RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Magdi Allam

Io amo l'Italia. Ma gli italiani la amano?

recensione di Mario Secomandi - 25 luglio 2006

Amare l'Italia vuol dire conoscere, rispettare, difendere ed essere orgogliosi delle proprie radici ed identità culturali e spirituali, ed al contempo essere aperti verso l'altro, il prossimo, chiunque esso sia, ed a qualunque civiltà, etnia e confessione religiosa esso appartenga. Pare essere questo il leit motive sotteso alle tesi sostenute da Magdi Allam, nel suo nuovo libro appena uscito, dal titolo Io amo l'Italia ma gli italiani la amano?, edito da Mondadori. L'autore riperce, com'è nel suo stile, le tappe ed i momenti di snodo maggiormente significativi ed incisivi della sua vita, dalla sua crescita in Egitto frequentando le scuole dei religiosi italiani, all'arrivo in Italia (dove ha trovato realizzazione umana e professionale), passando per il suo rapporto con la madre «convertitasi» alla versione integralista e fondamentalista dell'Islam (sulla falsariga di quanto accaduto nello stesso Egitto), fino al manifestare e dimostrare di avere una vera e propria vocazione all'analisi dei fatti più salienti della politica attuale, fra cui, su tutto, la questione del diffondersi del radicalismo islamico, di cui è affetta una componente minoritaria ma al contempo forte e con pretese di potere egemonico sia sulla comunità islamica sia sull'intero Occidente di gruppi ed associazioni religiose seguaci di Maometto. Non si può sottovalutare il fatto che le organizzazioni islamico-fondamentaliste stiano mirando al controllo totale delle moschee e luoghi di culto, anche di quelle europee, cercando in tutti i modi di imporre i loro modelli ispirati senza filtro alcuno alla sharia, unitamente al formare ed indottrinare una moltitudine di giovani leve così da farle essere pronte in ogni momento alla loro immolazione per mezzo di un attacco omicida-suicida in stile kamikaze.

Magdi Allam, da musulmano laico e moderato, ha, con un'analisi veritiera, coraggiosa e priva di alcun tentennamento o buonismo di sorta, focalizzato dunque l'attenzione sulla duplice necessità dell'integrazione delle «masse islamiche» nel continente europeo, Italia compresa, e del contestuale recupero dei valori fondanti della civiltà occidentale da parte anzitutto delle coscienze dei popoli e governanti europei ed italiani. Gli atteggiamenti sui quali non ci si può affatto adagiare sono la pigrizia e la rassegnazione a fronte della crisi in atto, contrassegnata dall'irrompere del terrorismo islamico integralista che investe, in ultima analisi, la sicurezza di noi tutti. Questo ce lo fa notare proprio uno come Allam, che è ancora costretto a vivere sotto scorta in quanto minacciato dai gruppi fondamentalisti, alcuni dei quali attivi ed operanti anche nel nostro Paese.

L'11 settembre 2001, con l'attentato alle Torri gemelle ad opera dei fondamentalisti islamici, ha costituito, volenti o nolenti, un autentico spartiacque da cui ha preso avvio l'attuale guerra asimmetrica che vede protagonisti da un lato la rete terroristica globale che ha come proprio punto di riferimento Osama Bin Laden ed i suoi accoliti e, dall'altro, le forze democratiche occidentali, Usa in testa, che sono chiamate sia a difendersi da tali forze totalitarie ed anti-democratiche sia a lavorare alla «missione» di espandere il più possibile le condizioni primarie di libertà e democrazia nel Medioriente così come del resto in tutto il Pianeta. Non si ponga nel dimenticatoio, ancora, come all'attentato alle Twin towers siano seguiti, nel continente europeo, quelli a Madrid e Londra, unitamente alla minaccia sempre attuale di altri attacchi «in grande stile» sul suolo europeo, non escluse le principali città italiane.

Ogni persona di buon senso vuole, desidera, cerca la pace; ma cosa deve intendersi per pace? Forse una mera assenza di conflitto o problemi, o non piuttosto l'operare in prima linea a che la sacralità di ogni vita umana sia rispettata? L'autore coglie altresì l'inadeguatezza dei modelli del multiculturalismo e dell'assimilazionismo, che sono peraltro i paradigmi di riferimento della sinistra. Il primo non sarebbe altro che lo specchio del relativismo indifferentista, per cui una comunità religiosa, portando avanti la sua propria e specifica tavola di principi, finirebbe col costituire uno «Stato nello Stato»: si permetterebbe ad una comunità retta dall'Islam radicale e fondamentalista, stabilitasi sul suolo europeo od italiano, di applicare la sharia tra i suoi membri, o si costringerebbero le donne a portare il burka indipendentemente dalla loro volontà, o si imporrebbe la poligamia; si avrebbe allora il paradosso di un ordinamento non democratico nel seno di un ordinamento costituzionale democratico. Il secondo, sinora in vigore in Francia, tenderebbe a fare del nazionalismo laicista la sua ragion d'essere, per cui si è pervenuti a stabilire con la forza della legge il divieto di ostentare simboli religiosi: le donne non possono portare il velo negli edifici pubblici, i sacerdoti devono indossare abiti civili se insegnano nelle scuole, e non si possono portare al collo croci troppo grandi; in tal modo però non si fa che mutilare le espressioni di appartenenza ad un credo e ad un culto.

La conclusione che se ne può trarre, in virtù degli stessi spunti di riflessione di Allam, è che l'Italia, l'Europa e l'intero Occidente non devono rinnegare le loro radici laico-illuministiche e giudaico-cristiane, e al contempo sono chiamate a difendere con le unghie e con i denti le fondamenta morali del nostro modello di Stato di diritto, ossia, su tutto, la centralità della persona umana ed il valore della sacralità della vita, di fronte ed in contrapposizione al nichilismo terrorista, che vuole imporre il primato di una religione vissuta in maniera ideologica e totalizzante sulla persona. Dal che ne consegue la «missione» di unire tutte le persone di buona volontà, siano esse laiche, cristiane, ebree od islamiche, così da dare impulso a che i valori occidentali di laicità, libertà, democrazia, tolleranza, uguaglianza e pari dignità tra uomo e donna, valori che appartengono alla migliore tradizione occidentale ma ad un tempo alla comune umanità di tutti, costituiscano la base per la società italiana e poi anche europea, che devono senza soluzione di continuità essere orgogliose dei propri valori forti, ed il formarsi anche di un «Islam italiano» che, senza snaturare il proprio credo, interagisca compiutamente nel rispetto e nell'amore verso la nostra Nazione ed il nostro continente.

! Mario Secomandi
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

Io amo l'Italia. Ma gli italiani la amano?
  • Autore:
    Magdi Allam
  • Editore:
    Mondadori spa
  • Prezzo: 17,00 €
  • Pagine: 310

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.170 del 25/7/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata