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La carità sbagliatadi Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 24 agosto 2006 L'Italia è un Paese in cui la sensibilità cattolica ha radici popolari, e forse per questo vi è un punto di convergenza, tra la sensibilità cattolica e la sinistra, che riguarda la concezione della politica: la politica come compassione. Probabilmente è per questo che il nostro Paese è quello in cui esiste una sorta di principio non scritto per cui l'unico atteggiamento giusto verso l'immigrato è l'accoglienza. Al di là del rispetto delle leggi. Il vescovo ausiliare di Brescia ha detto che la carità cristiana va oltre la giustizia e quindi oltre la legalità. Lo ha detto dopo i tre fatti di sangue che hanno inciso profondamente sulla vita bresciana: tre omicidi, uno dei quali motivato come il compimento della legge musulmana. Ciò significa, secondo il vescovo, che la comunità ecclesiastica bresciana non deve reagire alla violenza, ma considerarla una parte della normalità. L'amore di patria sembra finito in tanta parte del mondo cattolico, sostituito dal principio di compassione per gli immigrati e per gli immigrandi, come se fosse un dovere del nostro Paese verso i trenta milioni di africani che dalle regioni subsahariane e dal Corno d'Africa tentano di salire verso l'Italia. Questo mondo cattolico non considera l'Italia come una entità che ha diritto di vivere la sua cultura e soprattutto di non avere le sue donne stuprate o i suoi anziani scippati. Occorre ricordare che integrare gli immigrati non è un compito facile. Un musulmano non stuprerebbe mai una donna musulmana, ma un miscredente non ha, agli occhi del musulmano, alcun diritto. Il problema della difesa dell'identità culturale e quello della legalità sono principi che obbligano il cattolico, oppure egli vive in un clima in cui la compassione determina la moralità dell'atteggiamento? I cattolici italiani hanno forse perso la cultura dell'identità del cattolicesimo e quella delle nazioni europee, nonostante l'insistenza vaticana sulle radici cristiane d'Europa? Il mondo politico sembra oggi per i cattolici governato dalla carità, in cui l'altro deve essere più considerato di se stessi, in cui l'alienarsi dimenticandosi di sé è la perfezione cristiana. La carità, in questa concezione, non supera soltanto la giustizia, ma la abolisce. Non vedo un cattolico che difende, in quanto tale, i diritti della Nazione a conservare la sua cultura, la sua convivenza, la sua legalità, come valore cristiano. Ritengo che ciò dipenda da una perdita del concetto di Dio creatore e legislatore e dal fatto che Gesù è diventato soltanto l'assoluto amore, come ne L'idiota di Dostoevskij e in Nietzsche. Anche la sinistra italiana, nei filoni antagonisti, pratica il principio della compassione, ma in forma rivoluzionaria, come principio di una politica anti-americana e anti-occidentale. La sinistra al governo può mettere in atto la politica della porta aperta verso gli immigrati perché i cattolici hanno perso il sentimento di Dio creatore e legislatore e del cattolicesimo come insieme di principii e dottrine. Hanno cioè perso il senso della differenza dell'identità. Hanno perso la religione, annegandola nella carità. Così tra la sinistra antagonista e tanta parte del clero e del laicato cattolico si forma il concetto del diritto del povero a emigrare nel Paese più ricco, intendendo la ricchezza di questo Paese come peccato. L'opzione per i poveri, a lungo predicata dalla Chiesa italiana, diventa l'opzione per coloro che, a causa della loro povertà, hanno titolo ad emigrare nel Paese ricco. La ricchezza è peccato, la povertà ha tutti i diritti e tutti i poteri. Per questo l'Italia è il Paese in cui l'estrema sinistra può praticare la politica della porta aperta e l'opzione per i poveri diventa opzione per gli islamici. Sull'Islam la Chiesa tace, nonostante il dramma delle donne cattoliche che sposano musulmani e perdono tutti i loro diritti. La shari'a si pratica in Italia, poligamia compresa, nel silenzio dello Stato. Trovo un sottile filone gnostico in questo disprezzo della ricchezza, un nuovo catarismo nasce in Italia, gli albigesi sono di nuovo tra noi, essi che nel 1200 ebbero tanta influenza in Lombardia, Veneto e Toscana. Oggi il cattolicesimo più in voga è quello per cui esiste solo la verità dell'altro e per cui la negazione dell'identità cristiana per affermare l'identità dell'altro è il massimo della carità. È così che Enzo Bianchi esprime la differenza cristiana.
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Ragionpolitica, periodico on line n.174 del 22/8/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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