RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
Romano Guardini
Romano Guardini
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Profilo di Romano Guardini

di Fabrizio Gualco - 1 giugno 2000

Romano GuardiniGuardini, uno dei pensatori più importanti del Novecento, attinge dal Cristianesimo energie preziose, che diventano l'humus costante della sua vita e della sue opere. La sua ricerca abbraccia l'ambito della teologia, della filosofia, della letteratura e persino dell'estetica. I suoi scritti hanno come comune denominatore la meditazione del Mistero di Dio e la figura di Gesù Cristo come vera ed unica essenza del Cristianesimo: la teologia di Guardini, parafrasando H. U. von Balthasar, si potrebbe dire che l'opera complessiva di Guardini non è un corpus di studi redatto a "tavolino", bensì "in ginocchio", al cui interno gli intenti storico-filologici tanto cari a studiosi come Bultmann, passano in secondo piano rispetto a quelli mistici, metafisici, morali e pedagogici.

Come scrittore, Guardini adotta uno stile chiaro, dal ritmo per così dire "colloquiale": la parola che egli propone non cade mai nel semplicismo o nell'approssimazione, così come la ricchezza tematica a lui propria mai si impiglia in forme retorica stancante: come pochi, egli possiede il talento di esprimere in forma semplice - e mai riduttiva - le cose più difficili. Usa gli elementi dottrinali con estrema maestria: in tal modo, dalla sua penna, l'argomentazione più circostanziata e precisa sgorga libera e si sviluppa senza alcuna pesantezza. Michele Federico Sciacca, grande estimatore delle tesi guardiniane, nelle pagine de La Chiesa e la civiltà moderna (Milano, Marzorati 1969) lo descrive come «un dotto che non "mostra" la sua dottrina, ma sa scioglierla nella dinamica del pensiero in modo che la frase, densa di contenuto e nello stesso tempo cristallina e scorrevole, ne conservi il sapore senza paludamenti eruditi».

Nato a Verona il 17 febbraio 1885, l'anno seguente - il padre opera nel commercio internazionale -si trasferisce con la famiglia a Magonza. Italiano di nascita ma tedesco di adozione, le sue teorie, la sua visione del mondo e il suo pluridecennale impegno come docente nascono, crescono, convivono in un ambiente anche protestante. Dopo studi ginnasiali, conseguita la maturità classica e consumato un iniziale entusiasmo per le scienze naturali (nel 1903 si iscrive alla facoltà di Chimica dell'università di Tubinga, che abbandona dopo due semestri di studio) l'anno seguente, in autunno, si trasferisce a Monaco per studiare Scienze Politiche.

Il 1905 rappresenta un anno fondamentale nella sua storia personale. Sorge in lui il pressante problema di dare un senso e una direzione concreta alla sua vita. Anche i rapporti interpersonali con gli amici ed i compagni universitari gli indicano, seppur in modo indiretto, che la via corrispondente alla sua personale vocazione deve essere ancora intrapresa. Non senza inquietudine, si riavvicina in modo graduale - ma irreversibile - alla fede cristiana, così come gradualmente, in passato, se ne era allontanato seppur in modo parziale. Una domenica, partecipando alla messa in una chiesa in Oldenburger-Strasse, comprende una volta per sempre che il suo destino vocazionale è di natura ecclesiale e coincide con lo stato sacerdotale.

Hanno inizio così gli studi teologici a Friburgo (1906), a Tubinga (fino al 1908), quindi nel Seminario maggiore di Magonza, dove viene ordinato sacerdote nel maggio 1910. Emergono e prendo forma le prime sue feconde intuizioni teologiche e filosofiche, nonché un profondo interesse per la liturgia nella sua unità salvifica di verità e bellezza, alla quale fu introdotto dall'amico J. Weiger. Nell'agosto 1911 ottiene la cittadinanza tedesca, indispensabile per l'insegnamento nelle scuole ecclesiastiche, e comincia a svolgere i suoi primi incarichi pastorali.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Guardini, a differenza dei suoi famigliari, decide di rimanere in Germania. E' il periodo in cui a Friburgo si laurea in Teologia con una tesi su San Bonaventura L'anno seguente presta servizio come infermiere presso l'ospedale di Magonza. Nel 1919 pubblica un piccolo testo che ha un grande impatto sul mondo ecclesiastico tedesco ed in generale europeo: si tratta di Vom Geist der Liturgie (trad. it. Lo spirito della liturgia, Morcelliana, Brescia 1996) Nello stesso anno fonda, insieme all'amico Richard Knies, la casa editrice Matthias Grünewald, attraverso cui pubblicherà i suoi primi lavori.

La prima metà degli anni Venti coincidono con l'inizio dell'attività di docente universitario: prima come libero docente a Bonn, poi a Berlino, dove l'università locale - ambiente in cui predomina il protestantesimo e il laicismo - lo chiama ad insegnare alla cattedra di Filosofia della religione e Weltanshauung cattolica, istituita appositamente per lui a partire dal 11 aprile 1923. Dalle prime lezioni nasce lo scritto Vom Wesen Katholischer Weltanschauung (trad. it. La visione cattolica del mondo, Morcelliana, Brescia, 1994).

Nel 1925 pubblica Der Gegensatz. Versuche einer Philosophie des Lebendig-Konkreten (trad. it. L'opposizione polare. Saggio di una filosofia del concreto- vivente, in Scritti filosofici, Milano 1964). In questo stesso anno viene nominato a presiedere il Quikborn, l'organizzazione che attraverso la sua azione diretta si trasforma da movimento giovanile in movimento ecclesiale con una spiccata passione culturale unita alla volontà di rinnovamento religioso. C'è da osservare che dai tempi della riforma di Lutero il cattolicesimo in Germania viveva in una condizione di inferiorità.

