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Italia normale o normalizzata?

di Armando Pannone - 29 luglio 2006

L'evoluzione del cattocomunismo è in una fase avanzatissima. Ha prodotto lo zapaterismo, lo spostamento delle frontiere della laicità verso la terra di nessuno del laicismo integralista, ammorbidito le volontà di molti cattolici impegnati in politica. Quale è la meta finale? La frontiera olandese del nichilismo, forse? No, di più, sicuramente di più. La diatriba violenta tra cattolici e comunisti italiani sugli embrioni, conclusasi con l'approvazione di una formula ibrida e dalle tante possibilità interpretative, non è che la spia di un malessere crescente tra le diverse anime cattoliche e del vicino raggiungimento del punto di non ritorno. I cattolici sono chiamati a scegliere, a schierarsi. Purtroppo, prevale ancora, tra i cattocomunisti, la convinzione ingenua e forse anche interessata, che la forte caratterizzazione sociale da loro propugnata vada nel senso ecumenico della missione cristiana e che la concezione liberale sia in antitesi con gli insegnamenti della Chiesa.

Errore fatale, che sta portando i cristiani sempre più alla mercè dei comunisti atei e razionalisti, pronti ad ogni apertura all'Islam ma sordi alle ragioni morali dei loro alleati genuinamente cattolici e alle istanze del popolo ebraico. La premessa è necessaria per inquadrare lo scenario sul quale si sta assistendo alla normalizzazione di un Paese normale. Il tema del prossimo convegno di Comunione e Liberazione sarà appunto il rapporto tra la ragione ed il mistero, porta dell'infinito. Tema delicatissimo, in un momento storico come quello attuale in cui il razionalismo cieco ed opportunista sta ottundendo le coscienze. E' tempo che, riconoscendo la ragione come dono di Dio, l'Uomo torni ad avere rispetto del Sacro, a non volersi sostituire a Lui nell'elaborare le leggi dell'Universo e del nostro prossimo futuro. Auspicabile che dal convegno si levi una critica forte verso i cattolici a metà, i tiepidi e gli ipocriti.

Il comunismo ha cambiato volto. Non ne ha certo assunto uno più umano, anzi. Tuttavia, gli adepti insofferenti ad ogni richiamo etico aumentano e lo scherno che riservano ai cattolici la dice lunga sulla prova di forza che si vuole condurre sino in fondo, sino alla completa identificazione del popolo con l'ideologia. Dà fastidio alla sinistra che la Chiesa intervenga sui temi sociali, sui temi etici, che esprima opinioni o dissensi. Dà fastidio perché mina l'indefettibilità delle tesi razionalistiche comuniste, perché sottolinea il fatto che il popolo ha bisogno di pane ma anche di risposte soddisfacenti ai suoi insopprimibili bisogni interiori.

Lo Stato partito pensa a tutto, occupa ogni spazio, priva lentamente, ma inesorabilmente, la persona della propria identità. I metodi di rieducazione ce li hanno tramandati la Storia e la letteratura. Leggere Soljenitzin per credere. Oggi, sono cambiati, sono più sofisticati, in linea con le ultime applicazioni della psicologia di massa. Oggi si regola il conflitto sociale a colpi di decreto legge, si attua una liberalizzazione che metterà tutti contro tutti, abbasserà il livello sociale, regolerà ogni rapporto con il metro mercantile del denaro. La qualità personale e culturale della prestazione non avrà più senso.

I professionisti, per sopravvivere, dovranno adeguare le tariffe; alla lunga, ne risentirà la qualità delle prestazioni e ci si contenterà di poco per resistere alla pressione della concorrenza. Quasi quasi un dipendente verrà invidiato per quello che porta a casa a fine mese. A meno che...non si scelga di stare dalla parte di chi dispensa incarichi e prebende. In questo caso, le consulenze ed il prestigio eleveranno i singoli dalla massa. In economia, un sistema è debole se basa l'equilibrio di cassa sui redditi fissi. Non può esserci sviluppo, né incentivo alla crescita industriale ed economica, in tale maniera. Perché allora non si studiano misure più adeguate e condivise per la crescita? Perché non puntare ad una politica di promozione personale elevando lo standard dei servizi offerti?

Semplice, l'obiettivo della sinistra , in questa fase, non è puntare allo sviluppo, ma al controllo delle categorie sociali riottose, indipendenti, ancora autonome. Intervenire nella loro sfera significa porsi come interlocutore necessario ed ineliminabile, con cui avere a che fare per ogni questione. Interventi di questo genere intensificano il controllo centrale e finiscono col comprimere la libertà d'azione e l'autonomia di ogni categoria professionale. L'Italia è un Paese democraticamente avanzato, un Paese normale e tranquillo, con ottime potenzialità e risorse a disposizione. Gradatamente, con la cura della sinistra, sta avviandosi ad un processo di normalizzazione del pensiero, di omologazione dei comportamenti senza precedenti in Europa. I tanti scioperi che, a singhiozzo, stanno paralizzando l'Italia, costituiscono un unico grande sciopero generale di un Paese che non vuole farsi ridurre al silenzio, normalizzare, lobotomizzare. I vertici ecclesiastici hanno , con forza, espresso il loro punto di vista critico nei confronti di una classe dirigente che ne vuole il consenso ma non ne gradisce il contributo di pensiero e meno che mai ne tollera le critiche costruttive. La normalizzazione potrà arrestarsi o rallentarsi soltanto se i cattolici chiariranno a se stessi che , per dirla con Rambo, il comunismo è il male e la libertà la cura.

! Armando Pannone
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