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Eclissi di Dio, eclissi dell'uomo

Famiglia e procreazione umana in un documento del Pontificio Consiglio per la Famiglia

di Gianteo Bordero - 7 giugno 2006

Può sembrare duro nei contenuti e apocalittico nei toni il documento vaticano intitolato «Famiglia e procreazione umana», diffuso ieri dalla Santa Sede, ma esso lascia intravedere con chiarezza il grande dramma culturale ed esistenziale del nostro tempo. Il documento lo chiama «eclissi di Dio»: è questo oscuramento, si legge, che sta alla base dei sempre più numerosi attacchi alla vita e alla famiglia, tra cui vengono elencati - tra gli altri - i pacs, la pillola abortiva, la produzione della vita in laboratorio.

Questa «eclissi di Dio» prende la forma di una crisi innanzitutto antropologica, di una «eclissi dell'uomo». Un uomo che, forte dell'immensa potenza messa a sua disposizione dalla tecnologia, si fa unico signore di se stesso, si fa in senso letterale «dominus». Così, il fatto che non venga riconosciuto alcun limite etico alla soddisfazione del proprio desiderio e della propria volontà di potenza - perché di questo infondo si tratta -, è solo una conseguenza di un oscuramento generale di tutto ciò che fuoriesce dall'orizzonte dalla misurabilità e della possibilità di dominio da parte dell'uomo.

Può sembrare un paradosso il fatto che nell'epoca del pensiero debole, con una ragione ormai privata della sua capacità di accostarsi al vero, prenda forma così imponente il tentativo dell'uomo di elevarsi a produttore della vita, di innalzarsi a rivoluzionario demiurgo dello stesso statuto ontologico del reale. Eppure c'è un filo rosso che lega il naufragio della ragione, con conseguente smarrimento della verità e del significato dell'esistenza, e la manipolazione radicale della vita fino alla clonazione. Un filo rosso che ha percorso tutta la modernità e che ha trovato sbocco nel nichilismo filosofico dapprima, divenuto nichilismo di massa poi.

Lo spiega bene, questo passaggio decisivo per comprendere il nostro tempo, Pedro Morandé, decano della Facoltà di Scienze Sociali dell'Università di Santiago del Cile: «C'è una continuità tra il nichilismo filosofico di Nietzsche e il nichilismo massivo diffuso dai mezzi di comunicazione sociale. Come aveva già affermato il filosofo, il paradosso della volontà di potere che respinge qualsiasi giustificazione razionale considerandola un'espressione di debolezza e aspira quindi a essere volontà pura, autonoma, senza sottomissioni di alcun tipo consiste nel fatto di dover accettare che questa volontà si esprima come "volontà del nulla", ossia come capacità di autodistruzione o come manifestazione di indifferenza. Ciò presuppone - prosegue Morandé - che ci si ponga al di sopra del bene e del male, dato che queste due categorie richiedono una giustificazione razionale. La novità offerta dal sistema operativo proposto dalla tecnologia consiste proprio in questa capacità di collocarsi molto al di là del bene e del male, ma non come un atto di ribellione razionale, di denuncia o di smascheramento dei paradossi e delle incoerenze della ragione o della volontà, bensì come trasformazione della giustificazione razionale in una scelta tra alternative indifferenti. Quando non c'è differenza - conclude - fra l'agire in un modo o in un altro, non c'è niente da giustificare o è sufficiente una giustificazione di circostanza o di opportunità immediata» [P.Morandé, Vita e persona nella postmodernità, in A. Scola (a cura di), Quale vita? La bioetica in questione, Mondadori, Milano 1998, pp. 132-133)].

Sotto le mentite spoglie della volontà forte - quella che sorregge i tentativi di riproduzione tecnica della vita e di manipolazione genetica - si nasconde dunque una «volontà del nulla» conseguente alla rinuncia ad ogni verità stabile e definitiva, ad ogni dimensione che trascenda i limiti meccanici e materiali della natura umana. E così, dalle sponde sabbiose del nulla, dell'assenza di significato esistenziale e morale, si alza il polverone delle nuove battaglie per i pacs, i matrimoni omosessuali, la pillola abortiva, la fecondazione senza limiti e senza regole. L'immagine che emerge dal documento del Pontificio Consiglio per la Famiglia è quella di un contesto in cui l'uomo è tutto ripiegato su se stesso e chiuso alla dimensione del «tu» (dono di sé, famiglia, procreazione).

Senza Dio, amava ripetere Giovanni Paolo II, l'uomo rimane incomprensibile a se stesso. E così, assieme a Dio, non si sono eclissati soltanto il bene, il male e la verità, ma sembrano essersi eclissati anche l'uomo e la sua autocoscienza. La «morte di Dio», infatti, non può che avere, come corollario diretto, la «morte dell'uomo». Così il documento vaticano mette in luce, in tutta la sua drammaticità, la grande questione del futuro dell'uomo nel tempo in cui le possibilità della tecnologia sembrano, giorno dopo giorno, allargare il dominio dell'uomo su se stesso, sulla natura, sulla vita.

! Gianteo Bordero
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