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La forza di Berlusconi

di Gianni Baget Bozzo - 12 aprile 2006

La conferenza stampa tenuta ieri da Berlusconi ha ruotato attorno a due pilastri: il primo è la convinzione che la manipolazione elettorale faccia parte della cultura della sinistra in forme innocenti e semplici ma reali, dovute alla potenza organizzativa della sinistra in materia di presidenze di seggio, di scrutatori e di rappresentanti di lista. Non è detto che con questa via si ottenga molto, ma essa serve a mantenere la contestazione del risultato elettorale e a porre quindi il problema della sua legittimità. E' un aspetto radicale della linea berlusconiana che viene così messo in luce. Il secondo elemento della conferenza stampa è quasi opposto al primo: è l'indicazione che sarebbe possibile un clima di collaborazione e non di scontro così radicale tra i due schieramenti. Ma certo anche qui Berlusconi non poteva illudersi sul fatto che la risposta di Prodi fosse positiva.

Berlusconi si sente rappresentante, questa volta, di un blocco sociale e culturale opposto a quello della sinistra, un blocco raccolto attorno alla difesa della proprietà diffusa in Italia, dalla casa alle rendite finanziarie. Berlusconi introduce così nel nostro Paese lo schema anglosassone per cui la proprietà privata è un valore e un diritto, un'espansione della persona. Il radicamento del voto a Forza Italia nelle regioni del Nord indica chiaramente che è in questo aspetto che si situa la ragione culturale e politica della scelta del leader. Durante tutta la campagna elettorale la sinistra ha ripetuto che Berlusconi faceva sognare, che era «irreale». E' risultato invece che egli sia il rappresentante di interessi sociali diffusi: e non è un caso che, scandalizzando il partito intellettuale, Berlusconi abbia posto la difesa degli interessi materiali a fondamento della scelta politica.

Il secondo Berlusconi che è apparso in queste elezioni, dunque, è il costruttore di un blocco sociale opposto al mito dell'assistenza di Stato come garanzia del benessere dei cittadini. Per questo il secondo Berlusconi non ha vinto le elezioni per un piccolo incidente tecnico, ma ha mostrato che la sua forza in Italia non è un sogno, ma una realtà che esprime una società in cui esiste la proprietà diffusa, una società occidentale.

! Gianni Baget Bozzo
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