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La spada dell'Islamdi Gianni Baget Bozzo - 15 luglio 2006 11 settembre, 11 marzo, 11 luglio: il numero 11 indica la cifra di Al Qaeda. Evidentemente Al Qaeda si è inserita nel conflitto del Kashmir come si è inserita in quello iracheno. Non è probabilmente un caso che l'attentato di Bombay sia contestuale all'attacco diretto degli Hezbollah a Israele partendo dal Libano meridionale - in cui essi sono insediati. E questo mentre la guerra irachena è diventata un conflitto tra sunniti e sciiti, il che rende impossibile una soluzione politica del problema iracheno e la fondazione di uno Stato democratico in quel Paese. Se a questo si aggiunge l'attacco iraniano ad Israele, con le dichiarazioni del presidente di Teheran e l'invito agli occidentali di riprendersi gli ebrei in Europa, non si può non pensare al fatto che vi sia un coordinamento in una serie di azioni che giocano su motivi diversi e operano in situazioni diverse, ma che tutte hanno per oggetto e obiettivo il conflitto radicale dell'Islam con l'Occidente. Al Qaeda non è soltanto una organizzazione terrorista, è anche un momento spirituale che tende a radicalizzare il conflitto con l'Occidente, anche e soprattutto quando, come in Iraq, esso diviene uno scontro inter-musulmano. La regia iraniana ha mosso gli Hezbollah del Libano. Il movimento ha origine da un gruppo di pasdaran iraniani sbarcati nel Paese del cedro. E certamente la loro azione è concertata con il governo iraniano, risponde al messaggio di Ahmunidnead. Le due strategie, opposte dal punto di vista musulmano - quella di Al Qaeda e quella del governo iraniano -, si congiungono. La differenza tra loro è grande. Al Qaeda è un movimento sunnita, interno cioè alla fisionomia spirituale del gruppo più rilevante del mondo musulmano. Il governo iraniano è sciita e tende a mettere in luce la sua singolarità di essere il primo Paese mediorientale a poter creare l'arma nucleare, oltre a Israele. Due strategie profondamente diverse: una, quella sciita, agisce con il potere di uno Stato, controlla un Paese ricco di tutte le energie naturali, che può veramente assumere, paradossalmente proprio grazie alla sua eccezione sciita, un ruolo anti-occidentale e soprattutto anti-israeliano nel Medioriente. Al Qaeda è una organizzazione potenzialmente di massa e agisce con l'iniziativa individuale e di gruppo e può operare in tutta l'area islamica, soprattutto in quella dell'immigrazione occidentale. Il fatto che l'attentato londinese sia giunto fuori del numero sacro di 11, il 7 di Luglio, mostra che si trattava di una iniziativa locale, non impegnava la strategia globale propria di Osama Bin Laden, l'autoproclamato califfo dell'Islam sunnita. In modo lento e graduale, ma radicale e deciso, la terza guerra mondiale è già cominciata. L'attentato alle Torri Gemelle è la dichiarazione formale di guerra: tutto ciò che ne è seguito indica la capacità del movimento terrorista di operare nelle condizioni più diverse in tutta l'area della comunità islamica. Se a ciò si aggiunge la persecuzione islamica contro i cristiani, crescente in tutte le aeree in cui i cristiani vivono accanto a una maggioranza musulmana, si può cogliere la dimensione di guerra spirituale e civile a un tempo, come si addice appunto all'Islam. In queste circostanze, il problema politico della maggioranza di governo in Italia è la crisi di coscienza interna alle sinistre antagoniste circa l'Afghanistan.
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Ragionpolitica, periodico on line n.168 del 3/7/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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