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Fakhra Younas con Elena Doni Il volto cancellatoStoria di Fakhra dal dramma alla rinascitarecensione di Alexandra Javarone - 17 agosto 2006 Il volto cancellato è la toccante storia di Fakhra Younas, una famosa ballerina pakistana, una delle troppe donne-bambine cui è stata strappata via parte della vita. Suo marito, il suo carnefice, figlio di uno dei più grandi feudatari del Pakistan, accecato dalla gelosia di un amore malato, le inflisse la terribile pena dell'acidificazione. L'acido fu l'utile punizione per rimediare all'unica colpa di Fakhra: quella di aver suscitato l'interesse di troppi uomini. Sfigurata perché nessuno, tranne lui, potesse averla. Fakhra è figlia del Pakistan più povero, in cui la percentuale dei miserabili è tristemente alta, dove l'80% delle donne subisce terribili violenze domestiche, l'ignoranza è dilagante e nessuno sembra avere la reale consapevolezza che lì, in quelle «quattro mura ed un velo», è continuamente violato un diritto irrinunciabile, fondamentale ed umano. Servendosi della penna di Elena Doni, Fakhra narra da una parte la sua storia di donna maltrattata e privata della bellezza, mentre dall'altra introduce l'opprimente tema della «giustizia mutilata» del suo Paese, un luogo ricco di stupefacenti colori ed allo stesso tempo triste scenario di ingiustizie e soprusi. Testimone fin troppo attendibile, il suo volto sfigurato descrive, con una delicatezza estrema, l'infame destino cui soggiacciono le giovani bambine pachistane che, troppo spesso, rappresentano l'unica forma di sussistenza per le famiglie dei diseredati. Gli uomini vendono per mille rupie o poco più il sesso e la verginità delle loro figlie, sorelle e nipoti. Pure l'antica bellezza di Fakhra ha potuto garantire alla sua famiglia una zuppa di pollo da mangiare calda ed i molti soldi necessari per comprare eroina per sua madre e suo fratello. Era solo una bambina di quindici anni quando già provvedeva ai suoi famigliari vendendo le sue notti a ricchi signori in cerca di svago. In Pakistan la vita di una donna vale forse ancor meno della metà di quella di un uomo e nemmeno la sua integrità vale quanto quella di un uomo. Alla severità dei costumi che, ad esempio, proibisce la visione di film dove i protagonisti si scambiano un semplice bacio, si contrappone invece un indiscriminato commercio del sesso. Lo stesso Paese che punisce con la morte una figlia che non vuole seguire le direttive della famiglia sul matrimonio, che lapida la donna adultera e condanna i rapporti prematrimoniali, chiude invece un occhio se, prima di chiedere (ed ottenere) una notte con una bambina, si versa la somma stabilita alla polizia. L'ira dei religiosi (sunniti o sciiti che siano) non si scatena contro tali pratiche: acquistare una notte con una bambina non sembra poter ledere in alcun modo l'integrità morale di un uomo (seppur sposato). Di contro, le danzatrici sono spesso rifiutate dalle buone famiglie: «Strana posizione sociale, quella delle ballerine: ammirate, ricercate, pagate... Poi respinte ai margini della società e condannate come donne perdute con la parola "urdu cangirì"». La testimonianza di Fakhra è quella di una donna che ancora oggi, nonostante tutto, procede con il passo fiero ed elegante degno di una principessa; è la storia di una donna che ha parlato, superando pure la vergogna della sua condizione, per amore del suo Paese: «Io non ho bisogno di pubblicità. Spero che qualcosa cambi in Pakistan... E' a tutte le donne del mondo che dedico questo mio libro, che possa servire affinché questo non accada più». Perché tutti possano conoscere la miseria delle mogli pakistane cui unico destino resta forse quello di attendere con pazienza il padrone, pronte a soddisfare ogni suo capriccio senza poter uscire, scoprire le braccia o peggio ancora proferire verbo. Forse Fakhra, seppur lentamente, un giorno riacquisterà la normalità, ma il suo sarà pur sempre il «volto violato» di una donna sopraffatta dalla brutalità e dall'imperante maschilismo che, ancora troppo spesso, permette agli uomini pakistani di disporre indiscriminatamente della vita o della morte delle donne. Alexandra Javarone |
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Ragionpolitica, periodico on line n.173 del 17/8/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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