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Votare sì per entrare nel XXI secolodi Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 15 giugno 2006 È singolare che non si comprenda il valore liberale della riforma costituzionale elaborata dal centrodestra. La Costituzione italiana è stata, nella parte che riguarda la concezione della Repubblica e i diritti fondamentali, elaborata dai comunisti togliattiani e dai cattolici di sinistra. I cattolici di sinistra che si impegnarono nella prima parte della Costituzione (Dossetti, Fanfani, La Pira, Moro) erano tutti influenzati dalla lettura anti-capitalistica del fascismo: e non a caso essi venivano dall'Università Cattolica di Milano, diretta da una personalità come Agostino Gemelli, sensibile alla collaborazione con il fascismo al governo. Il pensiero politico del gruppo fu influenzato dalla lettura della crisi del '29 come crisi del capitalismo e come necessità dell'intervento pubblico a garanzia della giustizia nella società e dello stesso sviluppo dell'economia. Tutti i redattori della prima parte della Costituzione furono figure determinanti della sinistra democristiana e della tesi secondo cui l'intervento pubblico e la proprietà pubblica dell'industria fossero i fondamenti della concezione dello Stato conforme alla dottrina sociale cristiana letta in chiave anti-capitalista. Così, curiosamente, l'influenza cattolica sulla Costituzione va letta nello spirito e nella lettera anti-capitalistica del fascismo e quindi in una chiave di sinistra. Il ruolo del fascismo per impedire che la concezione cattolico-liberale di Sturzo e del movimento cattolico prima del fascismo prevalesse fu determinante. Nella seconda parte della Costituzione si affermò una concezione di parlamentarismo puro, con tendenza al regime assembleare che era allora nell'aria e che aveva segnato il processo analogo della Costituzione francese. Ne venne che il criterio politico che reggeva la dinamica delle istituzioni fu quello della delega del corpo elettorale ai partiti, a cui veniva affidata - in concreto - la gestione delle istituzioni. E i partiti antifascisti divennero il criterio politico della tenuta costituzionale e degli equilibri di governo. La Costituzione italiana è figlia del Novecento: non a caso la chiave interpretativa fondamentale della sua lettura fu data dal più colto e coerente dei partiti anti-fascisti, il Partito Comunista, che fece del consenso dei partiti il criterio della legittimità delle istituzioni, oltre la stessa differenza tra maggioranza e opposizione. Il consenso dei comunisti divenne così fondamentale per garantire la legittimità degli stessi atti di governo: e ciò che poteva apparire difforme da esso era considerato come criminale, come forma di «doppio Stato» legato al golpismo e alla mafia. La riforma costituzionale del centrodestra supera il concetto della Costituzione come forma della democrazia e pone la democrazia e la nazione, nel primato della libertà, come forma politica dello Stato. Appare così, in questa concezione, il pensiero cattolico-liberale dell'antecedenza della società e della nazione sullo Stato: a un tempo come fondamento e come limite di esso. Il processo politico che ha dato forma alla nuova Costituzione trae, non a caso, fondamento da quel movimento leghista che ripropose, sia pure in forma secessionista, l'antecedenza della società e della libertà rispetto allo Stato. La Casa delle Libertà ha fatto di questo principio la forma della politica e della stessa riforma costituzionale. E' mancata al centrodestra una piena comprensione della novità cattolica e liberale della sua riforma: questo spiega il fatto che essa non sia pienamente intesa nel suo significato e nel suo valore liberale. Essa rappresenta l'uscita dell'Italia dal Novecento: e ciò vale anche se la linea della restaurazione partitocratica dovesse prevalere. Perché la riforma è iscritta nella realtà del Paese.
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Ragionpolitica, periodico on line n.166 del 19/6/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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