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Rosa di venti e di venturedi Gianteo Bordero - 27 luglio 2006 Tra i finalisti della seconda edizione del premio Bindi, svoltasi dal 13 al 16 luglio nella suggestiva cornice di Santa Margherita Ligure, merita di essere segnalato il cantautore genovese Roberto Frugone, giunto alla selezione finale con il brano Sulle ali dell'aurora. La canzone fa parte del quinto disco di Frugone, pubblicato qualche settimana e intitolato Rosa di venti e di venture. Sulle ali dell'aurora, rilettura di uno dei salmi più noti della tradizione cristiana, rende la cifra del lavoro che da molti anni il cantautore ligure sta portando avanti. Un lavoro caratterizzato dallo sforzo di ridire e di riesprimere nel linguaggio della musica d'autore le parole e le idee portanti della nostra storia spirituale e delle nostra cultura. Un tentativo, quello di Frugone, in netta controtendenza rispetto a quella banalizzazione della vita e dei suoi aspetti più importanti che sembra diventata la quintessenza, la conditio sine qua non per avere successo, oggi, nel mondo della canzone. Si incrociano così, nei testi e nelle musiche che il cantautore genovese presenta in Rosa di venti e di venture, tradizione e attualità, domanda di significato e risposta della fede, memoria e futuro, certezze e sfide ancora aperte, in un intarsio ben riuscito che non scade mai nella retorica o nella legnosità concettosa, nel facile intimismo o nella banalità sentimentale. Con un positivo lavoro di cesello, Frugone riesce a tenere insieme e ad intrecciare esperienza personale e dimensione universale dei problemi, a proiettare al di fuori di sé il vissuto che le canzoni vogliono raccontare. La rosa dei venti, così, esprime la necessità di una mappa per orientarsi nella grande avventura dell'esistenza, nella navigazione alla ricerca della felicità e del significato autentico delle cose. Un tema ricorrente, quello del viaggio, nella produzione di Frugone, e che forse meglio di ogni altro riassume il senso più profondo delle sue canzoni e della sua traiettoria artistica. Già in Ultreïa, disco pubblicato nel 2002, scriveva ad esempio il cantautore ligure riprendendo l'antico adagio dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela: «Ultreïa! Camminante, nada te turbe, adelante! La strada farò con l'andare finché terra avrò sotto il bastone... Ultreïa! Camminante, quanta polvere impasta il sudore ma la strada farò con l'andare finché terra avrò, terra da amare!». E oggi, in Rosa di venti e di venture, scrive: «Mi chiedo a cosa porterà tutto questo andare, se l'arte di salire in alto è la stessa di cadere». Spiega Frugone nell'introduzione al suo ultimo disco: «La Rosa dei Venti è nata in mare, al tramonto del medioevo, per orientarsi nel "mare nostrum" Mediterraneo... La grande simbologia racchiusa dentro questo segno, la sua simmetria circolare così cara al medioevo spinse i cartografi rinascimentali a ridurre il numero delle Rose dei Venti o addirittura a tralasciarle, come per sminuirne il significato occulto. Ma esse tornavano prepotentemente sulle carte: le cercavano i naviganti, convinti che come le polene sulle prue esse portassero misteriosamente ventura e salvezza... Oggi e qui, in un'epoca ben diversa da quel medioevo, così lontano dal nostro tempo ma per molti versi così simile nella sua incertezza e nelle sue tinte forti, ciò che ho cercato, cantando la Rosa dei Venti e il suo danzarmi attorno, è stato proprio questo: di navigar in cerca di ventura e salvezza». Il viaggio e la navigazione, dunque, come metafora della vita e i venti come simbolo del mistero e della speranza che danno forza e vigore all'esistenza, e senza i quali tutto decadrebbe nell'apparente grigiore delle cose e dei giorni. In un tempo che sembra aver cancellato dal suo orizzonte il rimando inquieto a tutto ciò che sta oltre alle apparenze e all'immediatezza, le canzoni di Frugone invitano ad accettare la fatica del cammino e la sfida dei venti per scoprire che la vita non è destinata a concludere il suo percorso nel baratro del nulla, ma porta con sé il respiro di un significato buono e la prospettiva dell'Eterno.
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Ragionpolitica, periodico on line n.170 del 25/7/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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