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Achtung! In arrivo «elettrosmog» in salsa prodianadi Carlo Cerofolini - 16 maggio 2006 Riguardo al cosiddetto elettrosmog, i cittadini non hanno motivo di allarmarsi in quanto in Italia abbiamo i limiti per le radio frequenze di 6 V/m, che oltre ad essere il più basso di tutto il mondo è circa ben 50 volte inferiore a quello vigente in Europa, dove è 41,25 V/m a 900 MHz (le differenze vanno elevate al quadrato). Siccome poi in realtà, nella maggior parte dei casi, i segnali emessi dalle nostre stazioni radio base per i GSM sono al massimo di 1,5 V/m, la diminuzione supera facilmente quota mille, anche se gli ambientalisti vorrebbero portare questo limite a 0,5 V/m, che è circa 8.600 volte inferiore ai limiti Ue. Per quanto riguarda poi i campi elettromagnetici per la frequenza di 50 Hz (frequenza dell'energia elettrica) - da 100 micro Tesla accettati in Europa - in Italia il limite imposto è di 10 micro Tesla (10 volte inferiore ai limiti Ue), mentre gli ambientalisti vorrebbero portare questo valore a 0,5 micro Tesla o addirittura a 0,3 micro Tesla (ben 200 e 333 volte, rispettivamente, inferiori ai valori europei). E questo è proprio quello che dovrebbe fare il futuro governo dell'Unione, visto che a pag. 148 del loro programma intitolato: Per il bene dell'Italia (sic), dicono chiaramente che torneranno ai valori proposti dal precedente governo di centrosinistra, che sono appunto quelli di cui sopra, e che furono fortunatamente bloccati dall'allora Ministro della Salute Prof. Veronesi, che di salute se ne intende. Tutto questo, senza naturalmente che gli «ambientalisti» si pongano il problema del rapporto costi-benefici derivante da iper (inutili) prudenze in fatto di valori limite per i campi elettromagnetici e non solo. Infatti, varie commissioni internazionali hanno, in definitiva, più volte affermato che l'elettrosmog non esiste. Quindi gli italiani sono - anche se inutilmente e costosamente - già ora super protetti. Come se ciò non bastasse, da studi epidemiologici fatti sull'intera popolazione della Danimarca, si è arrivati ad escludere qualsiasi correlazione fra uso del telefono cellulare e tumori, particolarmente quelli cerebrali. Alla stessa conclusione di non nocività per i campi elettromagnetici si è arrivati anche in Italia, dopo recenti e attenti studi MIUR-CNR-ENEA. Inoltre le ricerche finora effettuate attestano che i disturbi accusati dalle persone, attribuiti al cosiddetto elettrosmog, sono di natura psicosomatica. Per di più il Karolinska Institute, che è un ospedale situato al centro di Stoccolma (Svezia), ha proprio sul tetto un'antenna di una stazione radio base, senza che ciò provochi problemi. Prendendo spunto anche da questo fatto, si può tranquillamente affermare che se molte pubbliche amministrazioni - anziché cavalcare la tigre della protesta e della paura non giustificata dei vari comitati - avessero meglio informato i cittadini, oggi avremmo persone più tranquille e soldi spesi meglio, anziché in assurde campagne di misura dei campi elettromagnetici, in settori strategici dove sicuramente è possibile aumentare la qualità e durata della vita delle persone stesse. Infine, i benefici di un intervento legislativo restrittivo, come quello previsto dal programma prodiano, per limitare drasticamente i valori dei campi elettromagnetici risiedono nella possibilità (non probabilità) di ridurre un solo caso di leucemia l'anno, mentre i costi si aggirano sui 50 miliardi di euro (circa 100.000 miliardi di Lire) in Italia. A questo punto, per concludere, è bene evidenziare come con questa cifra, se investita e frazionata in dieci miliardi di euro l'anno per cinque anni in uno solo dei seguenti settori, a scelta, si otterrebbe quanto segue:
Il che non è poca cosa. E invece molto probabilmente non sarà così, perché gli sconfitti dalla storia e dalla realtà si vorranno prendere la rivincita, costi quel che costi, con la profezia, terrorizzando i cittadini, che non si rendono conto che molti «ecologisti» - grazie anche a certa stampa e Tv orientati e ad una politica ambientale fatta non sufficientemente incisiva - sono in realtà attivisti politici che usano il catastrofismo ambientalista per affermare la lotta di classe e l'antiglobalizzazione, applicando regole e principi, compreso quello di precauzione, in maniera volutamente distorta o errata.
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Ragionpolitica, periodico on line n.161 del 15/5/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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