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La Civiltà Cattolica contro il «cattolicesimo adulto» di Prodidi Gianteo Bordero - 10 agosto 2006 Non ci sono soltanto i problemi interni al governo e alla maggioranza a turbare i sonni di Romano Prodi e a rendere incerta la sua navigazione. Anche dall'esterno, dai maggiori protagonisti della vita sociale, giungono spesso critiche che indeboliscono ancora di più l'immagine dell'esecutivo guidato dal Professore. E' della scorsa settimana il netto giudizio negativo sull'operato del governo espresso da Luca Cordero di Montezemolo. In questi giorni, invece, a sferrare l'attacco è stata addirittura La Civiltà Cattolica, il prestigioso quindicinnale dei gesuiti, che nell'editoriale del nuovo numero, pur senza nominarlo mai direttamente (come accade spesso nello stile della rivista), ha accusato il presidente del Consiglio di fare gioco di sponda col laicismo anticattolico sulle questioni che stanno a cuore alla Chiesa. Occorre ricordare, per comprendere il peso delle osservazioni critiche mosse dalla Civiltà Cattolica, che essa non esprime soltanto la voce e il pensiero della Compagnia di Gesù, ma passa attraverso il «filtro» e la supervisione della Segreteria di Stato vaticana. Motivo in più, questo, che spinge a pensare che Oltretevere la delusione nei confronti di Prodi e del suo governo abbia raggiunto ormai livelli elevati. Già lo scorso anno, in occasione del referendum sulla procreazione assistita, la scelta del Professore di recarsi alle urne rivendicando un «cattolicesimo adulto» aveva destato non poche perplessità negli ambienti vaticani. Perplessità che si sono trasformate talvolta in vera e propria ostilità nel momento in cui Prodi è salito al governo e i suoi ministri - compresi quelli che si richiamano a ogni pie' sospinto ai principi cristiani e alla dottrina sociale della Chiesa - hanno iniziato un fuoco di fila sulle questioni etiche e bioetiche, manifestando ad esempio aperture - è il caso di Rosy Bindi - sul tema delle unioni civili. L'ultimo motivo di delusione nei confronti di Prodi, in ordine di tempo, è stata la risoluzione sul finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali, che ha visto il Professore scendere direttamente in campo per ottenere un compromesso che è stato stroncato senza mezzi termini sia da Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale italiana, che ha parlato di una «scelta intollerabile e arrogante», sia dall'Osservatore Romano, organo della Santa Sede, che ha accusato il governo di voler «aprire una dura offensiva nel campo della bioetica, inaugurando una strategia interventista mai praticata prima d'ora dal potere esecutivo». Che ora intervenga direttamente la Civiltà Cattolica lascia pensare che la misura fosse ormai colma. Il fatto poi che l'editoriale dell'ultimo numero sia dedicato all'intolleranza di certo laicismo e che l'accenno al «cattolicesimo adulto» sia contenuto soltanto nelle ultime righe dell'articolo non attenua, anzi rende ancora più pesanti le critiche rivolte al presidente del Consiglio. Scrive La Civiltà Cattolica: «Laicismo e intolleranza non sono mali che affliggono la Chiesa soltanto dall'esterno, C'è, per così dire, un "laicismo" interno ad essa, ed è la propaggine dell'osmosi esistente tra una certa parte del mondo cattolico ed il laicismo della cultura dominante. Questo laicismo interno - prosegue l'affondo della rivista -, che ha le sue manifestazioni di intolleranza ed è per sua natura più insidioso di quello che attacca la Chiesa dall'esterno, agisce... con la pratica dissoluzione della morale cristiana in nome di una cattolicesimo che si autodefinisce adulto». Difficile pensare che la scelta del termine «cattolicesimo adulto» - lo stesso usato da Prodi in occasione del referendum dello scorso anno - da parte del quindicinnale dei gesuiti sia casuale e generica, ed anzi proprio il fatto che Prodi non venga mai nominato direttamente ed apertis verbis, com'è nel miglior stile gesuita, lascia intendere che proprio il Professore sia il bersaglio dell'editoriale. Che poi tale «cattolicesimo adulto» venga indicato come un pericolo ancora maggiore del laicismo dichiaratamente anticattolico non fa che rendere in tutta pienezza le dimensioni della preoccupazione della Chiesa e dei suoi vertici per un governo che si sta rivelando nei fatti, nonostante le rassicurazioni di diversi esponenti della Margherita, ostile a quei «principi non negoziabili» di cui parla Benedetto XVI come cardine dell'impegno politico dei cattolici - adulti e non. Il compromesso al ribasso sulle staminali ne è stata la prova provata, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
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Ragionpolitica, periodico on line n.172 del 8/8/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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