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L'Unione predica bene, ma razzola maledi David Consiglio - 3 agosto 2006 La sinistra italiana non si smentisce mai. Quando è all'opposizione non perde occasione per manifestare la propria presunta superiorità morale e antropologica, ergendosi a paladina della democrazia e dei diritti di tutti, senza distinzioni. Poi, quando diventa forza di governo, e si trova a dover fronteggiare i problemi concreti della realtà di un Paese, mette da parte i sacri principi democratici e i buoni propositi sbandierati a destra e a manca in campagna elettorale, facendo, e soprattutto disfacendo, tutto a suo piacimento, infischiandosene delle regole del bon ton e del rispetto verso gli avversari politici. Insomma, i compagni sanno predicare bene ma poi razzolano male, anzi malissimo. Facciamo alcuni esempi. La sinistra, dopo aver sostenuto per tanti anni che le massime cariche dello Stato devono essere espressione del più ampio consenso possibile fra le diverse forze rappresentate in Parlamento, non ci ha pensato due volte ad eleggere, a colpi di maggioranza, Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, nonostante il voto contrario del centrodestra. Stesso metodo per i presidenti di Senato e Camera, facendo finta di dimenticare i buoni propositi annunciati precedentemente, e senza tenere conto che l'esito delle elezioni richiedeva, visto il risultato di sostanziale parità, un maggiore coinvolgimento del centrodestra. Altro esempio. Romano Prodi, insieme ai suoi scudieri dell'Unione, ha in più occasioni accusato il passato governo di aver umiliato il ruolo e la funzione del Parlamento attraverso l'abuso del ricorso allo strumento della fiducia e dei decreti legge. Lo stesso Prodi, ora che è al governo, ha fatto ricorso alla fiducia per far passare provvedimenti del suo esecutivo per ben sette volte in appena tre mesi, e non ci ha pensato due volte ad utilizzare il decreto legge per intervenire in settori importanti dell'economia italiana, alla faccia del rispetto delle prerogative parlamentari. E' lecito scavalcare le assemblee elettive quando è Prodi a deciderlo? Quando è il governo di sinistra a chiedere la fiducia sui suoi provvedimenti non siamo in presenza di una dittatura della maggioranza? Alla faccia della coerenza. Andiamo avanti. «Bisogna ridurre i costi della politica»: questo era uno degli imperativi del centrosinistra in campagna elettorale. Per mantenere fede a questo impegno, l'attuale maggioranza ha pensato bene di raggiungere il numero record di ben 102 fra ministri, viceministri e sottosegretari. Non paghi, hanno spacchettato i ministeri per creare maggiori posti disponibili per poter accontentare gli appetiti di tutte le componenti, grandi e piccole, della riottosa alleanza dell'Unione. Non è finita. Il culmine della propaganda e della retorica la sinistra lo raggiungeva quando parlava dell'importanza straordinaria del metodo della concertazione, da seguire in tutti i campi e con tutti, nessuno escluso, impegnandosi ad instaurare ogni forma di dialogo e confronto prima di un qualsiasi intervento legislativo. Ebbene, alla prova dei fatti, anche questo dogma irrinunciabile per i progressisti nostrani è stato del tutto disatteso, dimenticato, ignorato o, nella migliore delle ipotesi, rispettato solo con una ristretta cerchia di amici e compari. Taxisti, farmacisti e professionisti sono stati sottoposti ad un vero e proprio salasso senza essere nemmeno consultati, altro che concertazione. Che cosa sarebbe successo se fosse stato il governo passato ad assumere un tale atteggiamento? Sicuramente, Prodi e i suoi avrebbero gridato al golpe. Ora tutti tacciono. I sindacati non hanno nulla da dire, le televisioni e i giornali progressisti non hanno niente da denunciare. Perfino Montezemolo - fino a ieri idolo della stampa che conta - fatica a trovare spazio sui media quando critica il governo di centrosinistra - altro che controllo dell'informazione da parte di Berlusconi! La sinistra mostra di non avere cultura di governo, né quando è opposizione né quando è forza di governo. In ogni circostanza non perde occasione per usare strumentalmente qualsiasi argomento a fini di lotta politica. David Consiglio |
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Ragionpolitica, periodico on line n.171 del 1/8/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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