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Berlusconi, e non Prodi, introdurrà il «Quoziente Familiare»di Mario Secomandi - 5 aprile 2006 «Nel nostro programma per questi prossimi cinque anni di governo abbiamo voluto fare un passo in avanti molto importante; abbiamo voluto introdurre un principio di grande equità: questo principio è stato denominato Quoziente Familiare». Con tale dichiarazione, espressa chiaramente e pubblicamente dal Presidente del Consiglio nel corso dell'ultimo confronto televisivo con Romano Prodi, si è voluto sottolineare come l'impegno del governo anche per la prossima legislatura sarà improntato alla difesa e promozione concreta del valore della famiglia, intesa quale soggetto sociale fondamentale nonché come comunità primaria fondata sul matrimonio tra uomo e donna, e come nucleo fondante per la crescita e prima educazione dei figli. Da più parti, difatti, ci si è andati soffermando negli ultimi anni sul fatto che senza una politica organica a favore dei nuclei familiari (anche numerosi) la nostra stessa civiltà rischi di non avere davanti a sé un futuro roseo e prosperoso, tra l'altro alla luce dell'imperversare dell'attuale crisi demografica. Il Presidente Berlusconi, rammentando come l'attuale maggioranza abbia impostato «una vasta politica di sostegno alla famiglia», ha subito mostrato inequivocabilmente la positività di siffatta misura del Quoziente Familiare in favore delle famiglie con più figli: «Oggi, se un single guadagna 100 ed un padre di famiglia guadagna 100, pagano la stessa cifra di tasse. Domani - se vincerà la Casa delle Libertà - si calcolerà il peso che il padre di famiglia deve sostenere per la moglie, si aggiungerà mezzo punto per ogni figlio e quindi il padre di famiglia si troverà a pagare circa il trenta per cento di meno sullo stesso stipendio rispetto al single. Credo che sia una cosa assolutamente importante». Il Quoziente Familiare è il sistema adottato in Francia, sulla scorta del quale il totale dei redditi dei membri della famiglia viene diviso per la somma di tutti i componenti il nucleo (a prescindere che siano o meno percettori di reddito). Sulla base di tale quoziente viene determinata l'aliquota da applicare, poi, a tutto il reddito familiare. Anche le stesse deduzioni o detrazioni possono essere stabilite in virtù del quoziente. Tutto ciò serve per fare in modo che le tasse che pagherà la famiglia siano nettamente inferiori a quelle pagate nel caso in cui non si prenda come riferimento il Quoziente Familiare. Si è calcolato, a titolo esemplificativo, con riferimento alla Francia, che un lavoratore dipendente con 36,5 mila euro all'anno con moglie e quattro figli a carico si trova ad essere esonerato dal pagamento delle tasse, mentre nel nostro Paese un soggetto nelle medesime condizioni paga 5 mila e 774 euro. Un sistema fiscale così rinnovato ed «a misura di famiglia» si baserà non solo sull'equità verticale, ma anche su quella orizzontale, dal momento che, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare la stessa entità di tasse di chi non ne ha. Il reddito imponibile di un capofamiglia allora sarà calcolato non solo in forza del reddito percepito ma pure in virtù del numero dei componenti della famiglia a carico dello stesso. Si va dunque - per merito di questa proposta di Berlusconi e della Casa delle Libertà - nella direzione del commisurare il sistema di deduzioni dal reddito percepito al reale costo di mantenimento di ogni membro a carico della famiglia, vale a dire dell'attagliare la tassazione all'effettiva capacità contributiva del nucleo. La necessità di una misura come il Quoziente Familiare - lo ricordiamo - è stata più di una volta rimarcata dallo stesso mondo cattolico, dal manifesto del Forum delle associazioni familiari alle dichiarazioni del Cardinal Ruini. Il presidente della Cei poneva l'accento, ad esempio in occasione del decennale della Giornata internazionale della famiglia, sul fatto che bisogni «combattere una mentalità falsa, che vede nei figli una scelta che interessa solo i genitori. I figli sono un bene ed una necessità per l'intera società. Il Papa recentemente richiamava la legittimità e il dovere di un'organica politica per la famiglia. Credo poi che sia importante agire anche sulle politiche fiscali, introducendo il quoziente familiare che consente di ripartire il carico fiscale a seconda del numero dei componenti della famiglia. Se non si introducono misure di questo tipo le famiglie si scoraggiano». Lo stesso numero odierno di Avvenire riporta come titolo di un articolo la seguente proposizione: «Quoziente familiare: via d'uscita possibile per un fisco giusto». Diversamente da tale proposta di Berlusconi, il candidato della sinistra Romano Prodi ha dichiarato nettamente la sua contrarietà al Quoziente Familiare, puntando invece su altre misure all'insegna di criteri quali la progressività e l'assistenzialismo sociale. Il Professore ha difatti parlato di «assegni che sostengano i più poveri», proprio in sostituzione degli attuali assegni familiari e delle deduzioni fiscali per i figli, e che dovrebbero essere selettivi in base al reddito e alle condizioni economiche. In tal modo, però, il signor Prodi forse non ha pensato al fatto che la sua solita logica progressivo-redistributiva, considerata a sé stante e di per se stessa, vada benissimo per i single, ma non tiene conto della famiglia soprattutto monoreddito e con più figli, che risulta essere di fatto penalizzata anche per effetto delle deduzioni decrescenti in base al reddito. La sinistra non riesce a concepire come la famiglia sia il nucleo che esercita la solidarietà a livello primario. In conclusione, solo il governo Berlusconi si va dimostrando essere in grado di impostare e porre in essere un'organica politica che valorizzi e metta al centro la famiglia, dal summenzionato Quoziente familiare al fondo mutui per l'acquisto della casa da parte di coppie giovani, dal libretto per ogni bambino che nasce (che la famiglia potrà utilizzare in diverse occasioni attraverso un sistema di supporto di fondi e di assicurazioni, come già accade in Francia) all'impegno per la libertà educativa ed investimenti in asili aziendali e sociali.
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Ragionpolitica, periodico on line n.155 del 3/4/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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