigassificatori - sapendo benissimo che sono proprio le amministrazioni di sinistra ad opporsi a tale ipotesi di lavoro; solare termico e fotovoltaico; eolico - anche in questo caso ben consci che fino ad oggi, proprio gli ambientalisti si sono opposti alle «pale» perché «bruttarelle». Infine, la ricerca. E sì, perché secondo i Verdi, chiudendo in un laboratorio qualche ricercatore, ci si riscalda . Una scoperta da premio Nobel per la fisica! Giovanni Calabresi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.154 del 27/3/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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