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numero 280
6 marzo 2008
 
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I vecchi errori dei nuovi clericali di ritorno

di Raffaele Iannuzzi - 14 giugno 2006

Michele Brambilla sbaglia, nel suo articolo intitolato «Le ingerenze che piacciono alla sinistra», pubblicato su Libero del 13 giugno. Diamanti non dice che la Chiesa è il nemico del neo-progressissmo italiano (o italiota? Dunque, sempre passatista e reazionario?), dice invece una cosa molto più interessante: la Chiesa entra in battaglia contro il fronte laicista e lo fa direttamente, come un soggetto dichiaratamente politico. Non solo. La Chiesa dimostra di saperla fare, la politica, perché interviene direttamente - sottolineo: direttamente, cioè senza più mediatori politici e partitici esterni - sui temi etici e fa bio-politicamente la sua parte. Una novità storica, culturale ed epocale direi, di tutto rispetto. Cambia completamente lo scenario politico. Se poi, aggiungo, secondo Diamanti, la Chiesa è all'opposizione in quanto posizionata a destra, ciò non fa problema, perché, a destra come a sinistra, l'importante è che essa riesca a sparigliare i giochi politici.

Non riesco francamente a digerire il passatismo reazionario di certe letture di destra, come quelle di Brambilla, che non riescono a vedere oltre il proprio naso «confessionale». Mannheimer sul Corriere della Sera mostra a chiare lettere sondaggi che dichiarano oggettivamente l'apprezzamento dell'interventismo della Chiesa da parte della gente. E tutto ciò mentre si consuma, secondo i soliti apocalittici e sotto sotto nichilisti catto-reazionari, la disgregazione della fede cattolica, della Chiesa e di ogni memoria cristiana, in Europa e in Occidente. Italia assolutamente inclusa. Lo scrisse anni fa monsignor Maggiolini: la cristianità è finita. Ma se andiamo a leggere le pezze d'appoggio a queste tesi, sempre le solite (frequenza alla Messa domenicale, preghiera, cultura cristiana diffusa, etc.), scadiamo nel trito sociologismo d'accatto, questo è il dato. Di fine del cristianesimo si parla dalla fondazione del cristianesimo. Le prime cose che ho letto in seminario raccontavano la prossima fine del cristianesimo. Data di pubblicazione: anni Quaranta - 1948, se non vado errato. Mi spiego? Dunque, finiamola con questa tiritera trita e ritrita e guardiamo la realtà con occhi nuovi.

Il fatto che gente di sinistra dichiari centrale l'interventismo della Chiesa è una novità importante da non trascurare. Vuol dire una cosa, innanzitutto: la destra attenta alla fede cristiana e alla civiltà generata da duemila anni di cristianesimo è in vantaggio. Punto e a capo. Cioè, siamo di fronte ad un dato politico e culturale spiazzante per la sinistra, la quale, infatti, arranca e non ce la fa a tenere il passo né della Chiesa, né della destra che segue la Chiesa. E non vi sembra, cari amici di Libero, una novità di grande peso?

Infine, last but not least, vi è qui un elemento - per così dire - di metodo tutt'altro che trascurabile: la Chiesa soggetto politico che entra in competizione, libera come si conviene in una società aperta, con le altre grandi agenzie politiche ed educative. Della serie: chi ha più filo, tesserà. Ho già scritto che Ruini, insieme a Benedetto XVI, sono i più grandi laici cristiani viventi. E con questa novità esaltante e produttiva, tanto per gli agnostici quanto per i credenti, lo stanno ancora dimostrando. Se mai ve ne fosse stato bisogno. E non ve ne era affatto.

! Raffaele Iannuzzi
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