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numero 280
6 marzo 2008
 
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Continua l'offensiva della Cina contro i cristiani

di Vincenzo Merlo - 12 settembre 2006

La notizia, diffusa dall'Agenzia cattolica AsiaNews (sempre attenta alle discriminazioni dei cattolici nel continente asiatico), è del 4 settembre: distrutta l'ennesima chiesa nella Cina comunista. Non è la prima volta che ciò capita, purtroppo non sarà l'ultima; riteniamo però che non per questo debba venire meno la nostra indignazione e la nostra denuncia (Radio Vaticana ha definito l'episodio un «atto grave») per tali scempi, ripetuti sistematicamente e non ancora sufficientemente conosciuti da buona parte dell'opinione pubblica italiana. Ma andiamo ai fatti: la mattina del 1° settembre circa 500 poliziotti e funzionari della polizia di Pingtan hanno distrutto con bulldozer una chiesa delle cosiddette «comunità non ufficiali» del Fujian (sud-est della Cina), picchiando alcuni fedeli che vi si opponevano e ferendone due. La chiesa, la cui costruzione era stata terminata solo nello scorso luglio, aveva una superficie di 1000 mq ed era costata 400 mila yuan (40 mila euro). Sorgeva nel villaggio di Yutouchang, sull'isoletta di Pingtang al largo di Fuzhou (Fujian); tale isola, molto distante dalla costa cinese, ospita da tempo almeno 10 mila cattolici «non ufficiali».

La polizia locale ha anche preannunciato che nei prossimi giorni distruggerà un'altra chiesa (non ancora ultimata) nel villaggio di Ao Quian, i cui 400 fedeli (in maggioranza pescatori) si sono autotassati per raccogliere gli oltre 500 mila yuan necessari alla sua costruzione. «I nostri fedeli - riporta un fedele ad AsiaNews - si sono sacrificati perfino risparmiando sul cibo, ma adesso il governo ignora il sangue e il sudore della povera gente e distrugge tutto. Ci sentiamo afflitti e indignati». La polizia giustifica queste distruzioni con «motivi di sicurezza». La Cina comunista permette infatti la pratica religiosa solo in luoghi di culto registrati presso l'Ufficio affari religiosi e ogni espressione di culto fuori da questi canali controllati è considerata illegale e pericolosa per l'ordine pubblico. Nel Fujian, in particolare, vi è una forte comunità non ufficiale che non accetta di essere registrata per timore di dover sottostare al controllo dell'Associazione Patriottica. Le vessazioni, come quella denunciata da AsiaNews (il cui sito Internet in Cina viene bloccato dalla censura) non risparmiano nemmeno le chiese evangeliche. «Le motivazioni - scrive Marco Del Corona sul Corriere della Sera del 6 settembre - sono le stesse: mancati permessi, mancato riconoscimento del gruppo da parte del governo. Spesso, poi, le demolizioni nascondono interessi speculativi sui terreni».

Sempre nel Fujian, nel luglio 2005, era stato arrestato Padre Lin Daixian, sacerdote della Chiesa cattolica sotterranea di Fuhzou, insieme a un seminarista e a nove fedeli. Padre Lin stava celebrando la Messa insieme ad una cinquantina di parrocchiani in una casa privata a Pingtan; nel momento dell'arresto, molti di questi avevano cercato di liberarlo azzuffandosi con la polizia, che per tutta risposta aveva infierito caricando selvaggiamente i fedeli, ferendone alcuni in modo grave. Arrestato diverse volte dall'ottobre 2000 al luglio 2005, Padre Lin è solo uno dei tantissimi religiosi cattolici sequestrati negli ultimi anni dalle autorità comuniste cinesi. Di seguito una lista (aggiornata al marzo 2005), certamente provvisoria e non esaustiva, dei vescovi sequestrati, o impediti nel loro ministero, e dei sacerdoti di cui si ha traccia dell'arresto e della loro condanna ai lavori forzati. AsiaNews (da cui questo elenco è tratto) e altri siti cristiani hanno lanciato una campagna per la loro liberazione.

Vescovi arrestati e scomparsi

Questi vescovi sono dei veri e propri «desaparecidos»: sequestrati, arrestati dalla polizia senza alcuna accusa e da allora scomparsi.

