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Perché la legge delega turba i sonni degli ambientalisti?di Giovanni Calabresi - 28 giugno 2006 Aspettava solamente un cavillo ed è arrivato puntuale. Il Ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio ha scoperto con enorme gioia che i decreti attuativi delle Legge delega in materia ambientale, meglio conosciuta come Codice Ambientale, varato dal Governo Berlusconi, non sono passati al vaglio della Corte dei Conti e - conoscendo il leader dei Verdi - probabilmente, ormai, nemmeno ci passeranno. Così, sulla Gazzetta Ufficiale n.146, Pecoraro Scanio ha chiamato il «pari indietro tutta», con somma soddisfazione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, che già avevano lanciato l'early warning sul provvedimento del centrodestra, il quale, secondo loro, minacciava le piccole e medie imprese; il come, sinceramente ci sfugge, data la strenua difesa della legge da parte di Confindustria. E proprio Confindustria che è «bella e santa» quando, eterodiretta, si alza contro il centrodestra con i suoi vari Della Valle e company, diventa poi temibile avversaria quando difende una legge, come la delega ambientale, che è assolutamente necessaria per la modernizzazione del Paese, soprattutto in materia di risorse idriche e di rifiuti. Pecoraro Scanio proprio non crede ai suoi occhi; un cavillo gli permette di dare lo stop all'odiato provvedimento e di avere dalla propria parte tutto lo stuolo di Regioni controllate dalla sinistra. Non solo; lo stesso cavillo lo mette nelle condizioni anche di rinegoziare la «questione ambiente» con Confindustria, da un punto di forza. Poco importa che la Campania stia per essere sommersa nuovamente dai rifiuti e che si tardi a dare una soluzione strategica al problema idrico in un Paese, come il nostro, a rischio siccità e criminalità organizzata. E poco importa che energia ed ambiente debbano andare di pari passo se si vuole dare una risposta sistemica ai problemi italiani. Per non parlare della contraddizione politica che alberga nel centrosinistra. Da una parte l'Unione ed i suoi alleati danno un colpo decisivo alla devolution ed al federalismo compiuto; dall'altra, colpiscono la legge delega in materia ambientale che attribuisce - o, meglio, attribuiva - al Governo la ridefinizione delle politiche ambientali accentrando sullo Stato la soluzione del problema. Un controsenso: no al federalismo, ma sì alla devoluzione alle Regioni della soluzione delle questioni ambientali. Ci vorrebbe un buon psicologo...; siamo di fronte ad un raro caso di schizofrenia politica. La ragione di questo, però, è chiara. Per la sinistra l'ambiente deve rimanere questione frammentata sul piano territoriale, in quanto è opportuno che si occupino del tema tutte quelle associazioni satelliti e portatrici di acqua alla sua causa. Il tutto perché tali associazioni ambientaliste significano giro di affari, finanziamenti da parte dello Stato centrale, incarichi vari. Infatti proprio in questi giorni va in discussione in commissione ambiente della camera la questione del finanziamento statale - gentilmente elargito dal Ministero dell'Ambiente - alle associazioni ambientaliste, ma di conflitto di interessi nessuno parla. Come ebbi a scrivere già a suo tempo, il meccanismo è contorto: le associazioni prendono i soldi dal Ministero dell'Ambiente, poi entrano di diritto nella gestione delle Aree protette a vario titolo - Commissioni di riserva, enti gestori, ecc. - e, come se non bastasse, esprimono loro sodali all'interno delle segreterie tecniche del Ministero. Quindi, sono loro a chiedere finanziamenti e a elargirli a sé stessi. Evviva... Il tutto grazie al sistema normativo varato proprio da lorsignori nei primi anni '90, subito dopo la costituzione del Ministero dell'Ambiente che risale alla fine degli anni '80. Ecco perché la Legge delega turba i sonni di chi fa parte dell'ingranaggio. Non vi pare? Giovanni Calabresi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.167 del 26/6/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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