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I Verdi dicono no al nucleare, sì allo spoil systemdi Gianni Lombardo - 15 giugno 2006 Dopo l'operazione Slovenske Elektrarne ed Epr, Enel punta alla Romania e, per la precisione, alla partecipazione alla gara d'appalto per aggiudicarsi la realizzazione dei due reattori nucleari della centrale di Cernadova. Lo ha annunciato l'Amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti ed è stata subito guerra. Una guerra scontata, quella con il Gruppo dei Verdi alla Camera. Angelo Monelli, capogruppo del partito di Pecoraro Scanio a Monte Citorio ha dichiarato subito guerra alla strategia Enel, in nome del rispetto delle indicazioni uscite dal referendum antinucleare del 1987. Proprio quel referendum che ha compromesso lo sviluppo energetico italiano nel settore nucleare, in nome del catastrofismo e della demagogia. E dire che l'investimento di Cernadova ammonterebbe a circa 50 milioni di euro, il che significherebbe crescita industriale, ma anche impiego di nuovo know how nel settore ingegneristico nucleare italiano. Dobbiamo ricordare, infatti, che il settore dell'ingegneria nucleare italiana ha subìto una battuta d'arresto dopo il «niet politico» al nucleare. Adesso, cambierebbe il vento, dato che Enel ha già annunciato, dopo il lancio dell'operazione Epr in Francia (la realizzazione del reattore di ultima generazione a sicurezza intrinseca) l'assunzione di nuove forze giovani e preparate da formare in Slovacchia e da trasferire, in un secondo tempo, in Normandia. Quindi, lo stop ambientalista, al quale si aggiunge quello di Giuseppe Onufrio, responsabile campagne di Greenpeace Italia, assume le caratteristiche di un «no» a nuove assunzioni, a nuovo sviluppo. In sintesi, il blocco ulteriore del futuro. Intanto, i Verdi, sono impegnati in un'azione di spoil system sotterraneo al Ministero dell'Ambiente, dove una trentina di dipendenti del Gabinetto dell'ex Ministro Altero Matteoli e dell'ufficcio legislativo stanno per essere messi a disposizione della Direzione personale forse perché non più graditi in quei ruoli. E proprio quella sinistra che si nutre di sindacalismo - purchè schierato - non ascolta i sindacati che portano avanti le istanze di lavoratori che hanno fatto finora il loro dovere, muniti di un curriculum vitae di tutto rispetto. Ed il motivo dello spoil system? Non sarà mica l'arrivo di personale «verde» da strutturare negli uffici di diretta collaborazione del Ministro? A pensar male si fa peccato, ma solitamente ci si azzecca, come diceva qualcuno. Allo stesso modo, il leader dei Verdi, neo Ministro dell'Ambiente, ha annunciato in aula della Commissione Ambiente al Senato, la nuova linea d'azione del Governo nel settore di sua competenza e, in sintesi, della Legge delega in materia ambientale sulla quale si costituirà una task force di sua fiducia, per «smontarla a dovere». Ma, nei corridoi ministeriali si parla anche di una volontà politica di portare attacchi frontali ad APAT (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici), alla CTS (Commissione Tecnico-Scientifica del Ministero) e a Sogin (Società per la gestione degli Impianti nucleari). Ma di questo cosa ne penserà Pierluigi Bersani, Ministro dello Sviluppo Economico e padre fondatore, nel 1999, durante il Governo D'Alema, proprio di Sogin Spa? Gianni Lombardo |
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Ragionpolitica, periodico on line n.165 del 12/6/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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