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Sandro Bondi Laici e credenti: una fede comuneLa sfida della ragione e la cultura della vitarecensione di Mario Secomandi - 13 luglio 2006 La vera ed alta politica, supportata da validi e seri riferimenti e paradigmi filosofici, culturali e religiosi, non può esimersi dall'analisi e dalla presa in carico di questioni che assumono connotati così decisivi ed essenziali per l'uomo e per la società del XXI secolo, come, su tutto, l'impostazione di una giusta e sana laicità dello Stato. Ciò non fa che intrecciarsi con i capisaldi attorno cui ruota la migliore tradizione della civiltà occidentale, imperniata sul connubio fra fede cristiana e retta ragione laica. Ciò significa che la centralità della persona umana, il rispetto e la promozione della sua inviolabile dignità, la valorizzazione della famiglia e dei corpi intermedi e loro antecedenza rispetto agli organismi statali, la difesa della vita sin dal concepimento, un progresso scientifico e tecnologico a servizio dell'essere umano, istituzioni democratiche e liberali che sappiano valorizzare i meriti ma siano ad un tempo attente ai bisogni di chi è rimasto indietro, sono gli elementi che costituiscono l'architrave su cui deve poggiare la politica italiana, ma anche europea ed occidentale tout court. Sandro Bondi, nel suo nuovo libro Laici e credenti: una fede comune. La sfida della ragione e la cultura della vita, ha bene sottolineato, con acume e lucidità d'analisi, come la vera laicità non possa che affondare le sue radici in fondamenti pre-politici, a partire dall'affermazione della verità della dignità dell'uomo e della persona. Tale proposizione è tutt'altro che scontata e banale: basti pensare alle tragedie subite da milioni e milioni di persone nel secolo scorso durante l'espansione dei regimi totalitari nazista e comunista. Quando accade che chi prende in mano le redini del potere non crede e non ha come propria stella polare il primato della persona umana e della sua insopprimibile dignità - ciò che è inscritto dal Creatore nella coscienza, nella ragione e nel cuore di ogni uomo - ci si allontana dal diritto naturale per andare invece nella direzione dello Stato totalitario, in cui è prassi il fatto che il detentore del potere politico ponga in essere atti che hanno come presupposto la centralità non della persona, ma dello Stato, del Partito, della Classe o della Razza. Le nuove ideologie che nei tempi attuali dimostano di rappresentare una minaccia alla dignità dell'essere umano, così come alla stessa democrazia e libertà - e dunque, in ultima analisi, alla laicità - sono senz'ombra di dubbio il laicismo integralista e lo scientismo tecnocratico. Il primo vorrebbe relegare le istanze etico-morali e valoriali annunciate dalla Chiesa cattolica (ma che poi sono condivisibili da ciascun uomo dotato di un minimo di buon senso e buona volontà) nella sfera privata ed intimistica, ossia in una sorta di «ghetto della soggettività»; il secondo pretende che tutto ciò che le nuove tecnologie biologiche permettono di fare (ricerca sugli embrioni umani e clonazione, ad esempio) si debba per ciò stesso fare, donde una deriva tecnocratica ed anti-umana della scienza, che è per converso prima di tutto conoscenza ed anche rispetto di una cultura del limite. Per ciò che concerne la situazione politica italiana, una vera e propria battaglia di civiltà e di vera libertà, a tal riguardo, è stata quella che è andata in scena in occasione del referendum sulla fecondazione assistita, in cui ha vinto l'Italia moderata dei credenti e laici non laicisti, e dove le sinistre hanno invece condotto una campagna di stampo relativista, radical-laicista e libertario-edonista per l'abrogazione della legge 40, la quale rappresenta al contrario un ottimo esempio di come si possano e debbano conciliare le esigenze dello sviluppo tecno-scientifico con la difesa della vita sin dal suo stato più debole ed indifeso - quello embrionale. La stessa Europa, poi, specie a livello di istituzioni burocratiche e tecnocratiche comunitarie, pare essere dimentica delle radici che innervano la storia, la cultura, le tradizioni, il costume e l'ethos dei popoli del Vecchio Continente, che sono quelle giudaico-cristiane, oltre che quelle laico-illuministiche e greco-romane. «Solo il cristianesimo ed il liberalismo autentico, che non è né libertarismo, né libertinismo, possono salvare la persona e la nostra civiltà». Così Bondi ha inteso porre l'accento sul fatto che la libertà non possa che poggiare, oltre che sulla responsabilità e la solidarietà, primariamente su una verità etica fondamentale e condivisibile da tutti, credenti e non, che è - come ribadito - il rispetto della vita e della dignità dell'uomo. I valori, su tale scia, sono destinati ad essere posti al centro di una nuova alta politica anti-ideologica ed attenta ed ancorata al reale. Ciò - rammenta ancora Bondi - è possibile se la politica va a connotarsi «al femminile», nel senso che bisognerebbe aver cura e rispetto per la vita umana e la sua dignità così come fa ogni donna quando sente crescere in grambo la vita del suo bambino. Sandro Bondi individua infine nel magistero di Benedetto XVI, di Giovanni Paolo II e di don Giussani un formidabile, possibile ed avvenuto incontro tra fede e ragione, modernità e tradizione, verità e libertà, pienamente sperimentabile da tutti i laici e credenti. Il libro del coordinatore nazionale di Forza Italia può ben costituire, allora, un vero e proprio manifesto politico-culturale per il partito ed anche per tutto il centrodestra. Il testo di Bondi fornisce una chiave di lettura per riacquistare una compiuta dignità dell'essere umano ed affrontare al contempo le maggiori sfide che la civiltà occidentale ha di fronte, dal radical-laicismo scientista (così egemone nella sinistra) al fondamentalismo islamico, passando per l'impasse europea fino all'emergere di nuove superpotenze come la Cina e l'India.
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Ragionpolitica, periodico on line n.168 del 3/7/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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