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Pecoraro Scanio, ovvero la demagogia al potere

di Giovanni Calabresi - 24 agosto 2006

Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha proposto la creazione di una task force per effettuare un monitoraggio dei danni ambientali causati dal conflitto in Libano. Verrebbe spontaneo fare spallucce davanti all'ennesima iniziativa demagogica dei Verdi di casa nostra, se non prevalesse la preoccupazione per altri problemi derivanti dall'altrettanto demagogico approccio del governo Prodi alla questione energetica. In più, volendo sottilizzare, ai tempi della guerra nei Balcani, in pieno governo D'Alema, nessuno si preoccupò di monitorare l'impatto ambientale dei vetusti impianti industriali di fusione dei metalli nell'ex Jugoslavia, e c'ha dovuto pensare il governo Berlusconi di concerto con l'Unmik.

Durante le audizioni presso le Commissioni Ambiente ed Attività Produttive di Camera e Senato, risalenti a qualche giorno fa e finalizzate alla presentazione dei loro programmi di governo, sia il ministro dello Sviluppo Economico, Bersani, che lo stesso Pecoraro Scanio, si sono riempiti la bocca con le cosiddette energie alternative. E' stato un gran parlare di eolico, solare, fotovoltaico e di tutto ciò che alle orecchie degli ambientalisti nostrani fa spettacolo. Niente di realmente percorribile per fronteggiare la crisi energetica europea, mentre altri Paesi come Francia e Germania, additate da sempre come motori del Vecchio Continente, pensano ad un'unica vera soluzione: il nucleare. Così, mentre la Francia sta avviando la progettazione delle nuove centrali nucleari a sicurezza intrinseca di nuova generazione ed Electricitè de France annuncia la costruzione di una centrale a partire dalla prossima primavera, con un investimento di 3,3 miliardi di euro, la Germania partecipa alla gara per aggiudicarsi due nuovi blocchi nella centrale di Cernadova in Romania.

Il tutto mentre in Italia ci avviamo verso la strada della rigassificazione, puntando su quattro nuovi impianti, e ci affidiamo alle preghiere affinché, per il prossimo inverno, la Russia non ci tagli i rifornimenti di gas. E dire che, con il nuovo sistema nucleare di scuola francese - l'EPR appunto - anche in Italia potremmo munirci nuovamente di energia atomica nell'arco di cinque, massimo sei anni e non di quindici o venti come affermano i para-scienziati verdi.

Invece no. Ci si preferisce abbandonare alla demagogia «del vento e del sole» ed ai costi esorbitanti che causa al nostro Paese la ratifica del Protocollo di Kyoto, senza possedere un sistema strategico di approvvigionamento energetico. Mai e poi mai - sostengono gli scienziati - potremo sostituire carbone e petrolio con le energie cosiddette alternative, che possono essere solamente integrative e rientrare in un mix energetico nel quale, comunque, l'assenza dell'atomo rappresenta un vulnus incolmabile per l'economicità del nostro sistema. Così, in Italia, continuiamo a distribuire bandiere blu alle spiagge più pulite; a predicare la costruzione di nuove discariche e la raccolta differenziata per i rifiuti solidi urbani, dimenticandoci altre strategie virtuose per la tutela dell'ambiente, come la realizzazione dei famosi termovalorizzatori, che, oltre a distruggere rifiuti, producono energia.

Sembra quasi che in Italia «ambiente» sia sinonimo solamente di creazione di parchi e aree protette varie, di nastri tagliati e di premi al Comune riciclatore. Tutto ciò mentre gli altri Paesi europei adottano politiche forward looking e l'amministratore delegato di Siemens, Kleinfeld, ha affermato di recente che l'energia nucleare sarà nuovamente importante per l'azienda. Infatti, in questi giorni, si apprende dalle agenzie di stampa che proprio Siemens sta costruendo una centrale in Finlandia che sarà pronta nel 2009. Questo mentre Pecoraro Scanio accusa i «nuclearisti» di demagogia. Da che pulpito...

Giovanni Calabresi

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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