L'opera di Guardini si inserisce in un contesto spirituale e sociale in cui si respira un senso di disorientamento, un'atmosfera segnata dalla mancanza di un'identità. Il crollo dello stato prussiano ed i problemi sociali e politici del dopoguerra aggravano ulteriormente la situazione ed implicano una risoluzione costruttiva non solo sul piano pratico ma anche dal punto di vista interiore: vi era l'esigenza urgente, ed anzi impellente, di porsi a contatto con i problemi scottanti e potenzialmente pericolosi che gravavano sulle menti e sui cuori della gente, e soprattutto su quelli delle nuove generazioni. Guardini, come nota Franz Heinrich, «quale docente e predicatore universitario gli spetta il merito, unico nel suo genere, di aver dato sostegno spirituale e un solido orientamento di vita, al di là di tutte le delimitazioni confessionali, alle generazioni studentesche postbelliche, che avevano smarrito una mèta per la loro interiorità» (cfr. la sua Premessa, in Etica, Morcelliana, Brescia 2001) In questo contesto, oltre a quello di Guardini, nomi come Przywara, Lippert, Adam diventano noti non solo noti in madrepatria ma oltrepassano i confini della nazione.

Da questo momento in poi, parallelamente ai suoi impegni "pratici", continua i suoi studi e le ricerche improntate allo sviluppo sia del "distintivo" cristiano, raccogliendo materiale sia sulla figura di Gesù Cristo e la Rivelazione cristiana raccogliendo trattazioni di taglio teologico filosofico, pedagogico, antropologico ed etico finalizzate alla delineazione della concezione religiosa dell'uomo e del suo compito nel mondo. In tal contesto è del '29 la pubblicazione di Das Wesen des Christentums (trad It. L'essenza del Cristianesimo, Brescia, Morcelliana 1989): piccolo ma importantissimo saggio teologico in cui Guardini dimostra come l'essenza del Cristianesimo consiste nella persona divinoumana di Cristo stesso, che nella sua unicità storica e nella sue Gloria eterna costituisce la categoria che fonda e definisce l'essere, l'operare nonché la garanzia teorica di tutto ciò che è cristiano: «Il Cristianesimo non è una teoria della verità o una interpretazione della vita. Esso è anche questo, ma non in questo consiste il suo nucleo essenziale. Questo è costituito da Gesù di Nazareth, dalla sua concreta esistenza, dalla sua opera, dal suo destino».

Dal 1935 al 1939 pubblica importanti lavori monografici ed ermeneutici su pensatori come Pascal Agostino e Dostojevskij (cfr. Pascal, Morcelliana, Brescia 1980 e Pensatori religiosi, Morcelliana, Brescia), . Inoltre raccoglie in volume quattro anni di meditazioni tenute alla Messa domenicale per gli studenti universitari con il titolo Der Herr (trad. it. Il Signore. Riflessioni sulla persona e la vita di Gesù Cristo, Vita e Pensiero, Milano 1943): opera che, insieme al saggio sul poeta Hölderlin, che il teologo considerarla la sua più cara.

Con l'inizio della seconda guerra mondiale la cattedra berlinese di Guardini viene soppressa. Guardini è posto in congedo. Dopo due anni gli si proibirà addirittura di parlare in pubblico. La sua situazione in città ed i suoi rapporti con l'autoritarismo nazista si fanno sempre più problematici, così dal 43 al 45 Guardini è costretto a lasciare Berlino alla volta di un piccolo villaggio situato nel'Allgäu svevo. Questo ritiro forzato dall'insegnamento e dalla vita ecclesiale e culturale berlinese coincide con un periodo di sostanziale solitudine, in cui redige note e appunti autobiografici che verranno pubblicati postumi (cfr. Appunti per un'autobiografia, Morcelliana, Brescia 1986). Terminata la guerra viene reintegrato nell'insegnamento universitario all'Università di Tubinga, che lascia dopo tre anni per l'università di Monaco di Baviera.

Negli anni cinquanta ottiene il Premio per la Pace istituito dai librai tedeschi a Francoforte, e pubblica testi importanti come Das Ende der Neuzeit e Die Macht del '51 (cfr. La fine dell'epoca moderna. Il potere, Morcelliana, Brescia 1993). Nel 1956 Verona gli conferisce la cittadinanza onoraria.

Nel 1961 viene nominato membro della Commissione liturgica preparatoria del Concilio Vaticano II. L'anno seguente il principe Bernardo d'Olanda gli conferisce il premio Erasmo. I proventi economici che derivano da tale riconoscimento vengono da Guardini volontariamente devoluti all'Editrice Morcelliana affinché si dia inizio alla stampa dell'Opera Omnia, curata dal Centro Studi Filosofici di Gallarate. Nel 1965 declina l'invito di Paolo Vi che vorrebbe nominarlo Cardinale. Nello stesso anno pubblica il testo di meditazioni sulla realtà ecclesiastica che costituisce una sorta di testamento spirituale: Die Kierke des Hernn («La chiesa del Signore»). Muore l'1 di ottobre del 1968 a Monaco. La salma viene deposta presso la chiesa di San Lorenzo. Nel 1993 viene dato alle stampe il poderoso volume Ethik, Vorlesungen au der Universität München (trad. it. Etica, Morcelliana, Brescia 2001). Questo libro raccoglie le lezioni tenute da Guardini all'università di Monaco dal 1950 al 1962, anno finale dell'attività di Guardini come docente universitario.

Fabrizio Gualco

Gli ultimi commenti
leggi tutti i commenti (9)
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata