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L'Unione all'assalto della Raidi David Consiglio - 5 settembre 2006 Il centrosinistra non è ancora sazio. Dopo aver occupato con i suoi uomini tutti gli incarichi e le poltrone disponibili, creandone anche di nuove per accontentare gli appetiti di tutti i partiti che fanno parte dell'Unione, ha deciso di mettere le mani sul boccone più prelibato: la Rai. La televisione di Stato, infatti, si appresta ad essere il nuovo terreno di caccia della sinistra: direttori di rete, nuovi direttori dei telegiornali e di strutture varie sono l'oggetto del contendere tra i partiti della maggioranza. Per anni il centrosinistra ha denunciato la presunta occupazione della Rai da parte del centrodestra; ha parlato di informazione manipolata e di mancanza di pluralismo. Ma, ora che è al governo, sembra aver cambiato idea sull'argomento: l'autonomia e l'indipendenza della tv di Stato non sono più così importanti, e la lottizzazione, sempre rinfacciata al passato governo, al giorno d'oggi non è più considerata una pratica da stigmatizzare, anzi. L'Unione, come già verificatosi in altre circostanze, non ha perso l'abitudine di predicare bene e di razzolare male, malissimo. Pur di mettere le mani sulla Rai, il governo Prodi starebbe addirittura pensando a sostituire un componente del Consiglio di Amministrazione dell'azienda di viale Mazzini, in modo da avere la maggioranza nell'organo sovrano in materia di nomine e strategie aziendali. Senza dimenticare che il presidente, Claudio Petruccioli, è espressione del maggiore partito dell'Unione, i Ds. Il controllo della Rai rappresenta per il centrosinistra l'ultimo tassello indispensabile per completare il mosaico. Infatti, in soli tre mesi di governo la maggioranza ha proceduto, in maniera quasi scientifica, ad occupare tutti i più importanti centri di potere e di comando, in modo da avere nelle sue mani le leve di tutti i settori più importanti della vita politica, economica, culturale e sociale del Paese. Dalle più importanti cariche istituzionali all'economia, dalla sanità allo sport, non c'è nulla che l'Unione abbia rinunciato ad occupare. Senza tenere conto dei risultati prodotti, o di criteri meritocratici, il centrosinistra ha fatto piazza pulita di quasi tutti i manager e i dirigenti nominati dal precedente governo, colpevoli solo di non essere allineati alla nuova maggioranza. La presunta «dittatura della maggioranza» di centrodestra, tanto temuta e denunciata dai progressisti e dai comunisti negli scorsi anni, ora rischia davvero di diventare realtà con l'Unione al governo. La storia, anche recente, insegna che la sinistra è maestra nel manipolare la realtà a suo favore, sia quando è all'opposizione che quando è al potere; il controllo della Rai rientra in una più vasta strategia di comunicazione, tutta volta a nascondere le divisioni interne alla maggioranza e a dare della realtà quotidiana un'immagine edulcorata o comunque favorevole all'Unione. Anche lo sbarco delle truppe italiane in Libano è stato usato strumentalmente: più che come un'operazione militare, la tv di Stato lo ha presentato come se si trattasse di una gita scolastica. E i sindacati dei giornalisti, sempre in prima linea nel difendere la libertà di stampa quando c'era il centrodestra al governo, nell'era dell'Unione si faranno sentire? David Consiglio |
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Ragionpolitica, periodico on line n.176 del 5/9/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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