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Intervista a Valentina Aprea «Fioroni ci fa tornare indietro»di Alessandro Accarrino - 16 settembre 2006 Energica e battagliera come sempre, l'onorevole Valentina Aprea, sottosegretario all'Istruzione nella passata legislatura, si presenta prontissima a sviluppare un'opposizione inflessibile alle nuove politiche ministeriali di Fioroni. L'onorevole Aprea, sempre attiva nel lavoro del Dipartimento scuola di Forza Italia, è ora impegnata ad organizzare l'assemblea nazionale del Dipartimento (6 ottobre ore 10, Palazzo Marino, Piazza S.Silvestro, Roma) che vedrà, come sempre, la partecipazione di tutti gli addetti ai lavori di Forza Italia, e non solo. L'ex sottosegretario stigmatizza l'operato della nuova classe dirigente del ministero e critica gli strumenti utilizzati per bloccare i principali aspetti della legge 53/2003 (la cosiddetta riforma Moratti). Sottolinea l'importanza del tutor e del portfolio, strutture già eliminate da Fioroni. Onorevole Aprea, cosa ne pensa del fatto che il ministro Fioroni ha intenzione di modificare l'esame di maturità?Tutto il male possibile. Si tratta di una scelta che sa di restaurazione. Ci sono molti aspetti negativi, tra cui la commissione mista che non fa che penalizzare gli studenti. Senza contare che la terza prova dell'esame sarà di competenza totale del ministero. Questo, oltre a creare scompiglio tra gli studenti di certi tipi d'istituti, è in totale contraddizione con il sistema di valutazione nazionale (INVALSI) che certificava gli standard dei test. Che ne pensa invece del giudizio di ammissione?Quello del giudizio è pura demagogia, anche perché nella riforma Moratti era già previsto un percorso di valutazione graduale lungo il triennio con il sistema dei crediti. Si pensa al decreto legge per la modifica dell'esame, vi opporrete in Parlamento?Sì, senz'altro: ci opporremo, ribadendo la giustezza delle scelte che guardano all'Europa e ai giovani. Inoltre, con i colleghi Adornato, Baldelli e Garagnani abbiamo già presentato una proposta in commissione cultura che va nella direzione da noi sempre sostenuta. Ritornando al portfolio, quali pensa che saranno le conseguenze di questa eliminazione?Ancora una volta, si lasciano soli i giovani nel percorso scolastico. Non sarà più possibile, in questo modo, proseguire nelle sfide in cui ci eravamo lanciati nel periodo di governo: in primis la cittadinanza attiva e l'ingresso meritocratico nel mondo del lavoro Quali prospettive ci sono per la ripresa di un cammino per la riforma della scuola italiana?La riforma della scuola c'è: si chiama riforma Moratti. Gli atti amministrativi del ministro sono illegittimi perché aggirano il Parlamento e sono inconcludenti perché non modificano le leggi. Auspico tuttavia che si possa procedere con la ripresa del dialogo, a patto però che si ritorni a parlare di valori scolastici europei, proprio come avevamo fatto noi durante il periodo di governo, quando l'Unione Europea valutò «eccellente» la riforma Moratti. Alessandro Accarrino |
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Ragionpolitica, periodico on line n.177 del 13/9/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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