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Ambiente: la sinistra è il problema, non la soluzione

di Giovanni Calabresi - 10 maggio 2006

Viene da chiedersi come si muoverà il nuovo governo alla luce di come si è comportata l'opposizione durante i cinque anni di Governo Berlusconi; e la curiosità è forte, soprattutto per ciò che attiene alla politica ambientale. Crisi energetica, smaltimento dei rifiuti convenzionali e nucleari, rispetto dei parametri stabiliti dal Protocollo di Kyoto e diminuzione delle emissioni inquinanti. Queste le emergenze affrontabili in due modi; o con spirito di apertura e sguardo rivolto al futuro, oppure con i soliti catastrofismi e la solita demagogia. I black out energetici di circa tre anni fa, che hanno messo al buio città intere; il taglio di quest'inverno alla forniture di gas proveniente dalla Russia; le lungaggini e gli intoppi che caratterizzano l'emergenza «smaltimento rifiuti radioattivi» e convenzionali sono tutte situazioni frutto della cultura miope di una sinistra che non vuole il progresso tecnologico né, tantomeno, lo sviluppo economico.

All'indomani del black out elettrico nel 2003, il Governo varò il Decreto Marzano detto «sblocca centrali», mettendo in attività più di quaranta nuove centrali elettriche, per supportare il fabbisogno di energia; il tutto con una violenta alzata di scudi da parte della sinistra. Per mesi abbiamo avuto paura di prendere l'ascensore e di rimanervi chiusi dentro a causa di possibili nuovi black out e questo perché i governi precedenti avevano tagliato le centrali per demagogia.

Ebbene, ora siamo davvero curiosi di vedere cosa farà il nuovo Ulivo prodiano; se veramente investirà massicciamente su energia integrativa/alternativa e sul carbone pulito, dato che di tornare al nucleare la nuova maggioranza proprio non vuole sentir parlare, almeno nelle sue frange più integraliste. Per il fabbisogno di gas, poi, deciderà di dare il via alla realizzazione di nuovi rigassificatori, oppure farà finta di niente, sperando che le forniture dall'estero non verranno più tagliate in futuro? E, a questo proposito, è anche lecito chiedersi se l'Unione avvierà nuove partnership internazionali per la fornitura di energia, oppure nasconderà la testa sotto la sabbia, prigioniera delle lobby ambientaliste, troppo occupate a fare propaganda e poco a trovare soluzioni concrete.

Infine, sul problema dello smaltimento del nucleare, è stato appena chiuso un accordo con la Francia per il riprocessamento e la vetrificazione di combustibile italiano, nonchè per il mantenimento del materiale vetrificato ed il suo stoccaggio temporaneo per più di 20 anni su territorio francese. In pratica, dato che non è stato possibile risolvere, per i troppi impedimenti, il problema «chez nous», ebbene, abbiamo dovuto stringere accordi internazionali per il problem solving fuori dai nostri confini. Naturalmente, però, si tratta di una soluzione «a tempo». Questo perché i comitati spontanei, strumentalizzati dagli ambientalisti di casa nostra, hanno impedito la realizzazione di nuovi depositi di seconda categoria, nonché del deposito unico per le scorie di terza categoria. Il centrodestra ha così tolto le castagne dal fuoco ad una sinistra che, possiamo starne sicuri - non troverà «soluzioni nostrane», per lo smaltimento delle scorie e per il trattamento del combustibile nucleare. E dire che, all'estero, gli impianti per il riprocessamento ed il trattamento del combustibile rappresentano fonti di sviluppo ormai irrinunciabili per le nazioni che li ospitano.

Per ciò che riguarda, poi, i rifiuti solidi urbani, tutti abbiamo ancora davanti agli occhi le montagne di rifiuti accumulate nel «napoletano»; il tutto, perché le amministrazioni «centrosinistrorse» e gli ambientalisti campani hanno impedito con manifestazioni popolari la realizzazione di termovalorizzatori di nuova generazione per la soluzione definitiva del problema e ci risulta difficile da credere che sarà proprio l'Unione a trovar una via d'uscita al problema. Per il momento, «al via così» con l'esportazione assai costosa di rifiuti all'estero e con l'eventuale creazione di nuove discariche. Intanto, però, le associazioni ambientaliste distribuiscono bandiere blu alle coste più pulite che - caso strano - sono quelle dove insistono amministrazioni di sinistra. Che coincidenza.....

Giovanni Calabresi

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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