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numero 280
6 marzo 2008
 
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L'appello di Berlusconi ai cattolici italiani

di Mario Secomandi - 6 aprile 2006

Le parole pronunciate dal presidente Berlusconi durante il comizio di ieri a Roma sono state chiaramente ed esplicitamente improntate alla difesa delle radici spirituali della nostra civiltà. Il presidente del Consiglio ha lanciato un appello ai cattolici italiani. Le elezioni politiche del 9 e 10 aprile, infatti, non sono solo una opzione tra due differenti programmi elettorali, quanto piuttosto una vera e propria scelta tra opposti modelli di civiltà e diverse visioni del mondo, della vita e della stessa politica. «Voglio lanciare - ha affermato Berlusconi - un appello ai cattolici: è un controsenso calpestare i propri valori per dare il voto a chi vuole mettere il bavaglio ai vescovi. Il cattolicesimo vive e cresce dove c'è la libertà».

Berlusconi ha fatto capire una volta di più come i principi cari al cristianesimo trovino il miglior risalto soltanto all'interno di un humus fatto di liberalismo popolare e di autentica democrazia, vale a dire in seno ad un contesto che sappia guardare all'apporto che la stessa Chiesa Cattolica dà alla società tutta come ad un fattore intangibile, da difendere ed anche da valorizzare. Mentre un simile approccio è ben presente e radicato in Forza Italia e nella Casa delle Libertà, nello schieramento di sinistra sembra prevalere la prospettiva opposta, cioè un laicismo che vorrebbe che la gerarchia ecclesiastica la smettesse di fornire, con le sue precise ed inequivocabili indicazioni di contenuto, quegli orientamenti di fondo sui temi «forti» ed essenziali come la vita, la famiglia, la scuola libera, la sussidiarietà e la medesima difesa delle radici cristiane. Berlusconi ha dunque ricordato come «nel centrosinistra vogliono eliminare la religione dalle scuole, togliere il crocifisso dalle aule e cancellare l'8 per mille ed il Concordato tra lo Stato italiano ed il Vaticano. Non credo che coscientemente un credente possa dare il suo voto ed il suo appoggio a chi manifesta queste intenzioni contro la Chiesa».

Il presidente del Consiglio ha poi collocato al centro del suo discorso la difesa della famiglia naturale: «La sinistra, con i progetti che ha in testa, non ha una considerazione per la famiglia che per noi è sacra e fondata sul matrimonio tra l'uomo e la donna. Per tutte le convivenze diverse dal matrimonio sono sufficienti le norme previste nel Codice Civile». Dunque, niente Pacs, ha assicurato; in tali casi «non si può parlare di matrimonio perché la famiglia naturale è una sola e va preservata, in quanto nucleo fondamentale della nostra società, come stabilito dalla nostra Costituzione». Il premier ha anche precisato come un'autentica e reale promozione della famiglia passi pure attraverso scelte politico-legislative quali l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, giustamente interpretata alla stregua di una proposta «a misura di famiglia», dal momento che - ha ribadito - «solo tutelando l'87% degli italiani, che è proprietario di una casa, si difende anche la famiglia».

Il leader di Forza Italia, inoltre, ha affermato che «gli interventi fatti di questi ultimi tempi (dal cardinal Ruini e da Papa Ratzinger, ndr) non sono stati delle incursioni dello Chiesa nello Stato, ma semmai una difesa della religione e della Chiesa dalle incursioni dello Stato». Occorre, a tal riguardo, far riferimento alla difesa dal tentativo palese di molte Regioni rosse di approntare misure e promulgare leggi regionali che vanno nella direzione dei Pacs, ossia dell'equiparazione sostanziale tra famiglia tradizionale e coppie di fatto omo ed eterosessuali. Una volta poste in essere a livello locale, l'obiettivo della sinistra è quello di trasformale in legge dello Stato.

Se votassero per questa sinistra, i cattolici entrerebbero in contraddizione con se stessi. La sinistra, infatti, sta abbracciando sempre più un modello di riferimento di stampo radical-socialista, laicista e relativista. Forza Italia e la Casa delle Libertà, al contrario, fanno della difesa, promozione e garanzia di un umanesimo laico e cristiano e della nostra civiltà occidentale un caposaldo della loro politica.

! Mario Secomandi
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