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Un sì per il cambiamentodi David Consiglio - 12 giugno 2006 Il 25 e 26 giugno ci sono diverse ragioni, tutte valide e convincenti, per votare sì al referendum confermativo della riforma riguardante la seconda parte della Costituzione. In primo luogo perché, in caso di prevalenza del no, varare in futuro riforme costituzionali sarà molto difficile, quasi impossibile. Visto il vasto schieramento di forze conservatrici e contrarie ad ogni ipotesi di rivisitazione della Costituzione presenti nel centrosinistra, la prevalenza del no non farebbe altro che rafforzare questo fronte della conservazione. Oltre a questo motivo, strettamente politico, ve ne sono altri che riguardano il merito della riforma e che concernono questioni più concrete e vicine alle esigenze dei cittadini. Chi scrive è meridionale, quindi non può essere accusato di voler fare gli interessi della parte più ricca del Paese quando esprime il suo favore alla devoluzione di competenze da parte dello Stato alle Regioni che il testo varato nella scorsa legislatura dalla CdL prevede. A fronte dell'assegnazione della competenza esclusiva alle Regioni dell'organizzazione scolastica, sanitaria e della polizia amministrativa locale, infatti, il testo oggetto del referendum attribuisce di nuovo allo Stato la competenza esclusiva su materie importanti e d'interesse strategico nazionale, come i trasporti e l'energia. Si ristabilisce, in questo modo, la situazione precedente la riforma pasticciata del titolo V fatta dal centrosinistra sul finire della XIII legislatura e con solo quattro voti di scarto. Le Regioni del Meridione hanno solo da guadagnarci dalla gestione dello Stato centrale dei trasporti e dell'energia. In questi anni, infatti, gli enti locali hanno dimostrato di non essere in grado di attuare politiche energetiche e dei trasporti utili a rispondere alle esigenze delle imprese e dei cittadini, specie nelle regioni più disagiate del Sud. Gli enti locali hanno usato i loro poteri solo in funzione d'interdizione verso le decisioni dello Stato, creando disservizi e immobilismo. Le vicende dell'Alta Velocità in Piemonte sono, al riguardo, paradigmatiche. Inoltre, se da parte di quasi tutti gli esperti di sanità e dei suoi costi si sostiene che i sistemi sanitari meglio organizzati ed efficienti sono quelli delle Regioni del Nord ( Lombardia in testa), mentre i peggiori sono quelli del Mezzogiorno, perché non provare a cambiare le cose? Hanno qualcosa da perdere le Regioni del Sud? La devoluzione, di certo, in questo caso specifico non potrà aggravare la situazione attuale presente in gran parte delle Regioni meridionali. La riforma del centrodestra non si occupa solo di federalismo (o devoluzione), ma di tanti altri temi importanti. E' prevista l'eliminazione del bicameralismo perfetto e l'istituzione di un Senato Federale, con il conseguente abbreviamento degli iter legislativi e, cosa importante, la riduzione del numero complessivo dei parlamentari. Ora, non ci lamentiamo dei costi esagerati dell'attuale politica? Questa riforma li diminuirà. Atri punti salienti sono: la creazione della figura del premier (eletto) e il rafforzamento del suo ruolo rispetto agli altri ministri, le norme antiribaltone, l'inserimento della clausola che prevede l'interesse nazionale, che permette al governo di bloccare le leggi regionali che contrastano con gli interessi dello Stato, e tanti altri settori che la Costituzione in vigore regola in maniera ormai superata. Certo, alcuni aspetti potrebbero essere ulteriormente migliorati, ma senza dubbio alcuno l'impianto è buono e restituisce all'Italia una Carta più moderna, e in grado di rispondere meglio alle esigenze attuali del nostro Paese. Votare sì significa dare un contributo fattivo al cambiamento. Votare no significa stare dalla parte della conservazione e del cattivo e improduttivo funzionamento della macchina dello Stato. David Consiglio |
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Ragionpolitica, periodico on line n.166 del 19/6/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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