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Profilo di Wilhelm Röpkedi Fabrizio Gualco - 1 giugno 2000
Come molti (fra tutti ricordiamo Karl Popper), negli anni giovanili Röpke abbraccia per un certo periodo l'ideologia socialista, salvo poi pentirsene ed optare per le teorie liberali, e più precisamente per un liberalismo equilibrato, "compassionevole", fortemente connotato da istanze umanistiche fondate sugli insegnamenti essenziali della dottrina sociale della Chiesa, in cui persistente e feconda è la compresenza di termini visti erroneamente come antitetici quali ad esempio profitto e dignità umana, competizione e solidarietà, mercato ed etica. Come scrive Massimo Baldini, «Röpke è stato il teorico di un rinnovamento della tradizione liberale; i suoi studi, infatti, lo hanno portato a riscoprire le radici cristiane del liberalismo, il primato dell'etica sul mercato, i valori, i diritti, ma anche i bisogni della persona» (cfr. la sua Introduzione a Wilhelm Röpke, Umanesimo liberale, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2000). Va infatti precisato che il liberalismo per il quale Röpke spende la sua intelligenza e il suo talento di studioso assume gli inequivocabili tratti di un umanesimo liberale, di per sé lontano da estremismi anarcocapitalistici, dal laissez-faire selvaggio, dall'economicismo privo di scrupoli e principi morali. In tal senso, come si può leggere nelle pagine di Civitas humana. Grundfragen der Gesellschafts und Wirtschaftsreform (trad. it. Civitas humana. I problemi fondamentali di una riforma sociale ed economica, Rizzoli, Milano 1947), per tutta la vita egli porta avanti «una guerra su due fronti, contro i difensori dello status quo di una degenerata economia di mercato e contro i collettivisti di ogni grado e specie». Terminati gli studi universitari (prima a Gottinga, poi a Tubinga), nel 1922 si laurea in Scienze politiche presso l'Università di Marburgo. Due anni dopo inizia ad insegnare sociologia all'università di Jena. Nel periodo 1926 pubblica il saggio Kredit und Konjunktur e si reca per la prima volta negli Stati Uniti. Dal 1928 al 1929 è docente a Graz, città che lascerà l'anno seguente per diventare professore dell'Università di Marburgo. Nel 1933 Hitler sale al potere. Röpke, da sempre avverso all'ideologia nazionalsocialista, abbandona la Germania. L'anno prima aveva dato alle stampe il volume intitolato Krise und Konjunktur. Come lui stesso scrive, «nel mondo ci si adattò tra l'altro al nazionalsocialismo perché lo si considerava un potente baluardo contro il bolscevismo; o per lo meno, paragonato a quello, come un male assai minore. Convinti di questo, ci si lasciò tanto più volentieri persuadere dalla propaganda nazionalsocialista, secondo la quale il colpo di stato del 1933 avrebbe salvato la Germania da una rivoluzione comunista (...) All'inizio, e ancor molto tempo dopo, furono pochi coloro i quali videro che qui si tentava di scacciare un diavolo con l'altro e che la differenza tra collettivismo e totalitarismo rosso e bruno non poteva aver ragione dell'accordo essenziale esistente tra i loro principi strutturali» (Il problema della Germania, Rizzoli, Milano 1946). La via dell'esilio lo conduce in Turchia: qui, fino al 1937, insegna economia all'Università di Istanbul. Nel 1936 esce Crises and Cicles, pubblicato in lingua inglese. La fine dell'esperienza turca coincide con il suo rientro in Europa: proprio nel '37 accetta la direzione dell'Institut des Hautes Etudes Internationales di Ginevra. Il prestigioso incarico gli da modo di arricchire al meglio il suo curriculum professionale ed al contempo gli permette di conoscere e frequentare studiosi importanti come Ludwig von Mises, Hans Kelsen, Guglielmo Ferrero. Il periodo 1942-1945 è particolarmente fecondo per quanto riguarda le sue pubblicazioni, sia in senso qualitativo sia in quello quantitativo. In questi anni Röpke pubblica tre volumi destinati a larga diffusione ed incisiva risonanza: a Die Gesellschaftskrisis der Gegenwart del 1942 (trad. it. La crisi sociale del nostro tempo, Einaudi, Roma 1946) seguono Civitas humana. Grundfragen der Gesellschafts und Wirtschaftsreform del 1944 (trad. it. Civitas humana. I problemi fondamentali di una riforma sociale ed economica, ) e Internationale Ordnung (trad. it. L'ordine internazionale, Rizzoli, Milano 1946) pubblicato nel '45. Insieme a Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek, fonda nel 1947 la Mont Pélèrin Society, nota associazione di studiosi ed intellettuali liberali. Tre anni più tardi, nel 1950, è nominato consulente economico del governo tedesco e pubblica Mass und Mitte. Muore a Ginevra, il 12 febbraio 1966, anno in cui vede le stampe il suo ultimo lavoro, intitolato Fronten der Freiheit. Fabrizio Gualco |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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