  1. Mons. Giacomo Su Zhimin (diocesi di Baoding,Hebei). Ha 72 anni. Arrestato e scomparso dal 1996. Nel novembre 2003 è stato visto nell'ospedale di Baoding, controllato dalla polizia, dove ha subito cure al cuore e agli occhi. Ma dopo pochi giorni è scomparso ancora.
  2. Mons. Francesco An Shuxin (ausiliario diocesi di Baoding, Hebei). Ha 54 anni. Arrestato e scomparso dal 1997.
  3. Mons. Han Dingxian (diocesi di Yongnian/Handan, Hebei). Ha 66 anni. Arrestato nel dicembre '99. In passato è stato in prigione per circa 20 anni. Rimane sempre isolato e impossibilitato a incontrare chiunque. Nessuno dei suoi fedeli riesce mai a visitarlo, nemmeno i parenti.
  4. Mons. Cosma Shi Enxiang (diocesi di Yixian, Hebei). Ha 83 anni. Arrestato il 13 aprile 2001. Mons. Shi è stato ordinato vescovo nel '82. Era stato in prigione per 30 anni. L'ultima volta fu arrestato nel dicembre '90, poi rilasciato nel '93. Da allora è vissuto in isolamento forzato fino al suo ultimo arresto.
  5. Mons. Filippo Zhao Zhendong, (diocesi di Xuanhua, Hebei), anni 84, arrestato verso la fine di dicembre del 2004.
  6. Padre Paolo Huo Junlong, amministratore della diocesi di Baoding, di anni 50 (circa) ordinato nel 1987. Arrestato lo scorso Agosto 2004. Ancora detenuto in località sconosciuta, senza processo, e senza accuse precise. Con lui sono stati arrestati e scomparsi nelle mani della polizia due suoi compagni di ordinazione: p. Zhang Zhenquan e p. Ma Wuyong (v. sotto).

Vescovi impediti nel ministero

Decine di altri vescovi non ufficiali sono sequestrati per un certo periodo, poi riportati nella loro chiesa. Rimangono sotto stretta sorveglianza e impediti di esercitare il loro ministero. Molti di essi sono malati e ormai anziani. Non possono ricevere visite di preti, suore o seminaristi. Tutte le loro visite sono controllate. Fra i vescovi più giovani e impediti nel loro ministero vi sono:

  1. Li Side, vescovo non ufficiale di Tianjin. Ha 78 anni. È a domicilio coatto e non può svolgere lavoro pastorale. In passato è stato arrestato nel dicembre 1989 e rilasciato nel giugno 1991.
  2. Mons. Giulio Jia Zhiguo (diocesi di Zhengding, Hebei), 68 anni. A fasi alterne è fermato e poi rilasciato. In questo anno è stato arrestato ben 2 volte. La Santa Sede ha fatto pubblici appelli per la sua liberazione. Ogni mese subisce settimane di indottrinamento forzato sulla politica del governo.
  3. Mons. Zhang Weizhu (diocesi di Xinxiang, Henan). Ha 45 anni. È un pastore molto attivo e ha fondato due ordini religiosi. È impedito a recarsi nella sua diocesi. È sotto controllo nell'Hebei.
  4. Diversi vescovi sotterranei, perseguitati con asprezza in passato, sono ora molto vecchi. Eppure molti di loro subiscono ancora controlli, isolamento, lavaggio del cervello. Altri sono ormai resi immobili dalla malattia.
  5. Mons. Bartolomeo Yu Cengti, 74 anni, vescovo di Hanzhong (Shaanxi), dal dicembre 2001 è agli arresti domiciliari. Isolato: ai suoi sacerdoti è vietato incontrarlo. E' molto malato, e non svolge lavoro pastorale.
  6. Mons. Li Hongye (diocesi di Luoyang, Henan); arrestato nel '97. Ha 83 anni. E' malato.
  7. Mons. Liu Guandong (diocesi di Yixian, Hebei). Ha 84 anni. È sotto controllo, ma è impedito a svolgere il ministero soprattutto a causa della sua malattia.
  8. Mons. Giuseppe Fan Zhongliang (diocesi di Shanghai). Ha 85 anni ed è malato. É sempre sorvegliato sebbene goda di una certa libertà.
  9. Mons. Han Jingtao (diocesi di Sipin, Jilin). Ha 82 anni. Pur essendo molto malato, rimane sotto controllo della polizia e non può lavorare in pubblico.
  10. Mons. Giovanni Yang Shudao (diocesi di Fuzhou, Fujian). Ha 84 anni. L'arcivescovo Yang ha subito in passato circa 30 anni di prigione. È stato arrestato nel '55 per essersi rifiutato a entrare nell'associazione patriottica. Rilasciato dopo 26 anni, nell'81, è arrestato di nuovo nell'88 per 3 anni. Ancora adesso a periodi alterni, è sottoposto ad arresti e controlli. È molto malato.
  11. Mons. Tommaso Zeng Jingmu (diocesi di Yujiang, Jiangxi), 83 anni.
  12. Mons. Xie Shiguang (diocesi di Mingdong, Fujian). Ha 86 anni. Arrestato nell'ottobre '99. Al suo arresto, secondo la polizia, era «stato invitato ad una chiacchierata» con rappresentanti del governo e portato in una località sconosciuta. Mons. Xie aveva sempre rifiutato la richiesta governativa di registrare ufficialmente la chiesa sotterranea di Mindong. Il vescovo è ritornato presto «libero, ma sotto controllo».
  13. Mons. Giacomo Lin Xili (diocesi di Wenzhou, Zhejiang). Ha 84 anni. Arrestato dal settembre '99 e liberato all'inizio del 2002. Il vescovo rimane sempre sotto controllo e non è libero. Cattolici della sua diocesi affermano che il suo arresto, assieme a quello di diversi sacerdoti, è dovuta a una campagna lanciata dalla locale Associazione Patriottica per costringere clero e vescovo ad entrarvi. La campagna di convincimento avviene con violenze e ricatti. Nella sua diocesi la chiesa non ufficiale è sempre minacciata da arresti e distruzioni. A metà dicembre '99, 2 chiese sono state fatte saltare a Wenzhou, altre 3 nell'aprile dello stesso anno. Nel villaggio di Linjiayuan la chiesa è stata costruita 3 volte e 3 volte distrutta. L'ultima volta è stato alla fine dell'ottobre 2001.
  14. Shi Hongzhen, vescovo coadiutore di Tianjin, 75 anni. Quest'anno ha compiuto 50 anni di ordinazione sacerdotale. Non può lavorare, soprattutto a causa della sua malattia. Non è a domicilio coatto.

