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numero 280
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Riforma Moratti e dottrina sociale della Chiesa

di Mario Secomandi - 31 marzo 2006

E' stato presentato in questi giorni dal Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica (organismo collegato alla Conferenza Episcopale italiana), il nuovo documento dal titolo «La riforma del sistema educativo e le prospettive del Paese», nel quale si è fatto il punto della situazione e si sono indicate le mete da raggiungere e le istanze da perseguire in merito ai bisogni e alle necessità dei mondi - tra loro interconnessi - dell'educazione, dell'istruzione e della formazione. La Cei, in tale documento, ha mostrato come le stiano profondamente a cuore «non interessi di parte, ma esclusivamente quelli dei giovani e delle famiglie e la promozione delle condizioni che rendono possibile un'assunzione di responsabilità condivisa da parte di tutte le componenti vive della società civile». Dunque, si tratta di una sentita e doverosa segnalazione di istanze fondamentali per il sistema educativo del Paese, dall'autonomia e qualità della scuola alla dialettica scuola-formazione professionale, passando per la garanzia del pluralismo istituzionale, del diritto di scelta delle famiglie nonché di un'effettiva parità scolastica; fino al più generale conseguimento di elevati standard di politiche educativo-formative, tali da perseguire il bene comune, che consiste nell'autentico interesse dei giovani e delle loro famiglie.

Dal documento in questione emerge la necessità di procedere alla elargizione di maggiori aiuti economici alla scuole non statali se si vuole davvero porre in essere un'effettiva e sostanziale parità scolastica. Difatti - come sottolineato dal Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica - «il denaro erogato dallo Stato e dagli Enti locali alle scuole paritarie, cattoliche e laiche, non è sottratto alla scuola pubblica statale, ma serve per realizzare le finalità generali delle politiche educative del nostro Paese». La Conferenza Episcopale, dunque, non si esime dal ribadire che, per raggiungere la pari dignità reale tra scuole statali e non statali bisogna offrire alle famiglie una vera libertà di scelta, la quale si consegue per il tramite di «politiche nazionali e regionali che consentano l'esercizio pieno della libertà educativa delle persone e delle famiglie». Insomma, la Chiesa italiana è in prima linea nel rimarcare come anche le scuole non statali vadano nella direzione dello svolgimento di un servizio autenticamente pubblico, che lo Stato è tenuto a promuovere nei fatti. Inoltre, si è evidenziato come i percorsi della formazione e quelli dell'istruzione scolastica debbano essere posti su di un piano di pari dignità.

E' emersa, con ciò, una profonda sintonia tra le indicazioni di contenuto dell'organismo della Cei e l'essenza della riforma Moratti realizzata dall'attuale governo, in quanto i principi ispiratori di entrambi sono quelli della «prospettiva personalistica dell'educazione», del contemperare «il sapere con il saper fare ed il saper essere», della «valorizzazione del ruolo della famiglia nelle scelte educative dei figli», e della «formazione iniziale e continua dei docenti». L'idea di fondo è allora quella del trinomio autonomia-pluralismo-società civile. Secondo la Cei è necessario procedere nel solco dell'attuale riforma organica e strutturale, dal momento che «un'altra riforma finirebbe per consumare definitivamente le energie ancora vitali nel sistema». Il processo riformatore degli ultimi anni, in conclusione, «merita di essere considerato come il terreno adeguato sul quale unire le energie positive per dare una risposta ai problemi che investono l'educazione». Anche Benedetto XVI, rivolgendosi ieri ai partecipanti al convegno romano del Ppe, ha annoverato tra i valori e i «principi non negoziabili» la «protezione del diritto dei genitori ad educare i figli».

La riforma Moratti va nella proprio nella direzione dell'attuazione dei principi di sussidiarietà, libera scelta, parità scolastica, diritto di educazione a partire dalla centralità della famiglia e della vocazione personale del singolo studente.

! Mario Secomandi
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