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Opposizione calpestata

di Gianteo Bordero - 28 giugno 2006

Hanno passato la legislatura appena conclusa accusando Berlusconi, il suo governo e la Casa delle Libertà di avere in spregio il Parlamento e la democrazia parlamentare. Hanno detto, scritto, urlato ai quattro venti che il Cavaliere e i suoi, in barba ad ogni rispetto del sistema istituzionale italiano, usavano le Camere come uno stuoino delle volontà del governo. Hanno gridato, a più riprese, al tacito golpe macchinato dall'esecutivo nei confronti del legislativo. Bene.

Oggi che sono diventati maggioranza, che questa sgangherata, divisa ma arrogante sinistra è divenuta maggioranza parlamentare nel modo in cui tutti sappiamo, ci si poteva aspettare che avrebbero dimostrato coi fatti il loro dichiarato amore - sventolato come un sacro vessillo nel corso dell'ultima campagna referendaria - per la Repubblica e per le istituzioni. Ma così non è stato. Già le avvisaglie non erano state delle migliori: hanno chiuso la porta in faccia a chi, dopo le elezioni del 9 e 10 di aprile, dati alla mano suggeriva l'ipotesi di un ragionevole accordo tra le parti in causa su due o tre cose da fare insieme per poi tornare alle urne. Poi sono andati avanti con la famelica occupazione di tutto l'occupabile e, soprattutto, con la manifesta volontà di mettere la sordina all'opposizione e a quella parte di elettorato che essa rappresenta - la metà degli italiani. Non contenti, ma divenuti nel frattempo consapevoli del fatto che non si governa senza i numeri e che l'unica cosa che possono fare sic rebus stantibus è tirare a campare, hanno pensato dapprima di iniziare a ridurre le convocazioni delle due aule parlamentari, poi si sono inventati il «mese corto» su proposta del presidente di Montecitorio Bertinotti.

Infine, tra ieri e oggi, hanno tolto la maschera e hanno mostrato il loro vero volto - roba che fa impallidire in un sol colpo i presunti schiaffi autoritari del governo berlusconiano nei confronti delle Camere. Cosa è accaduto lo spiega il senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti questa mattina su Il Giornale. Il governo manda al Senato due decreti (uno è il cosiddetto «milleproroghe», l'altro quello riguardante lo spacchettamento dei ministeri) e pone la questione di fiducia. L'opposizione, come da regolamento, «ha diritto di chiedere, prima della fiducia, la discussione e la votazione della pregiudiziale di costituzionalità. È un diritto e serve per costringere la maggioranza a dimostrare che ha i numeri». Ma il presidente dell'aula di palazzo Madama, Franco Marini, «ha impedito che si votasse la pregiudiziale, abrogando una prerogativa della minoranza... Se tutti i governi hanno fatto ricorso al voto di fiducia per cavarsi dai guai, nessun governo o maggioranza ha mai osato ignorare la pregiudiziale. Ieri è avvenuto lo strappo». Stamattina, poi, dopo che il governo aveva ottenuto la fiducia sul «milleproroghe» (con due soli voti in più rispetto al quorum), Marini ha impedito al senatore azzurro Schifani di intervenire sull'ordine dei lavori, dando invece la parola al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, che avrebbe dovuto annunciare la richiesta della fiducia anche per il secondo decreto. Caos in aula. Seduta sospesa.

Ma con la seduta è sospeso anche, come hanno osservato i senatori di Forza Italia, il corretto e democratico funzionamento del Parlamento e, soprattutto, sono sospesi di fatto i diritti - persino quelli minimi - dell'opposizione. Che a portare avanti questa operazione sia proprio il sedicente «moderato» Franco Marini, che nel suo discorso di insediamento si era riempito la bocca di «dialogo», «confronto», «rispetto reciproco», la dice lunga su quello che è il reale quadro che si presenta agli occhi degli osservatori della politica: un governo tanto debole quanto arrogante in tutte le sue componenti, pronto a qualsiasi cosa pur di non fare i conti con la sua debolezza, con le sue contraddizioni, con la sua impossibilità a svolgere concretamente un qualsivoglia programma, se non - come abbiamo detto - quello del tirare a campare, rimanendo attaccati come patelle allo scoglio del potere.

! Gianteo Bordero
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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