Sacerdoti arrestati e/o condannati

  1. Zhang Zhenquan, Ma Wuyong (diocesi di Baoding, Hebei), arrestati nel luglio-agosto 2004 durante una cerimonia per l'anniversario di ordinazione, insieme a p. Huo Junlong, amministratore della diocesi di Baoding.
  2. P. Li Wenfeng; p. Liu Heng; p. Dou Shengxia (diocesi di Shijiazhuang, Hebei): arrestati il 20 ottobre 2003 insieme a diversi seminaristi durante un ritiro spirituale a Gaocheng.
  3. P. Chi Huitian (diocesi di Baoding, Hebei), arrestato il 9 agosto 2003 mentre celebrava la messa durante un campo estivo di catechismo a dei ragazzi.
  4. P. Kang Fuliang, Chen Guozhen, Pang Guangzhao, Yin Ruose, Li Shujun (diocesi di Baoding, Hebei): arrestati il 1 luglio 2003 perché in visita a p. Lu Genjun, appena rilasciato da 3 anni di lager, perché accusato di "evangelizzazione".
  5. P. Lu Xiaozhou (diocesi di Wenzhou, Zhejiang), arrestato il 16 giugno 2003 mentre stava per dare l'estrema unzione ad un moribondo.
  6. P. Lin Daoming (diocesi di Fuzhou, Fujian). Arrestato il 3 maggio 2003, mentre è in visita da sua madre. La madre era stata appena rilasciata dalla prigione, arrestata perché era la cuoca del seminario sotterraneo di Ch'angle.
  7. P. Zheng Ruipin (diocesi di Fuzhou, Fujian). Arrestato il 12 aprile 2003 insieme a 18 seminaristi. I seminaristi sono stati rilasciati; il padre è tuttora in carcere in luogo sconosciuto.
  8. P. Pang Yongxing, p. Ma Shunbao, p. Wang Limao (diocesi di Baoding, Hebei). Arrestati rispettivamente nel dicembre 2001; il 24 marzo e il 31 marzo 2002 (domenica delle Palme e Pasqua). Il 7 luglio 2003 sono stati tutti condannati ai lavori forzati.
  9. P. Li Jianbo (diocesi di Baoding, Hebei). Arrestato il 19 aprile 2001 a Xilinhot (Mongolia Interna) e condannato ai campi di rieducazione attraverso il lavoro. Si dice che sia molto malato.

Vincenzo Merlo

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Ragionpolitica, periodico on line n.177 del 13/9/2006
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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